A CHE GIOCO STIAMO GIOCANDO?

14 dicembre 2010 in Italia dei Valori, Politica, Senza categoria

Partiti che cambiano posizione un giorno sì e l’altro anche, parlamentari che saltano da uno schieramento all’altro, ricatti tra componenti di una stessa formazione e corteggiamenti reciproci tra parti teoricamente avverse; mesi interi a parlare di ‘terzo polo’, ‘ribaltoni’, ‘escort’, ‘crisi al buio’, ‘case all’estero’ e ‘maggioranza allargata’. Ma a che gioco stiamo giocando? La politica dovrebbe occuparsi dei cittadini, cercando di risolvere i loro problemi e non quelli dei vari partiti o esponenti politici. È ora di aprire una nuova fase, e forse non è un caso che il prossimo appuntamento con il nostro futuro coincida con i 150 anni dell’Unità. Nell’insieme delle arroganti ed esagerate frasi autocelebrative del suo operato, a Berlusconi è sfuggita addirittura una cosa saggia.

Forse colto da un ‘raptus di lucidità’, il premier ha affermato che non si tratta di votare per lui o per il suo Governo, ma per il bene del Paese. Esatto: qui non si parla più di essere di centro, di destra o di sinistra ma di restituire il Parlamento al suo compito di organo istituzionale che opera nell’interesse collettivo. Tutta la politica deve voltare pagina tornando ad un rapporto diretto con i cittadini. Quella che ci aspetta sarà una riforma che dovrà partire dal basso: cioè dalla base e dalle fondamenta dell’architettura costituzionale. È la gente onesta, con la dignità del lavoro e il rispetto delle leggi, che sta portando sulle spalle il nostro Paese: alla politica deve essere consentito di fare altrettanto, ma bisogna eliminare il populismo demagogico che ha fatto del lassismo e dell’affarismo le parole d’ordine dei comizi elettorali.

A che gioco sta giocando, Berlusconi, quando ancora una volta cambia le carte in tavola? Ora non sono più obiettivi del suo Governo la riduzione delle tasse, il ‘bonus bebè’, la diffusione della banda larga, le liberalizzazioni, l’abolizione dell’Irap e delle Province, l’attuazione concreta del federalismo fiscale e tutte le altre promesse di due anni fa: non c’è più traccia degli slogan del 2008 nelle sue parole.

A che gioco sta giocando chi ancora lo appoggia o gli propone patti di alleanza? Parlando di cose serie, un Governo capace di svolgere la sua funzione dovrebbe proporre un programma che prevede di: risolvere le difficoltà del mondo del lavoro stabilizzando l’occupazione con la semplificazione contrattuale; rilanciare la produttività con la detassazione dei redditi fissi e gli incentivi all’innovazione aziendale; diminuire il debito pubblico vendendo le partecipazioni statali e favorendo il libero mercato; riscrivere la legge elettorale ridando la libera scelta degli eletti ai cittadini e stabilendo il vincolo di mandato per i parlamentari; varare una riforma del fisco solidale, anche federalista, ma basata su principi di equità e proporzionalità; stabilire le voci di spesa puntando su crescita economica e diminuzione degli sprechi; riformare gli enti pubblici, a partire da quelli sanitari, per garantire efficacia e rapidità delle prestazioni; stabilire le funzioni e i ruoli degli operatori pubblici sulle categorie del merito e della trasparenza, anche con riferimento al conflitto di interessi; garantire efficienza amministrativa con la diminuzione delle retribuzioni e del numero di enti locali; salvaguardare suolo e ambiente attraverso interventi preventivi di messa in sicurezza.

Questi, al di là dei giochi di prestigio, sono i punti che dovranno motivare il prossimo impegno politico ad occuparsi del Paese reale: ora più che mai, c’è bisogno di garantire ad un’Italia in lacrime che il tempo degli scherzi, e delle barzellette, è davvero finito.

Per questo, intervenendo per annunciare il voto di sfiducia del Gruppo Idv, gli ho chiesto di salire al Colle e dire al Capo dello Stato: “Ci ho provato, ho fallito, me ne vado”. Ma Berlusconi non lo farà. I giudici di Milano, che non sono in vendita, lo vedranno tra un paio di mesi, quando non avrà più il legittimo impedimento e potrà essere giudicato e condannato per le sue malefatte, che non sono politiche.

A CHE GIOCO STIAMO GIOCANDO?

5 Commenti

    1. Sono anche questa volta d’accordo con te. Ma non perdiamo la nostra fiducia negli italiani. Io ci credo ancora
      A presto Nicola Tranfaglia

    2. Liana Angelini scrive:

      Tutto vero purtroppo. Continuiamo a dirlo, e diciamolo ancora e ancora. Sembra che molti non capiscano, ma insomma, sveglia! Il politico dovrebbe fare il bene della polis, o sbaglio?

    3. umberto scrive:

      E’ da molto tempo che dico che a questi nostri politici bisogna togliere il titolo di ONOREVOLE perhè di onorevole non hanno proprio niente. Mi aspetto che qualche pecora bianca faccia una proposta in tal senso. Pertanto invito tutti quelle persone che hanno a che fare con tali soggetti di chiamarli per nome e cognome. Abbassa i traditori e auguro all’opposizione un presto riscatto nei confronti di questi TRADITORI e MERCENARI DELLA POLITICA.

    4. Nicola scrive:

      Possibile non si accorgano di come sia grave la situazione e di come altrettanto importante sia affrontare le emergenze sociali che potrebbero avere grave ripercussioni sociali…..da tempo si ripete che le famiglie faticanoad arrivare a fin mese..molte forse neanche riescono ad iniziare la prima settimana.

    5. armando scrive:

      Sono frastornato da tanta , tanta “mediocrazia”.
      Riusciremo nei prossimi mesi ad acquisire un po’di “normalità democratica”.

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  • Nicola Tranfaglia
    del 14 dicembre 2010
  • Liana Angelini
    del 14 dicembre 2010
  • umberto
    del 14 dicembre 2010
  • Nicola
    del 14 dicembre 2010
  • armando
    del 15 dicembre 2010