UN GOVERNO SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

24 novembre 2010 in Politica

II Governo é davvero sull’orlo di una crisi di nervi e non fa nulla per nasconderla.

Le reazioni non proprio istituzionali di vari esponenti della maggioranza a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni attestano che siamo decisamente al capolinea.

Qualche esempio. Si parla di rifiuti, a Tg3 Linea notte sono in studio Ignazio La Russa, Paolo Cirino Pomicino e il direttore di Europa Stefano Menichini. Bianca Berlinguer domanda al ministro qual è la situazione a Salerno e le cause della lite tra la Carfagna e Cosentino. La Russa, durante l’intervento di Menichini, perde le staffe. Si alza, si toglie il microfono e se ne va.  

Primedonne: Mara Carfagna strappa con il Pdl e, abbandonando il suo rinomato aplomb ministeriale, si riferisce alla conterranea Mussolini (l’antagonista femminile sulla scena politica partenopea) con un epiteto: vajassa.

 Pensate sia tutto? Errore, perchè ieri sera un premier ormai inevitabilmente sul viale del tramonto, si è esibito in un disarmonico canto del cigno, intervenendo telefonicamente a Ballarò. Dopo un esordio degno della simpatia che da sempre lo contaddistingue “Lei mi fa parlare e poi rispondo alle sue domande”, l’unto del signore è riuscito a dire che a Napoli va tutto bene e quel poco che non funziona non dipende da lui. Ha protestato per il contenuto del servizio sui rifiuti definendolo “assolutamente mistificatorio”. Poi in un delirio di demagogia propagandistica ha insultato Floris e Raitre e, ovviamente, ha chiuso senza rispondere a una sola domanda, al contrario di quanto aveva concordato con il conduttore di Ballarò.  

Berlusconi non può rispondere a domande semplicemente perché non ha risposte da dare. Ha fatto promesse e non le ha mantenute. Vada ora a fare uin consiglio dei ministri a Napoli o all’Aquila, vedrà come lo accolgono.

Due anni e mezzo di bugie e di malgoverno. E’ questo il Paese che, con ogni probabilità, questo signore restituirà all’Italia il 14 dicembre. E, in attesa di quella data, molti stanno perdendo la testa.

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