POLICORO: LA MORTE DI ROSARIA MERITA RISPOSTE CHIARE

10 settembre 2010 in Senza categoria

Certe storie sembrano racconti di tempi lontani, eppure quella di Rosalba Pascucci, la giovane donna di Policoro morta dopo un parto cesareo gemellare, é drammaticamente attuale.

Nel 2010 non si può morire di parto, non si può permettere che una giovane madre perda la vita per dare alla luce i propri figli, trasformando in tragedia quello che dovrebbe essere un lieto evento. È di pochi giorni fa l’incredibile, sconvolgente cronaca di quanto accaduto all’ospedale di Messina: solo qualche ora, ed ecco un nuovo dramma – anche se le cause sono quasi sicuramente diverse – in Basilicata.

Quest’ultima vicenda mi ha profondamente toccato, sia perché la puerpera era una mia conterranea, sia perché sono padre anch’io e posso comprendere il dramma che sta ora vivendo il compagno di questa donna, che da felice neopapà quale avrebbe dovuto essere, si trova oggi a gestire e superare un evento luttuoso cercando disperatamente quelle doverose risposte che ancora nessuno può dargli.

In un telegrafico comunicato, la Asl di Matera parla di “complicanze d’intervento”. Una formula generica che può dire tutto e non vuole dire niente. Cosa si nasconde dietro questa fredda quanto semplicistica “giustificazione”? Perché Rosalba, scevra da problemi di salute (come accertato anche dal direttore generale di quella struttura sanitaria, Vito Gaudiano) é morta?

Ma, soprattutto, perché in Italia il controllo sulla sanità erogata é affidata allo stesso responsabile della gestione, cioè al Direttore Generale, pedina politica manovrata e manovrante del potere?  Con quale obiettività può, tale figura, controllore le strutture da lui stesso gestite?

Troppe domande e assai poche risposte in questa vergognosa vicenda.

Nel mio ruolo di Capogruppo IdV in Commissione Sanità al Senato, mi sono occupato spesso di casi di malasanità, eppure ogni volta resto fortemente indignato quando vengo a conoscenza di accadimenti così incresciosi che, giustamente, non fanno che minare la fiducia dei cittadini nei confronti delle strutture sanitarie del Paese.

Il Governo Berlusconi sembra essere esclusivamente interessato ai disavanzi della sanità pubblica ed al pareggio dei conti, reputando forse superfluo occuparsi in modo preciso della supervisione, del controllo e della gestione del comparto clinico-assistenziale. Nella Sanità, è bene ribadirlo, i risparmi non si fanno sull’efficienza dei serizi, ma tagliando gli sprechi e mandando a casa i burocrati che guardano solo ai propri interessi.

E’ doveroso, a questo punto, che venga fatta la giusta chiarezza, che l’azienda sanitaria di Matera accerti quanto successo con la massima severità, affinché serenamente ma con il necessario rigore emerga la verità su quanto accaduto. Soprattutto per tutelare la professionalità di quei medici e paramedici che, a Policoro, lavorano con passione, capacità e dedizione.

Non resta quindi che attendere i risultati delle perizie degli organi di governo regionali (che dovrebbero anche tener presente, nel nuovo piano sanitario della Basilicata, la necessità di coinvolgere maggiormente nelle scelte tutto il territorio) per accertare l’esistenza di responsabilità personali e l’eventuale esistenza di anomalie funzionali/organizzative.

Resta il fatto che nessuna indagine potrà mai annullare nei familiari il tremendo dolore per questa perdita così come nessun accertamento delle responsabilità ridarà una madre ai due neonati. Ma se qualche superficialità é stata commessa, se qualcuno ha sbagliato, é giusto che paghi.

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