PRIMO MAGGIO, PERCHE’ NON SIA UNA FESTA PER POCHI

1 maggio 2011 in Lavoro, Politica

Primo maggio, festa dei lavoratori. In Italia sta diventando sempre più una festa per pochi, visto che i ‘fortunati’ che un lavoro ce l’hanno sono sempre di meno. Eppure il diritto al lavoro è fissato nei principi fondamentali della nostra Costituzione, come ha ricordato anche il Capo dello Stato. Scrissero i padri costituenti che ‘l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, e lo scrissero nell’articolo 1 della Carta, perché ne fosse un pilastro. Così doveva essere, così dovrebbe essere, così purtroppo oggi non è.

Dati Istat alla mano, negli ultimi due anni, guarda caso quelli di governo Berlusconi, sono stati persi 533.000 posti di lavoro, mentre il numero dei disoccupati è cresciuto di 410mila unità, passando da 1,7 milioni di fine 2008 a 2,1 milioni del 2010. A questi va però aggiunto il milione e mezzo di ‘scoraggiati’, ovvero di quanti hanno rinunciato a cercare attivamente lavoro perché convinti di non riuscire a trovarlo. Totale, nel 2010 sono stati quasi 4,4 milioni gli italiani in ‘cerca di occupazione’, il che si traduce in un tasso di disoccupazione del 16,55%. Dato di per sé già spaventoso che cresce però al 18,32% considerando anche i 576mila cassintegrati a zero ore registrati lo scorso anno.

A pagare il prezzo più alto sono i giovani, e purtroppo non è una novità: quasi un terzo dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni (il 28,6%) è infatti senza lavoro. Come ha ricordato il presidente Napolitano, si tratta di quasi due milioni di giovani fuori da ogni tipo di occupazione e non coinvolti nemmeno in attività di formazione o addestramento. Numeri devastanti, ma non è finita. Perché va detto pure che quel poco di lavoro che si trova è molto spesso lavoro precario, dal momento che oltre il 40% delle assunzioni è rappresentato da lavoratori con un contratto flessibile. E il ministro Sacconi ha pure il coraggio di parlare di retorica del precariato…

Questa l’Italia oggi, un Paese che affonda nell’indifferenza di un governo assente, preoccupato solo di sfornare leggi ad personam, con un presidente del Consiglio secondo cui la crisi è un’invenzione dei giornali di sinistra, degli organismi internazionali, degli immancabili comunisti, magari anche dei giudici, tutti coalizzati per spargere panico ovunque. La verità è che il governo non ha una politica economica e industriale, non l’ha mai avuta. Anzi ha assistito in silenzio, quando non è stato addirittura complice, di chi ha speculato sulla crisi a danno dei lavoratori. Per questo in Italia c’è sempre meno lavoro e senza lavoro è a rischio anche la tenuta democratica del Paese. Bisogna cambiare pagina, subito, perché il primo maggio non diventi una festa per pochi.

PRIMO MAGGIO, PERCHE’ NON SIA UNA FESTA PER POCHI

4 Commenti

    1. Caro Felice, nella nostra regione Basilicata è diventato sempre di più una festa per pochi. Applica quanto hai scritto a noi e ci rendiamo conto del fallimento della classe politica regionale compresa quella del nostro partito in materia di lavoro. Sono tremila gli operai forestali in meno! Ma conosci meglio di me le cifre disastrose della regione. SENZA LAVORO NON C’è futuro!
      Forse è arrivato il momento di porci come partito regionale il problema.Che ne dici? Buona serata.

    2. Daniela Pallotta scrive:

      Forse qualcuno avrebbe potuto (anzi,dovuto) far notare che il 1° maggio è la festa dei lavorarori anche a chi ha tranquillamente organizzato la beatificazione del papa PROPRIO in questo giorno. Penso che la coincidenza sia voluta per far passare sotto silenzio il significato profondo di questa data, distraendo la gente con la beatificazione.

    3. Senatore Bellisario,la seguo spesso,altrettanto sovente mi capita di concordare verso le sue opinioni,non pero’ quando anche lei mi cade nel vizio di liquidare fatti e situazioni con accessioni statistiche e formulazioni usate in avvallo a tesi che altro non mi sembrano,se non rapide liquidazioni di comodo.Indubbio che i dati da lei citati siano un “devastante” riscontro su cui di sicuro non puo’ indugiare l’ottimismo,altrettanto indubbio che la loro “origine” non la si puo’ esclusivamente ricondurre a una matrice politica e ad un alveo ristretto di responsabilita’.Indubbiamente l’attuale governo ha delle colpe ,spesso lapalissiane,verso un empasse economico del paese che mi consenta di dubitare possa risolvere a “parole” un opposizione ,altrettanto responsabile, verso una degradazione inevitabile di un paese “poco competitivo”, molto “clientelare”,per nulla meritocratico,esageratamente superficiale nell’accedere alle analisi delle problematiche concrete.Siamo stanchi di leggere tra le righe accessioni facilitate a soluzioni che non ci sono,nemici facili sbattuti sul piatto,responsabili certi e ristretti bacini di altrettanto certi colpevoli,vorrei aveste ragione ,non e’ cosi’,siamo in un tricarne aperto due decenni fa dalla “terza via Clintoniana” tanto propagandata come panacea di tutti i mali ,che vide tutti o quasi,gli schieramenti concordi nell’appoggiarla,peccato abbia aperto a scelte e strategie che oggi richiedono corse affrettate ai ripari,visto che non sara’ con le parole,ma con solide programmazioni, che si potra’ provare a porre un freno alla ben triste sorte di un popolo,che non sa’ piu’ accedere alle sue risorse e che ha trascurato la sua cultura ,chiudendosi in gabbie narcisistiche da cui difficilmente riuscira’ ad uscire.La saluto con stima,Gianfranco Belletti(areagenova)

    4. [...] PRIMO MAGGIO, PERCHE’ NON SIA UNA FESTA PER POCHI [...]

    5. marilena scrive:

      il lavoro una meteora…

Rispondi a Gianfranco Belletti

Clicca per cancellare il commento

PRIMO MAGGIO, PERCHE’ NON SIA UNA FESTA PER POCHI

1 Trackback