DOVEVANO TAGLIARSI I PRIVILEGI E INVECE HANNO TAGLIATO I TAGLI, MANDIAMOLI A CASA

17 luglio 2011 in Economia, Politica, Sociale

La rabbia e l’indignazione sono arrivate in piazza, com’era inevitabile che accadesse. La piazza virtuale di Facebook per ora, ma l’Italia dei Valori è pronta a portarle nella piazza reale subito dopo l’estate. La rabbia e l’indignazione per la casta al potere e per il potere della casta, la rabbia e l’indignazione per quella politica che impone lacrime e sangue alla povera gente ma che quando si tratta di tagliarsi qualche privilegio non ci pensa nemmeno. Governo e maggioranza l’hanno dimostrato con l’ignobile manovra appena approvata, un obbrobrio all’insegna dell’ingiustizia sociale con cui chi ha di meno è chiamato a dare di più e chi ha di più può invece continuare a starsene tranquillo e a sentirsi intoccabile. Un’altra goccia per far traboccare di nuovo un vaso che con Berlusconi a Palazzo Chigi è sempre immancabilmente pieno.

Eppure stavolta Berlusconi, Bossi e Tremonti l’avevano promesso mettendoci la faccia: taglieremo i costi della politica. Ne avevano fatto un punto fermo, perché ‘se si tratta di chiedere sacrifici la politica deve dare il buon esempio’. L’avevano promesso, ne avevano fatto un punto fermo ma ovviamente non l’hanno fatto! Si sono rimangiati praticamente tutto, rimandando i tagli a data da destinarsi, ignorando con la consueta arroganza i nostri emendamenti e ogni altra proposta delle forze d’opposizione. Di più, hanno avuto la spudoratezza di ridurre e cancellare dalla manovra all’ultimo momento, magari con la complicità della notte, anche quelle piccole sforbiciate a certi ingiustificabili privilegi che erano previste nel testo originario. Un paio di emendamenti ad hoc e zac, ecco un bel taglio ai tagli per far restare tutto com’è. Una vergogna? Uno scandalo? Un’indecenza? Fate voi…

Quel che è certo, è che sulla necessità di ridurre drasticamente i costi della politica nel centrodestra al governo si erano detti tutti d’accordo. A parole… Per curiosità, mi sono andato a rileggere qualche dichiarazione recente. Tremonti, il 14 giugno: “Come prima cosa è fondamentale che la classe politica dia un buon esempio, ci sono molti costi della politica che devono essere ridotti, non conta quanti soldi valgono, conta che così puoi legittimarti nel disegno di un Paese nuovo”. Bossi, il 19 giugno, rivolgendosi al ‘popolo di Pontida’: “Non è giusto che voi paghiate, i costi della politica non devono essere pagati dai cittadini”. Berlusconi, il 7 luglio: “Completeremo la legislatura facendo le riforme necessarie per ridurre i costi della politica”. Ancora Tremonti, il 7 luglio: “Se leggete il decreto legge c’è il più grande cambiamento del costo della politica e degli apparati amministrativi mai fatto in Italia: siamo l’unico Paese in Europa che avrà pagamenti corrispondenti ai titoli equivalenti dell’Europa. Non ci sarà un politico o amministratore che prenderà un euro in più o in meno di quello che c’è in Europa”.

Insomma, a sentir loro erano pronti. Ma verba volant, scripta manent e nella manovra è scritta tutta un’altra storia. I tagli ai costi eccessivi della politica? Spariti o quasi, abbondantemente ridimensionati con opportuni trucchi, nel migliore dei casi rinviati a chissà quando. Nessuna norma per l’accorpamento obbligatorio dei Comuni, nessun taglio delle Province e di tanti altri enti inutili, nessun tetto agli stipendi supergonfiati dei manager pubblici, nessun aumento della tassazione delle rendite finanziarie, neppure le auto blu sono state di fatto toccate. Sacrifici sì, quindi, ma non per tutti! Il governo ha deciso che a pagare il conto della crisi, a mettere al riparo l’Italia dagli attacchi della speculazione, debbano ancora una volta essere i soliti tartassati: le famiglie, i lavoratori, i piccoli risparmiatori, i pensionati. La casta, invece, non si tocca.

L’Italia dei Valori ci ha provato, senza cadere nel populismo ma presentando poche e semplici proposte concrete. Dall’abolizione delle province alla riduzione dei vitalizi ai parlamentari al dimezzamento del finanziamento ai partiti, abbiamo tentato di imporre austerità anche e soprattutto alla classe dirigente. Niente da fare, il centrodestra si è arroccato e così la manovra, che a sentire il governo doveva servire a dare il buon esempio, si rivelata alla fine solo un’opportunistica inversione a U: partenza, rapido dietrofront, e punto e a capo. Con buona pace delle promesse, delle belle parole, degli impegni presi. Dovevano tagliare i costi della politica, alla fine hanno tagliato i tagli. Ma ormai gli italiani l’hanno capito: questo centrodestra a parlare fa presto ma a rimangiarsi la parola data fa pure prima. Dobbiamo assolutamente mandarli a casa!

