CHIUDIAMO LA FENICE E TUTTI GLI ALTRI INCENERITORI

9 luglio 2011 in Ambiente, Basilicata, Sanita’

L'inceneritore La Fenice a Lavello, vicino Potenza

Che mondo vogliamo lasciare ai nostri figli? Me lo chiedo perché la cattiva politica, a mio parere, guarda al contingente, all’oggi, spesso a qualche malaffare, mentre la buona politica compie scelte strategiche per migliorare la vita dei nostri figli, dei nostri nipoti, insomma, delle generazioni future.
La sfida più importante, da questo punto di vista, è quella ambientale. Le altre, le scelte economiche, il lavoro, le pensioni, possono essere aggiustate per rimediare agli errori del passato. L’ambiente no. Un sacchetto di plastica impiega centinaia di anni ad essere smaltito. Per questo l’Italia dei Valori su questi temi è stata e sarà anche in futuro intransigente. Basti ricordare il referendum sul nucleare di qualche settimana fa. Pensate a come è ridotta oggi Chernobyl, pensate a come sarà tra venti o trenta anni la zona di Fukushima.
Ebbene, la stessa intransigenza dobbiamo averla anche sulla questione dei rifiuti. Il nostro programma prevede che in Italia si arrivi in fretta al riciclaggio dell’80 per cento di essi e al rifiuto degli inceneritori, inquinanti e causa di speculazioni in cui spesso mette il naso la criminalità organizzata. La scelta di De Magistris a Napoli di non aprire, nonostante l’emergenza, un inceneritore e di puntare tutto su un una improvvisa sterzata culturale, tanto per ricordare l’esempio più clamoroso di cattiva gestione dei rifiuti emerso in questi anni, non è un colpo di scena isolato, ma è figlia anche della militanza del neosindaco nell’Italia dei Valori e della condivisione di un’idea forte e perciò incompatibile con qualsiasi tipo di compromesso.
Ed è proprio traendo spunto da questa ispirazione che ieri ho partecipato, con una delegazione del mio partito, a una manifestazione a Lavello, in provincia di Potenza, per chiedere con forza la chiusura dell’inceneritore “La Fenice”, esempio emblematico di cattiva gestione del sistema dei rifiuti. La storia di questo inceneritore è lunga e controversa. Fatto sta che a oggi i veleni che emana sono clamorosamente al di sopra di quanto consentito dalle norme vigenti. L’ho definito uno stupro ambientale perché la sua apertura è uno sfregio alla salute dei cittadini e per questo l’inceneritore va chiuso subito. Non per un ragionamento ideologico, ma perché esistono diritti che sono indisponibili e sui quali non si può trattare. La salute dei cittadini e delle generazioni future è uno di questi.

CHIUDIAMO LA FENICE E TUTTI GLI ALTRI INCENERITORI

9 Commenti

    1. Giuseppe scrive:

      …sarebbe ora che i lucani alzassero la testa …;
      basta scorie, veleni e inquinamento…
      Fenice solo un punto di partenza e…. non di arrivo…

    2. Nella Regione Basilicata siamo a riciclo zero. Non esiste la raccolta differenziata porta a porta con la separazione dell’umido dal resto dei rifiuti. E si continuano ad organizzare convegni con sfilata di tutti i politici di ieri e di oggi responsabili della situazione che vorrebbero cambiare.
      PAROLE E PASSARELLA STUCCHEVOLE ED OFFENSIVA.

    3. Egidio scrive:

      Per una vera alternativa di governo il problema dei rifiuti ha una valenza assolutamente strategica e per questo è indispensabile passare dall’incenerimento in emergenza ad una politica di riduzione, recupero, riciclo e riuso dei materiali riciclati. Per questo obiettivo strategico la politica deve recuperare il governo pieno dell’economia, eliminare dai cicli produtivi e dal mercato i materiali non riciclabili, e quindi rendere inutili e del tutto superflui i costosissimi e sempre nocivi impianti d’incenerimento. Questo deve essere uno dei punti programmatici fondamentali e irrinunciabili per la costruzione della coalizione e del progetto politico alternativi al centro destra.

