IL GOVERNO ABBOZZA UNA RIFORMA, MA AI COSTI DELLA POLITICA BISOGNA DARE UN TAGLIO SUBITO

18 luglio 2011 in Economia, Politica

Oggi il sondaggio quotidiano di Sky chiedeva agli abbonati se fossero più indignati per i ticket sanitari imposti ai cittadini o per la mancata riduzione dei privilegi della politica. Ebbene, il sondaggio (che non è scientifico perché il campione non è selezionato) mi ha lasciato senza fiato. Al momento in cui scrivo addirittura il 97 per cento di coloro che hanno partecipato si dichiara indignato per il mancato taglio ai costi della casta.

L’indignazione dei cittadini di fronte all’abissale distanza tra le loro difficoltà quotidiane e i privilegi dietro cui la casta si è trincerata merita delle risposte: per questo nella contromanovra l’Italia dei Valori ha proposto un taglio radicale ai costi della politica e presentato degli emendamenti alla manovra per ridurre da subito compensi, vitalizi, livelli di governo, consulenze, sprechi e privilegi. Non solo. Sono stato il primo firmatario di due disegni di legge, uno ordinario e un altro costituzionale, già nel maggio del 2009. Il primo dei due ddl prevede, tra le altre cose, l’abrogazione delle comunità montane, il tetto agli stipendi dei manager pubblici, la riduzione di assessori e consiglieri comunali e provinciali e quella dei rimborsi elettorali, vale a dire dell’unica forma di finanziamento pubblico ai partiti. Tutte cose che possono essere fatte in fretta. Il ddl costituzionale prevedeva, invece, alcune riforme che avrebbero portato miliardi di risparmio come il taglio del numero dei parlamentari e dei consiglieri regionali e l’abrogazione delle Province.

Mentre attraversiamo una crisi profonda e servono interventi immediati, il Governo pare abbia intenzione di proporre oggi, con due anni di ritardo, un disegno di legge costituzionale di riforma delle istituzioni: il che significa che si aprirà un cantiere tipo “Salerno-Reggio Calabria” i cui lavori non si concluderanno mai. E questa sarebbe l’unica riforma sbandierata dal governo per ridurre i costi della politica: cominciare un iter che già sanno che non si concluderà. Come se non bastasse il danno di una manovra che colpisce i deboli salvando cricche di ogni sorta, c’è la beffa di un intervento tardivo che fa solo finta di occuparsi dei costi della politica.

A chi difende questo Governo, aggrappandosi ad una congiuntura economica sfavorevole a livello globale, rispondo che il nostro Paese è particolarmente in affanno. L’Esecutivo non ha espresso una linea economica, è privo di una leadership solida e la sua frammentazione in fazioni affamate di potere lo sta portando all’implosione. Per questo la speculazione ci aggredisce senza che il Governo abbia una reazione credibile: troppo debole per affrontare la crisi, l’ha scaricata sulle fasce più svantaggiate salvando cricche di ogni sorta. Mentre noi chiediamo di chiudere i rubinetti della spesa pubblica che innaffiano copiosamente le varie consorterie, tramite Calderoli il Governo si prende il tempo che non ha e abbozza una riforma bizzarra, poco convincente e che non ha nessuna possibilità di essere approvata: la solita presa in giro. L’unica possibilità che abbiamo, a questo punto della legislatura, di tagliare effettivamente alcuni dei costi della politica, è un ddl ordinario in cui possiamo abrogare il vitalizio dei parlamentari e fare tutte le cose che non prevedono una modifica della Costituzione. Se comincia una discussione seria non ci tireremo indietro, ma una riforma costituzionale che dovesse nascere oggi, prevedendo una doppia lettura parlamentare, potrebbe andare in porto solo se avesse il consenso di tutti. Difficile che sia così, per cui è difficile che in questa legislatura si faccia qualcosa di positivo, troppo tempo ha perso  la maggioranza, sequestrando il Parlamento per approvare dietro le leggi per salvare Berlusconi dai suoi innumerevoli processi e disavventure. Chi dice il contrario prende in giro i cittadini. Da Berlusconi e i suoi compagni della P4 scordatevi tagli alla casta.

