LA LIBIA BRUCIA, IL GOVERNO ITALIANO TACE. BERLUSCONI NON VUOLE DISTURBARE GHEDDAFI

20 febbraio 2011 in Esteri, Politica

Mentre la Libia brucia, il governo italiano tace. Berlusconi non vuole disturbare l’amico dittatore Gheddafi, ci mancherebbe altro! Il Presidente del Consiglio si dice ‘preoccupato per quello che sta succedendo’, ma non è chiaro se lo è più per i suoi affari, per il futuro incerto del leader libico o per il massacro di centinaia manifestanti a Bengasi. Comunque sia, nemmeno una parola di condanna sulla violentissima repressione ordinata dal Colonnello, solo qualche misera parola di circostanza avvolta in un agghiacciante silenzio.

Meglio evidentemente stare zitti nel ricordo imbarazzato delle vacanze romane di Gheddafi, dell’indegno circo messo su con l’accondiscendenza e la complicità di Berlusconi che è arrivato perfino a baciare la mano del dittatore sanguinario. Comportamento assolutamente schifoso!

Meglio stare zitti e lasciare mano libera al regime perché possa reprimere senza ‘disturbo’ la rivolta di chi chiede diritti e libertà dopo oltre 40 anni di repressione e di oltraggio ai diritti umani.

Tace Berlusconi e ovviamente tace anche Frattini, ministro degli Esteri a comando, per una volta non in vacanza, ma tanto solerte nel venire a riferire in Aula sulla casa di Montecarlo quanto assente e silente nel momento in cui avrebbe il dovere di assumere in nome dell’Italia una posizione ferma e chiara di condanna su quanto sta accadendo in Libia.

Un immobilismo che ben rappresenta la totale inadeguatezza del governo in politica estera, con un presidente del Consiglio orgoglioso di essere amico dei peggiori dittatori, che salta da una gaffe all’altra, che con i suoi scandali privati e con i suoi guai giudiziari è motivo d’imbarazzo per l’Italia nel mondo. Abbiamo già scarsa credibilità internazionale e continuando così tra poco non ne avremo affatto. Anche di questo, purtroppo, dobbiamo “ringraziare” Berlusconi.

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L’Italia dei Valori l’ha sempre detto: “Gheddafi è un dittatore che calpesta i diritti umani”. Guarda il video del mio intervento in Senato del 10 giugno 2009

LA LIBIA BRUCIA, IL GOVERNO ITALIANO TACE. BERLUSCONI NON VUOLE DISTURBARE GHEDDAFI

5 Commenti

    1. Rino scrive:

      Il primo ministro tace, e ciò sta a significare qualcosa! Il ministro degli esteri non c’è. Nessuno più s’indigna. Il Paese sta a guardare. Come se ne esce? Pare non saperlo nessuno.

    2. Gaetano Cantisani scrive:

      Come potrebbe il Nano osare di rimproverare il riverito Gheddafi, senza mettere nel conto le prevedibili ritorsioni libiche che, contrariamente a quanto si potrebbe credere, non sono l’allentamento dei controlli degli imbarchi verso l’Italia, ma l’azzeramento dei flussi migratori verso la Sicilia. Come farebbe il Nano a chiedere soldi all’Europa (da utilizzare non certo per l’accoglienza dei profughi.
      Se Berlusconi e Frattini tacciono, condividendo di fatto la repressione dei miliziani libici, temono le ripercussioni del colonnello in merito ai costi reali, quelli veri non quelli dichiarati, degli interventi governativi in Libia ed altre porcherie che il Nano e Frattini avranno sicuramente compiuto laggiù. Non è difficile capirlo.
      Cordialità
      Gaetano Cantisani

    3. mario scrive:

      se anche lui sogna i carri armati in piazza contro tutti quelli che dimostrano contro di lui come fa a candannare Gheddafi?????

    4. onofrio scrive:

      Caro Direttore, delle parole “Democrazia” e “Diritti” ci riempiamo un po’ tutti la bocca specie quanto le vessazioni e le repressioni siamo anche Noi a subirle. Ma quando, invece, sono gli altri Noi persone normali e senza poteri, spesso nicchiamo e ci nascondiamo dietro le appartenenze politiche e gli shieramenti di parte e cerchiamo di svilire l’accaduto trovando sempre un pretesto per tenerci in disparte, per i ricchi e i potenti (soprattutto quelli che sono al potere!) non c’è niente che tenga. Gli affari vengono prima di tutto!

    5. Balboni Mario scrive:

      Sempre in primo piano nelle sfilate propagandistiche con le amazzoni di ogni età, assenti nella politica dell’area mediterranea. mario

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  • Rino
    del 20 febbraio 2011
  • Gaetano Cantisani
    del 20 febbraio 2011
  • mario
    del 21 febbraio 2011
  • onofrio
    del 21 febbraio 2011
  • Balboni Mario
    del 21 febbraio 2011