    4. Nicola scrive:

      Qualche tempo fa ci ignoravano e ci chiamavano visionari, avremmo voluto essere nel torto, purtroppo abbiamo visto giusto. Il tempo come sempre è maestro di vita.
      Nell’area nord di basilicata vanno attenzionate vecchie e nuove ipotesi di inceneritori dannosi all’ambiente ed alle comunità.
      Il silenzio di qualche amministrazione locale è eloquente della scarsa attenzione riservata all’ambiente.
      Desideriamo più rispetto per l’ambiente e proponiamo come forza di governo: la costituzione del Parco Regionale del Vulture, la sistemazione dell’oasi del Rendina (Lago Abate Alonia) per assicurare quel necessario polmone verde per l’area; rilanciare con misure idonee le tipicità agricole quali la DOP olio extravergine del Vulture e la DOCG del vino Aglianico.
      Non compromettiamo ulteriormente un territorio già in affanno ed in forte sofferenza.

    5. [...] CHIUDIAMO LA FENICE E TUTTI GLI ALTRI INCENERITORI L’inceneritore La Fenice a Lavello, vicino Potenza Che mondo vogliamo lasciare ai nostri figli? Me lo chiedo perché la cattiva politica, a mio parere, guarda al contingente, all’oggi, spesso a qualche malaffare, mentre la buona politica compie scelte strategiche per migliorare la vita dei nostri figli, dei nostri nipoti, insomma, delle generazioni future. La sfida più importante, da questo punto di vista, è quella ambientale. Le altre, le scelte economiche, il lavoro, le pensioni, possono essere aggiustate per rimediare agli errori del passato. L’ambiente no. Un sacchetto di plastica impiega centinaia di anni ad essere smaltito. Per questo l’Italia dei Valori su questi temi è stata e sarà anche in futuro intransigente. Basti ricordare il referendum sul nucleare di qualche settimana fa. Pensate a come è ridotta oggi Chernobyl, pensate a come sarà tra venti o trenta anni la zona di Fukushima. Ebbene, la stessa intransigenza dobbiamo averla anche sulla questione dei rifiuti. Il nostro programma prevede che in Italia si arrivi in fretta al riciclaggio dell’80 per cento di essi e al rifiuto degli inceneritori, inquinanti e causa di speculazioni in cui spesso mette il naso la criminalità organizzata. La scelta di De Magistris a Napoli di non aprire, nonostante l’emergenza, un inceneritore e di puntare tutto su un una improvvisa sterzata culturale, tanto per ricordare l’esempio più clamoroso di cattiva gestione dei rifiuti emerso in questi anni, non è un colpo di scena isolato, ma è figlia anche della militanza del neosindaco nell’Italia dei Valori e della condivisione di un’idea forte e perciò incompatibile con qualsiasi tipo di compromesso. Ed è proprio traendo spunto da questa ispirazione che ieri ho partecipato, con una delegazione del mio partito, a una manifestazione a Lavello, in provincia di Potenza, per chiedere con forza la chiusura dell’inceneritore “La Fenice”, esempio emblematico di cattiva gestione del sistema dei rifiuti. La storia di questo inceneritore è lunga e controversa. Fatto sta che a oggi i veleni che emana sono clamorosamente al di sopra di quanto consentito dalle norme vigenti. L’ho definito uno stupro ambientale perché la sua apertura è uno sfregio alla salute dei cittadini e per questo l’inceneritore va chiuso subito. Non per un ragionamento ideologico, ma perché esistono diritti che sono indisponibili e sui quali non si può trattare. La salute dei cittadini e delle generazioni future è uno di questi. Felice Belisario [...]

