LA RITORSIONE DEL PDL: SCATTA LA CONTROFFENSIVA CONTRO LA DEMOCRAZIA

15 aprile 2011 in Giustizia, Politica

La coerenza della maggioranza è insuperabile: si straccia le vesti denunciando l’ingerenza della magistratura bolscevica nella politica e poi, con un’interrogazione parlamentare urgente, chiede ispezioni e provvedimenti disciplinari contro i magistrati milanesi che si sono occupati della vicenda Ruby. Le uniche ingerenze evidenti sono quelle dei Governi Berlusconi nei confronti della Giustizia e della Costituzione: si contano quasi 40 leggi ad personam varate dal 1994 ad oggi, che non solo rappresentano i tentativi, spesso riusciti, di soggiogare la democrazia alle esigenze del premier, ma comportano anche gravi conseguenze sul piano giuridico per tutti i cittadini.

Per questo non deve lasciare indifferenti l’iniziativa dei senatori del Pdl: si tratta, né più né meno, di una ritorsione nei confronti dell’autonomo ordine giudiziario e costituisce un avvertimento per chi volesse continuare a svolgere liberamente le indagini su ipotesi di reato, a prescindere da chi coinvolgono. Dalla maggioranza parte una controffensiva contro la stessa democrazia, che si regge sul principio di equilibrio tra i diversi poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.

Se, con la politica dell’aggiungi un posto a tavola, l’esecutivo ha posto sotto le proprie dipendenze larga parte della funzione legislativa, con questa rappresaglia si tenta di soggiogare anche la magistratura. Non mancano d’altra parte i tentativi di porre sotto scacco lo stesso elettorato, con la legge-porcata, il conflitto di interessi, il boicottaggio dei referendum  e le grandi promesse di un miracolo che non si avvera mai. Il berlusconismo, in ultima analisi, è la logica per cui se non si può ottenere democraticamente il consenso, lo si impone con veri e propri colpi di mano. Nel mirino della maggioranza non c’è solo la Procura di Milano, ma la stessa libertà di coscienza del sistema-Paese. E se gli atti di ispezione e gli eventuali provvedimenti disciplinari non dovessero bastare, è già pronta una norma per bloccare con legge il processo Ruby: ma la giustizia è amministrata in nome del popolo, perché siamo tutti noi ad aver bisogno di sapere se il premier ha commesso o meno i reati di concussione e prostituzione minorile di cui è accusato.

Per questo non siamo disposti a subire alcuna aggressione nei confronti della democrazia, a partire dalla legge sulla prescrizione breve che presto arriverà in Senato ci opporremo con ogni mezzo alla costante minaccia di una tirannia della peggiore classe sociale del Paese, che è precisamente il frutto di un rancore mai sopito verso la sovranità dei cittadini liberi, onesti e laboriosi.

LA RITORSIONE DEL PDL: SCATTA LA CONTROFFENSIVA CONTRO LA DEMOCRAZIA

5 Commenti

    1. Francesco scrive:

      e cosa c’è da fare, se non “prendersela” direttamente con il vasto e variegato “popolo” delle libertà (personali) del capo del governo, che lo sostiene pervicacemente credendolo Dio in Terra?

    2. mario marino scrive:

      è basta ci avete rotto ………..ma chi l’ha detto che dovete stare per forza in politica tornate a fare il lavoro che facevate prima.

    3. Carolo scrive:

      O incensi o dai fastidio.

    4. Giada scrive:

      Se andiamo avanti di questo passo nessun magistrato avrà il coraggio di indagare sui politici, e questo solo perché bisogna proteggere il poster ad un superindagato!!!

    5. mauro mazzarella scrive:

      Dopo aver letto l’articolo e gli interventi degli altri cittadini, penso che se dal 1994 ad oggi questo signore, con l’aiuto di persone che a lui devono l’ascesa in politica e quindi un ben remunerato stipendio di circa € 13.000,00 mensili più annessi e connessi, si è fatto fare circa 40 leggi per ripararsi dal carcere, qualcuno gli ha permesso di farlo, forse anche qualche formazione che ora è all’opposizione che faceva parte di Governi precedenti che potevano smontare questo disegno. Invece penso che qualche ex Presidente del Consiglio non abbia, fino in fondo, lavorato contro questi abusi, anche quando si potevano azzerare, permettendo agli italiani di esprimere veramente il consenso liberamente. L’On. Massimo D’….. si faccia anche lui un bell’esame di coscienza.

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  • Francesco
    del 16 aprile 2011
  • mario marino
    del 16 aprile 2011
  • Carolo
    del 16 aprile 2011
  • Giada
    del 16 aprile 2011
  • mauro mazzarella
    del 16 aprile 2011