SQUILLA IL TELEFONO, C’E’ BERLUSCONI. E COSI’ IL PREMIER OCCUPA TUTTI I MEZZI D’INFORMAZIONE

13 marzo 2011 in Informazione, Politica

Squilla il telefono, c’è Berlusconi. Sarà che una telefonata allunga la vita, come diceva un vecchio spot, ma sembra proprio che il presidente del Consiglio non possa fare a meno di chiamare chiunque e ovunque. Telefonate a Masi e Innocenzi, per fermare Annozero; telefonate alla Questura di Milano, per provare a insabbiare il caso Ruby; telefonate a Floris e Lerner, nel tentativo di intimidirli in diretta televisiva; telefonate alle tv di famiglia, perché un comizio su Canale5 o Rete4 fa sempre comodo; telefonate a qualunque incontro, convegno, manifestazione, meeting del Pdl, ma anche di ogni altro minuscolo movimento del centrodestra, per celebrare se stesso, attaccare i giudici e le istituzioni, evocare lo spettro del comunismo (anche se il comunismo è morto, ma al Cavaliere fa sempre comodo resuscitarlo, il suo amico Putin permettendo). Insomma, se fosse un film sarebbe ‘S.B. Telefono Casa’, giocando col titolo di un vecchio kolossal del cinema.

In tutto questo però c’è davvero ben poco da scherzare. Perché dietro al ‘morboso’ rapporto del premier con la cornetta si nasconde un disegno preciso: apparire sempre, per poi occupare, oltre che controllare, qualunque spazio informativo in maniera capillare. E’ così che Berlusconi ha costruito in passato le sue vittorie elettorali, è così che adesso cerca di rimanere aggrappato al potere. Non avendo mantenuto le promesse fatte, essendosi preoccupato solo di salvare se stesso e di aiutare gli amici e mai dei problemi degli italiani, ora deve convincere i tanti delusi che di lui ci si può ancora fidare. Impresa difficile, dopo anni e anni di pessimo governo, ma non impossibile quando si controlla in modo diretto o indiretto buona parte dell’informazione. E così ecco Berlusconi entrare in ogni casa, tutti i giorni ad ogni ora, senza nemmeno bussare.

C’è un dato che la dice lunga ed è quello relativo alle presenze nei telegiornali del servizio pubblico. Ebbene, nello scorso mese di gennaio Berlusconi ha occupato Tg1, Tg2 e Tg3 per oltre 400 minuti, più del doppio di tutti i leader dell’opposizione messi insieme. Squilibrio abnorme, che diventa anche maggiore se non si conta la sola presenza in video ma “il tempo di parole”, quello in cui non solo si vedono i leader ma li si ascolta pure: qui Berlusconi ha parlato tre volte più di Bersani e Casini e sette più di Fini. E l’Italia dei Valori? Di Pietro a gennaio ha avuto spazio per soli 25 minuti, praticamente le briciole. Un dato che si commenta da solo. Per questo abbiamo deciso di presentare un esposto all’Agcom, perché intervenga a ripristinare un minimo di equilibrio e impedisca al presidente del Consiglio l’indecente occupazione dei mezzi di informazione. Intanto però il premier telefona, straparla, interviene ovunque, ben sapendo c’è sempre chi lo rilancia dandogli la migliore vetrina possibile. Insomma, una telefonata può davvero allungare la vita, almeno quella politica. Ma solo se ti chiami Silvio Berlusconi!

SQUILLA IL TELEFONO, C’E’ BERLUSCONI. E COSI’ IL PREMIER OCCUPA TUTTI I MEZZI D’INFORMAZIONE

4 Commenti

    1. silva dondi scrive:

      Io mi rifiuto di pensare che non si possa fare niente contro questo modo di fare.

    2. cocombr scrive:

      io avrei una idea dove mettergli il telefono

    3. Ambrogio scrive:

      Che fare ? sono circondato da persone oneste ed in piena buona fede, sempre convinte che Silvio si presenta bene , è in gamba , e quindi e meglio degli altri . Come si fa a convicere il prossimo a ragionare con la propria testa andamdo al di la delle poche notizie furbescamente preconfezionate che ci propinano ? E’ avvilente tutto questo.

    4. giorgio scrive:

      Una simpatica e-mail inviatami da un amico sintetizza il personaggio :

      “Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.

      Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?

      Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.

      Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.

      Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.

      Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi
      atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso
      della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.

      In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.

      Ammiratore della forza venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma
      con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di
      disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale
      da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un
      proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che
      vuole rappresentare.”

      Elsa Morante

      Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini…

      QUINDI NON C’E’ SPERANZA PER IL POPOLO ITALIANO!

      PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione hanno l’obbligo civile e morale di trasmetterla ad almeno altre cinque persone. Non sia mai
      che qualcuno lo votasse di nuovo…

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  • silva dondi
    del 13 marzo 2011
  • cocombr
    del 13 marzo 2011
  • Ambrogio
    del 14 marzo 2011
  • giorgio
    del 14 marzo 2011