    6. luciano scrive:

      Io sono di Brescia e anche qui abbiamo un’inceneritore e sono pienamente d’accordo di chiudere gli inceneritori, ma nemmeno dobbiamo essere degli iposcriti o degli illusi.
      La raccolta differenziata, se applicata e fatta bene, può coprire il 70/80 per cento dei rifiuti raccolti, il restante deve comunque trovare una sistemazione, che finora ha riempito le voragini delle cave e creto colline artificiali !!! per cui, per non essere dei ciarlatani populisti, prima di sbraitare di voler chiudere gli inceneritori, bisogna aver creato delle alternative valide, credibili ed effettivamente sostenibili nel tempo, altrimenti saremmo solo ridicoli ed ipocriti. Una strada, sicuramente la più difficile, un pò utopica, ma anche la più sicura, è quella che ognuno di noi deve incominciare a cambiare stile di comportamento nei riguardi dell’ambiente in generale e dei consumi in particolare, e qui la politica deve dare l’esempio !!! a maggior ragione per i politici e le forze
      militanti dell’IDV . visitate il sito di seguito e riflettiamo sui nostri comportamenti e/o responsabilità, piccole o grandi che siano ! http://www.puntosufi.it/NATURA.PPS

    7. luciano scrive:

      Scusate, mi si chiede la moderazione, io ho votato l’ IDV alle ultime elezioni, e credo che un’eventuale autocritica e l’invito a riflettere sul da farsi per non sbagliare il passo da fare, sia un la dimostrazione che si vuol crescere, essere autentici e realisti. Non vuole essere un’offesa per nessuno,ma un invito alla coerenza !

    8. Nicola Abbiuso scrive:

      Sen. Belisario, come avrà avuto modo di ascoltare quella sera, la vicenda FENICE-EDF oltre il palese inquinamento ambientale – testimoniato dalle tabelle pubblicate sul sito dell’ARPA regionale -, presenta gravi anomalie procedurali-amministrative, legali e fiscali.
      Le chiedo, anche attraverso la consulenza di De Magistris (essendosi occupato del caso “toghe lucane”) di fare tutto quanto in suo potere per fare, una volta per tutte, chiarezza sulle responsabilità, le omissioni ed i colpevoli ritardi da parte dei soggetti che a vario titolo sono coinvolti in questa vicenda.
      Il nostro Comitato è a completa disposizione per offrire tutto il materiale e le informazioni di cui avesse bisogno.

      Nicola Abbiuso – Comitato Diritto alla Salute – Lavello PZ

    9. mario scrive:

      in poco più di cento anni stiamo distruggendo quello che la natura ha creato in mi9liopnmi di anni………..

    10. Mario DI DIO scrive:

      Caro Nicola, noi Verdi per la Costituente Ecologista lottiamo con spirito rinnovato ad una conversione ecologica e sociale dell’economia e della politica, verso un futuro desiderabile. Avvertiamo l’urgenza di lottare per aggregare una società profondamente lacerata e malgovernata. la profonda crisi economica, sociale e ambientale ci dicono che siamo ad un passo dal “baratro”. tutto questo richiede , a tutte le persone di buon senso, di mettere in campo la propria “faccia” e riappropiarsi della politica e delle istituzioni democratiche oggi detenute in modo indegno da individui che hanno prostituito tutto e tutti. un primo passo per la realizzazione di quanto sopra detto sono le nostre associazioni, i comitati i partiti di lotta ambientalista, ma tutto ciò è sufficiente? secondo noi no, per questo abbiamo avviato la Costituente Ecologista.
      nei giorni prossimi ti invierò un pò di materiale e a cui ti invito ad aderire. insomma presi singolarmente siamo delle “brave” persone , ma se non portiamo le nostre idee nelle istituzioni, le decisioni (penso alla autorizzazione Fenice per esempio) le prenderanno i soliti Mancuso, ecc. il cui esito è scontato.
      Con Stima
      Mario Nicola Di Dio (presidente regionale dei verdi verso la costituente ecologista )

Lascia un commento

CHIUDIAMO LA FENICE E TUTTI GLI ALTRI INCENERITORI

1 Trackback