LE PENSIONI NON SI TOCCANO, PRIMA TAGLI E LOTTA A CORRUZIONE ED EVASIONE FISCALE

9 agosto 2011 in Economia, Italia dei Valori, Lavoro, Politica, Sociale

Tagliare le pensioni o non tagliarle, gli economisti si sfidano a singolare tenzone sulla testa dei lavoratori. Per me e per il mio partito le risorse per risollevare il Paese dalla crisi vanno prelevate altrove, non dalle pensioni non dal lavoro dipendente che, anzi, deve essere salvaguardato per una questione di equità sociale e di tutela del potere di acquisto delle famiglie.
Certo, la situazione è talmente drammatica che nessuno può pensare di non dover compiere sacrifici, ma prima vanno colpite rendite parassitarie, evasori fiscali, politici corrotti, imprenditori senza scrupoli. Avrei una ricetta alternativa per reperire risorse altrove.
Innanzi tutto un taglio serio ai costi della politica. Spero che Tremonti giovedì si presenti con un pacchetto concreto in questa direzione.
Serve poi una politica di vere liberalizzazioni e di privatizzazioni. Se non si parte da qui tutto il resto sarà inutile. Servono riforme strutturali, ce lo ha chiesto, anzi imposto, anche l’Europa. Del resto vanno reperiti subito 20 miliardi di euro per raggiungere il pareggio di bilancio con un anno di anticipo rispetto alle previsioni sciagurate del nostro governo e ora tocca a categorie considerate “intoccabili” assumersi qualche responsabilità.
Giovedì ascolteremo il ministro dell’Economia con spirito costruttivo e rilanciando le nostre proposte che sono state depositate in Parlamento in tempi non sospetti. Ma Tremonti non si aspetti benevoli lasciapassare: l’Italia dei Valori non glieli ha concessi prima, immaginiamoci adesso che viene fuori il disastro dei nostri conti. D’altra parte sulla tolda di comando del Titanic c’è stato lui con risultati tutt’altro che positivi. Sappiamo bene che non è il momento di pensare alla tutela del proprio bacino elettorale, ma di salvare il Paese che va a fondo. Chi ha già dato non può continuare a dissanguarsi. Ma siamo pessimisti. Non nutriamo alcuna fiducia nella possibilità di un così improvviso cambio di rotta del governo, per questo ritengo che continuare ad affidare le sorti dell’Italia ad un gruppo di affaristi, incapaci di gestire la cosa pubblica, sia inopportuno. Meglio sarebbe se Berlusconi si facesse da parte e si andasse ad elezioni in autunno. Gli italiani, i mercati e gli alleati internazionali apprezzerebbero.

LE PENSIONI NON SI TOCCANO, PRIMA TAGLI E LOTTA A CORRUZIONE ED EVASIONE FISCALE

5 Commenti

    1. claudia michelesi scrive:

      Siete il partito che più mi è consono. Conto su di voi anche sull’abbassamento dei costi della politica

    2. Giada scrive:

      Lo penso anche io che se Berlusconi si facesse da parte, i mercati apprezzerebbero il suo gesto, però prima di andare alle elezioni bisogna un governo tecnico che faccia le riforme in modo da togliere il Porcellum … di certo alle persone non va che si vada alle elezioni sempre con questo metodo, al limite si ritorni al Mattarellum!!! Riguardo gli Evasori più guardia di Finanza preparata a tale uopo.

    3. Giovanni scrive:

      Anch’io come Belisario avrei una ricetta per risolvere la questione, prima di tutto vanno capite le cause che hanno determinato la crisi, e davvero pochi sanno che il debito pubblico non nasce per caso o per mala gestione delle risorse economiche.

      il debito pubblico: lo Stato lo contrae con l’emissione monetaria da parte della BCE (societa’ privata) ossia lo Stato emette titoli di debito (pubblico) cambiali, e la banca centrale europea che non appartiene agli stati ma alle banche, stampa e presta il denaro allo Stato, cio’ significa che per una banconota da 100 euro emessa e prestata da Bankitalia Spa padrona al 14,75% della BCE noi pagheremo supponendo un intertesse del 4%, 104 euro, questa assurdita’ accettata e sosstenuta dai nostri politicastri tutti, non potra’ che strozzare gli Stati europei, con l’introduzione della moneta unica o meglio con l’aver aderito alla UE (non ce l’hanno chiesto democraticamente) abbiamo in pratica coattamente accettato di reincarnare l’ex URSS, mentre crollava il muro di Berlino, ne hanno edificato uno invisibile e piu’ subdolo, il muro di Maastricht.

      ne possiamo uscire? si, solamente uscendo dalla UE, disconoscendo trattati mai discussi con i popoli, disconoscendo un debito pubblico, riappropiandoci della sovranita’ monetaria, che ora, e’ in mano esclusivamente ai banchieri internazionali, ricordatevi ciddadini: non esistono banchieri pubblici che lavorano nell’interesse della collettivita’.

    4. [...] LE PENSIONI NON SI TOCCANO, PRIMA TAGLI E LOTTA A CORRUZIONE ED EVASIONE FISCALE [...]

    5. mauro mazzarella scrive:

      Dopo la disastrosa gestione di questo governo ora lo stesso, responsabile della situazione finanziaria ed economica del Paese, vuole tirarci fuori dai guai che lui stesso ha provocato, ignorando la recessione che da tre anni incombe su tutti i mercati mondiali. Sono poco attendibili, specialmente pensando che, chi dovrebbe risanare il Paese, sono sempre i soliti cioè lavoratori a stipendio fisso, pensionati e piccole/medie imprese, senza toccare gli interessi delle grandi speculazioni finanziarie quindi, di chi presiede questo governo, B.
      Non credo che entro giovedì venga partorito alcun programma che risolva la crisi italiana. Come al solito solo parole. bla, bla, bla.

    6. luciana scrive:

      Basta con queti politici ,basta,basta, cosa dobbiamo fare rivoltarcio tutti insieme?

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LE PENSIONI NON SI TOCCANO, PRIMA TAGLI E LOTTA A CORRUZIONE ED EVASIONE FISCALE

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