IL GOVERNO ABBOZZA UNA RIFORMA, MA AI COSTI DELLA POLITICA BISOGNA DARE UN TAGLIO SUBITO

7 Commenti

    1. mario scrive:

      casta uguale a “mariuoli” che sono peggio dei ladri.

    2. [...] IL GOVERNO ABBOZZA UNA RIFORMA, MA AI COSTI DELLA POLITICA BISOGNA DARE UN TAGLIO SUBITO [...]

    3. Giulia scrive:

      non c’è da fidarsi questo è il governo peggiore della storia, non vogliono riforme ma solo più potere. chiudete i rubinetti della politica e fermate la ruberia dei piccoli stipendi!

    4. Leonardo scrive:

      Io sono indignato in egual modo per entrambi gli aspetti e oltre a dover mantenere con i nostri soldi una classe politica che gode di privilegi a iosa pur non avendone bisogno visto gli alti stipendi che percepiscono per scaldare una sedia e dormire tutto il giorno, ne manteniamo anche di più di quanti dovremmo e questo è semplicemente fuori legge. La Legge Finanziaria 2008 n. 44 entrata in vigore il 24/12/2007 art. 1 comma 376 indica il numero totale dei componenti del governo a qualsiasi titolo a 60 membri e noi già siamo arrivati a quota 64! con la promessa di altre 10/14 poltrone che saranno date prossimamente. Pur di restare in piedi questo governo sta facendo di tutto, pur di evitare che Berlusconi paghi per i reati commessi e vada in galera.

    5. Flavia Marzano scrive:

      Condivido la filosofia di insieme e anche molte proposte.
      Sul tema delle province credo che sia necessario uno studio approfondito sulla pubblica amministrazione locale, che è nata (ad es i Comuni) in epoca in cui non solo non c’era internet ma neppure le strade, le auto e le ferrovie…
      Forse adesso con molti servizi che possono essere erogati online avrebbe senso fare uno studio su “quale pubblica amministrazione locale” serve davvero, con quali competenze, con quali costi.
      Una proposta di studio l’ho fatta qui: http://blog.wired.it/codiceaperto/2011/07/11/province-o-non-province-e-se-studiassimo-prima.html

    6. Giada scrive:

      Che ci sia una indignazione popolare è certa, e forse molto di più di quella dimostrata durante la presentazione dei libri sulla casta, solo perché questa è stata una finanziaria lacrime e sangue, che ha intaccato i pochi risparmi delle famiglie. Non dico che i parlamentari debbano vivere come pezzenti, però che guadagnino una media fra gli emolumenti di Germania e Francia. Che si diminuisca in modo drastico il numero di parlamentari, ma anche fra quelli regionali. Sentivo su radio 24, la radio del sole 24ore, che i 16 barbieri guadagnano 12.000 euro mensili, una paga molto superiore a tanti comandanti di navi mercantili che corrono il rischio della pirateria somala, tanta paga neppure se alla televisione abbia visto un parlamentare che abbia pettinature ultimo grido. Bisogna tagliare le varie consulenze milionarie e smettiamola con questa alta velocità, ci verrà a costare pagando gli interessi delle varie banche 45 miliardi di euro, la finanziaria che Napolitano supinamente senza neppure leggerla ha fatto accettare a tutti quanti. I mercati come stiamo vedendo non crede più a questa finanziaria dato che non vi sono proposte per il rilancio dell’economia. Ed in ultima analisi cominciamo a dimezzare le province quelle più inefficienti e finiamola di mandare militari ovunque vogliano gli stati uniti. La Germania si è rifiutata di mandare i suoi bombardieri in Libia e sta risparmiando un mucchio di quattrini, daltronde La Garibaldi è rientrata avendo terminato il suo carico di bombe. Comunque ce ne sarebbero tantissime voci da tagliare per potere fare diventare l’Italia una nazione con la N maiuscola.

    7. Maria scrive:

      La nostra Bella Italia la stano rosicchiando come i topi e languisce lentamente……e Loro…. stanno sempre lì….

    8. Daniela Pallotta scrive:

      L’indignazione diventa furore,siamo in mano alla mafia da anni e anni ed ora è proprio ai massimi livelli:pagata da noi!!!!!ci rendiamo conto?????

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IL GOVERNO ABBOZZA UNA RIFORMA, MA AI COSTI DELLA POLITICA BISOGNA DARE UN TAGLIO SUBITO

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