UNA NUOVA STAGIONE CHE SA DI VECCHIO

febbraio 13, 2017 in Politica

Per ritornare al centro della politica italiana ogni partito o movimento politico deve porre fine alle lotte interne, quelle che sono alla luce del sole e quelle che sono ancora sotto traccia.

I tatticismi senza una efficace strategia socio-economica per l’Italia sono il terreno di coltura di quelli che vengono chiamati in modo improprio “populismi”, ma che altro non sono se non la profonda insoddisfazione per un sistema di potere interessato a proteggere e a consolidare le posizioni dominanti.

Qualcuno potrebbe obiettare che la storia del mondo è stata sempre questa, per cui tutto nella norma. L’eterno scontro tra liberismo spinto e tutela dei più deboli, tra finanza ed etica, tra oligarchia e popolo.

Se ci nascondiamo dietro a questi stereotipi, allora non dobbiamo meravigliarci se la società italiana ha una forte crisi di rigetto verso la classe dirigente del nostro paese. Non è un caso, infatti, se i nostri governi degli ultimi dieci anni si sono preoccupati di tutelare più i banchieri che i risparmiatori, più gli imprenditori dei lavoratori, più le industrie inquinanti dell’ambiente, più gli speculatori del cemento che i territori, più la spesa clientelare che la tenuta dei conti pubblici.

Non sono un nostalgico, so che il campo di un centrosinistra solidale e propositivo non può contenere soggetti disomogenei, così come il centrodestra non può tenere tutti dentro (dagli xenofobi, ai no-euro, ai conservatori, ai post-fascisti, ai centristi moderati e via di seguito). Ma so anche che bisogna evitare larghissime intese per non trasformare in modo definitivo la politica in una gelatina indigeribile, dove tutto è sfuocato, con posizioni simili sia a destra che a sinistra, quasi che il reddito di cittadinanza sia la stessa cosa di un condono fiscale, le trivelle libere come il no agli inceneritori.

Le posizioni più chiare sono quelle dei cosiddetti populisti, quelle che gli elettori percepiscono prima e capiscono meglio. Per me non sono in condizione di risolvere la nostra crisi, crisi che è ormai strutturale ed ha bisogno di scelte complessive a cui non è interessata una classe dirigente (politica, economica, sindacale, finanziaria) che guarda al proprio particolare piuttosto che all’interesse generale.

Anche se viviamo in un mondo globalizzato, la nostra attenzione è attratta dai problemi di prossimità, quelli del giorno per giorno. Immigrazione, terrorismo, Unione Europea preoccupano meno della disoccupazione, del dissesto idrogeologico, dei cronici disservizi sanitari, della carenza di infrastrutture.

Per questo il cittadino medio si pone una domanda con una risposta ovvia e per certi versi inesplorata: cambiando si potrà mai peggiorare?

I NOSTRI CONTI

gennaio 17, 2017 in Politica

Come era prevedibile la Commissione Europea ha tuonato: i nostri conti pubblici sono in disordine. Insomma, non quadrano.

L’Italia non cresce, le famiglie sono in difficoltà, la povertà minaccia di colpire il ceto medio, i giovani vanno all’estero per trovare lavoro, le infrastrutture non sono all’altezza di un paese moderno, la corruzione è ancora dilagante, l’ambiente continua ad essere saccheggiato, la giustizia non funziona, la Pubblica Amministrazione è il prototipo della inefficienza, il sistema bancario penalizza i risparmiatori, la sanità è in mano a bande più o meno politicizzate….

Qualunquismo, semplificazione, demagogia? Non penso proprio.

Il nostro è un Paese straordinariamente bello ma, altrettanto straordinariamente, complicato.