DOVEVANO TAGLIARSI I PRIVILEGI E INVECE HANNO TAGLIATO I TAGLI, MANDIAMOLI A CASA

9 Commenti

    1. ma il prossimo governo che voteremo sarà in grado di annullare questo disastro? o, come è successo altre volte,rimarranno tutti quei balzelli che oramai paghiamo da anni, magari aggiungendovi altre manovre? spero che si formerà un grande movimento di anarchici che manderà a casa veramente tutti

    2. antonio scrive:

      Gentile Senatore, mi assale un dubbio, mi dica, con sincerità, se è solo credenza popolare o, purtroppo realtà: da anni a questa parte, l’unanimità si e raggiunta solo quando si è trattato di curare gli interessi della Casta, quindi anche gli odiosi privilegi della politica. E non mi sembra affatto che le opposizioni si siano, appunto, opposte. Ben vengano le posizioni di Italia dei Valori, ma l’altra opposizione, quella numericamente più rilevante, cosa fa? Attenzione ai Social Network, i venti di guerra sono sempre più impetuosi, e , così continuando, spazzeranno via in breve tutta l’attuale Classe politica. Bene fate a cercare di captare questa nuova e allo stato, incontrollabile forza, ma siate sempre coerenti e sinceri…..

    3. roberta scrive:

      Vorrei che qualcuno mi spiegasse perchè il ticket sulla sanità si può applicare subito e la riduzione di stipendio dei parlamentari deve essere applicata dalla prossima legislatura

    4. teresa manno scrive:

      Dopo tutti gli scandali, i ladrocini, le truffe, gli appalti della cricca, le imchieste giudiziarie, il patto con la mafia (e non basterebbe un libro intero ad elencare tutti i misfatti del governo Berlusconi), che cosa stanno aspettando gli italiani a cacciare questi criminali? A suo tempo Craxi è stato contestato a furor di popolo quando è uscito dal Parlamento…. e Berlusconi? Quando sarà messo alla berlina? Non c’è fine alle sue malefatte? Dobbiamo gridare la nostra rabbia, la nostra indignazione e far capire quanto fanno schifo. Farci sentire, insomma. Il popolo è o non è sovrano? In questo paese c’è solo un sovrano e sappiamo benissimo chi è. L’avidità sua e dei parlamentari, dei ministri e senatori non ha limiti! Non si può indire un referendum e declassare tutta questa classe dirigente?

    5. Giada scrive:

      Che altro dire, che non si abbia detto su questa finanziaria, mi sembra che qualche parlamentare alla voce che Tremonti aveva ventolato sui tagli alla casta, abbia risposto che questa era una finanziaria da psichiatria, per cui Tremonti su questa voce sembra sia stato costretto a fare marcia indietro!!!
      ma comunque di tagli da fare ce ne sarebbero ed anche parecchi ad esempio a cosa serva ancora la presenza dei militari in Afganistan, o quelli in Libano oppure i vari aerei da combattimento che lanciano bombe sulla Libia e che hanno messo in crisi la stagione turistica della provincia di Trapani essendo stati ridotti in modo drastico i voli della Ryanair. Se la Svizzera è una nazione ricca non lo deve solo alle banche ma anche alla sua eterna non belligeranza, per cui non avendo spese militari e avendo una casta molto più onesta di quella che stiamo avendo in questa maggioranza, si possono permettere un tenore di vita elevatissimo.

    6. Renato Pani scrive:

      Altro che Titanic! Qui il problema non è di salvare o non salvare la prima, la seconda o la terza classe! Chi si sta salvando è l’intero stato maggiore del Titanic: e non su una zattera. Su una scialuppa super attrezzata ed equipaggiata, dalla quale stanno dando direttive ai passeggeri e alla bassa forza perché siano pronti al sacrificio per salvare una nave che loro hanno diretto contro l’iceberg, dicednfdo poi a tutti di stare tranquilli, che non c’era pericolo, mentre veniva calata in mare la loro scialuppa. Popolo di navigatori!
      Renato Pani

    7. Fate una battaglia per ridurre i parlamentari del 50%.

    8. mario scrive:

      il trio lescano………………….. come cantano bene tutti in coro….ma avete capito questi quanto ci costano tutti insieme????????

    9. mauro mazzarella scrive:

      Come al solito si annuncia di cambiare tutto per non cambiare nulla, questa è l’Italia che tutti conosciamo. il Paese degli annunci mai tramutati in realtà, almeno per i più “poveracci”, disoccupati, inoccupati, pensionati. Come si dice, “…l’acqua va al mare…” cioè i soldi chi ce l’ha se li tiene stretti ed il cav.re in questo momento, specie se deve pagare per il “lodo Mondadori”, non né ha molti, anzi. Potrebbe farseli dare da chi gli ha dato il voto, sarebbero molto contenti di aiutarlo!!!!!!
      Noi poveri Cristi dobbiamo sperare che il prossimo Governo, verifichi tutte le nefandezze portate avanti da costoro, portare il tutto in Parlamento, democraticamente eletto, ed ABROGARLE tutte in una volta, presentando contemporaneamente, riforme a queste ultime. Questa volta votiamo senza tapparci il naso poiché, peggio di questo governo non poteva capitarci.

Lascia un commento

DOVEVANO TAGLIARSI I PRIVILEGI E INVECE HANNO TAGLIATO I TAGLI, MANDIAMOLI A CASA

0 Trackback

  • salvatore fernandez
    del 17 luglio 2011
  • antonio
    del 17 luglio 2011
  • roberta
    del 17 luglio 2011
  • teresa manno
    del 17 luglio 2011
  • Giada
    del 17 luglio 2011
  • Renato Pani
    del 17 luglio 2011
  • Carmine Attanasio
    del 17 luglio 2011
  • mario
    del 18 luglio 2011
  • mauro mazzarella
    del 20 luglio 2011