Il divario NORD-SUD, il dissesto idrogeologico, il sistema delle autonomie legato ai campanilismi piuttosto che alla promozione delle diversità, una Costituzione non ancora del tutto applicata nel suo dettato originario, i corpi intermedi in forte crisi di identità (ordini professionali, sindacati, organizzazioni di categoria, persino l’ANM), impongono scelte razionali, coraggiose, eque, lungimiranti, veloci. Già, ma mentre scrivo queste cose nel retro palco della politica, anziché affrontare i problemi reali già si discute di alleanze per la prossima legislatura, mentre ieri e per oltre un anno l’Italia è stata incartata su una riforma costituzionale che piaceva al ristretto numero delle lobby internazionali, ma che, come gli italiani hanno subito capito, non avrebbe risolto né i problemi economici né i problemi sociali né tampoco quelli politici.

Per quasi quattro anni, dopo essere tornato a tempo pieno alla mia professione, sono stato in silenzio, ho evitato con cura di partecipare al dibattito politico-culturale. Un po’ l’ho fatto perché uscito stanco dalla mia bella ma difficile esperienza parlamentare, poi volevo metabolizzare le ragioni della scomparsa di un partito che avevo contribuito a fondare e a far crescere e a cui ho dedicato una parte importante della mia vita.

Oggi voglio ritornare a scrivere in rete le mie opinioni e le mie proposte, se non come esperto almeno come persona informata dei fatti. Vedo in giro troppo twitter a volte arma impropria di un pressappochismo preoccupante.

La comunicazione è importante, ma i fatti contano di più. Proverò a mettere in campo un po’ di concretezza e a ragionare con chi vorrà farlo. Nessun secondo fine. Tranquillizzo i lettori, pochi o molti che saranno, e quelli che storceranno la bocca!

La rete è democratica: chi vuole legge, chi non vuole, cancella.

A proposito del PD e delle primarie

giugno 27, 2013 in Senza categoria

Il Partito Democratico è ormai l’unico partito strutturato della politica italiana. Questo è un dato sicuramente positivo perché rappresenta un serio tentativo di creare un sicuro riferimento in un sistema davvero bipolare e, in questo sistema, una parte liberale, democratica e riformista, superando il vecchio schema di fusione a freddo tra eredi della DC ed eredi del PCI. Leggi il resto del post →

Si parte con il Movimento 139

giugno 15, 2013 in Politica

Oggi a Roma, dalla sala Capranichetta di piazza Montecitorio, abbiamo presentato la nostra risposta alla politica degli inciuci, delle primarie eterodirette, delle correnti rissose e dei congressi fasulli. Siamo alla fase fondativa di un percorso diverso, fra coloro che da tempo sono andati oltre i recinti dei vecchi partiti, con i cittadini che vogliono impegnarsi ancora in una politica fatta di partecipazione e coinvolgimento dal basso, in modo collegiale e orizzontale al tempo stesso. Leggi il resto del post →

Assemblea del 15 giugno a Roma: Punto di partenza

giugno 13, 2013 in Politica

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Il 2 giugno e la difesa della Costituzione

giugno 5, 2013 in Politica

Domenica 2 giugno, e la data è un segno inequivocabile, “Libertà e Giustizia” ha organizzato a Bologna una iniziativa pubblica chiamandola “non è COSA VOSTRA”, a cui il Movimento 139 ha aderito. Leggi il resto del post →

Nasce il Movimento 139, il 15 giugno una grande Assemblea

maggio 28, 2013 in Politica

Oggi, con Leoluca Orlando e Carlo Costantini, ho presentato alla Camera dei deputati il “Movimento 139″: un nuovo progetto politico e culturale, non l’ennesimo partito, che nasce proprio per rispondere alla crisi della rappresentanza istituzionale così come si è sviluppata negli ultimi anni. 139 come gli articoli della Costituzione, il perno della nostra democrazia: da qui vogliamo contribuire a rifondare la politica, all’interno del centrosinistra ma al di là degli apparati di partito. Leggi il resto del post →

Intervista a tutto campo su L’Indro.it

maggio 28, 2013 in Politica

Di seguito la mia intervista a L’Indro.it, quotidiano digitale indipendente di approfondimento, sul nostro “Movimento 139″ e gli attuali scenari politici. Potete leggere il pezzo anche a questo linkLeggi il resto del post →