TASSE, PENSIONI E COSTI DELLA POLITICA, ECCO LA MANOVRA DEGLI INGANNI

30 agosto 2011 in Economia, Lavoro, Politica, Sociale

Avevano detto che non avrebbero aumentato le tasse, e non è vero. Perché, dice la Corte dei Conti, “nell’ipotesi più ottimistica l’aumento della pressione fiscale sarà di due punti percentuali nel 2014”. Non solo, anche Bankitalia osserva preoccupata che alla luce della manovra “la pressione fiscale salirebbe nei prossimi due anni fino al massimo storico del 44,5%”. 

Avevano detto che avrebbero rilanciato la crescita, e invece ancora la Corte dei Conti, non certo un organo sovversivo e comunista, sottolinea che “il ricorso prevalente alla leva fiscale, quasi 3/4 della manovra, determina la compressione del reddito disponibile e accentua i rischi depressivi”. 

Avevano promesso che avrebbero tagliato i costi della politica, e non è vero. Perché affidare a un percorso costituzionale l’abrogazione delle Province e la riduzione del numero dei parlamentari significa rimandare tutto a data da destinarsi e quindi prendere apertamente in giro gli italiani.

Avevano detto che non avrebbero toccato le pensioni, e invece proprio sulle pensioni nel gran consiglio di Arcore hanno fatto un colpo di mano gravissimo, stabilendo che gli anni del servizio militare e quelli universitari riscattati non potranno più essere conteggiati per calcolare l’età pensionabile. E così aver studiato e aver passato un anno sotto le armi, a servire il Paese, non vale più. Una vera schifosa vigliaccata!

Avevano detto che avrebbero avviato una seria lotta all’evasione, ma ancora non hanno saputo spiegare come. E se il passato insegna qualcosa allora c’è davvero poco da aspettarsi da chi è arrivato al punto di legittimare l’evasione, di chi ha permesso di far rientrare i capitali illegalmente detenuti all’estero, spessof rutto di attività illecite, con l’irrisoria aliquota del 5%. Un regalo alla criminalità!

Avevano detto tante cose, ma come al solito se le sono rimangiate praticamente tutte. E così maggioranza e governo si preparano a scaricare ancora una volta sulle spalle degli italiani onesti, dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie, di chi ha sempre fatto la propria parte, una manovra insensata e iniqua. Una porcheria che ha tanti padri ma su cui ha tenuto a mettere la propria firma Silvio Berlusconi, con l’immancabile telefonata autocelebrativa a uno dei suoi tg. Ha provato a piazzare una delle sue solite patacche il Cavaliere, spacciando per gioielleria quella che è solo pessima bigiotteria. Ha detto anche che loro, la maggioranza, sono aperti alle opposizioni, scopriremo presto se è vero.

L’Italia dei Valori ha presentato stamattina, in una conferenza stampa al Senato, i suoi emendamenti per una manovra davvero socialmente giusta e credibile. Le nostre proposte sono nero su bianco, sono idee semplici, che guardano all’interesse di tutti e non solo di alcuni. Per una volta la maggioranza si smentisca e ascolti  le opposizioni: raccolga le nostre proposte, farà solo un favore al Paese.

TASSE, PENSIONI E COSTI DELLA POLITICA, ECCO LA MANOVRA DEGLI INGANNI

4 Commenti

    1. Zeta scrive:

      Sì, la manovra non mette le mani delle tasche degli italiani … disonesti.
      E perchè non si fa niente verso l’evasione fiscale? Ad esempio, lo ripeto di continuo:
      = in oltre quarant’anni mai ha avuto un ricevuta da un artigiano (tranne quando la ottenni perchè mi serviva per un’assicurazione;
      = tra tutti i professionisti di cui ho avuto bisogno, uno solo (bisognerebbe fargli un monumento) mi ha sempre rilasciato sua sponte la ricevuta;
      = meglio, ma non poi così tanto, nel settore del commercio.
      Non saranno dei grossissimi evasori, ma sono tanti!!!
      PERCHE’ NON SI FA PIU’ TANTO? Per me la risposta è semplice: perchè è una quota di elettorato che altrimenti B & B rischierebbero di perdere.

    2. Paolo Ercolani scrive:

      Gentile Onorevole,
      il cosiddetto “vertice di Arcore” di ieri ha decretato il mantenimento del regime previdenziale previsto per coloro che maturano quaranta anni di contributi, ma ha escluso dai quaranta anni i periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare.

      E’ paradossale che tale provvedimento valga per chi, come me, ha riscattato onerosamente cinque anni di percorso di laurea ormai trenta anni fa, con il preciso scopo di utilizzarli per raggiungere i quaranta anni di contributi previsti per la pensione di anzianità.

      Perché i diritti acquisiti delle” baby-pensioni” e di quelle “laute” dei magistrati non si devono toccare (in quanto “diritti acquisiti”) e invece il mio riscatto può essere “scippato” da un giorno all’altro? Non è anche quello un diritto acquisito?

      Hanno dichiarato di avere eliminato il cosiddetto “contributo di solidarietà”, ma in realtà lo hanno rigirato sulle spalle dei poveri cristi che si sono svenati per pagare gli anni di laurea!

      Se è proprio indispensabile, si applicasse per il futuro. Non per il passato!

      Visto che non servono più, non ritiene anche Lei che potrei richiedere la restituzione delle somme versate? E con gli interessi!

      Mi faccia sapere cosa ne pensa, per cortesia (e si faccia cortesemente portavoce, nell’aula del Senato, di questa gravissima ingiustizia, che potrebbe essere foriera di una vera e propria “class action” nei confronti dello Stato).

      Certo del Suo cortese riscontro, Le porgo i più cordiali saluti.

    3. Giada scrive:

      Riguardo l’evasione fiscale non si potrà fare nulla finché ci saranno queste regole e che questo governo ed altri in futuro non faranno qualcosa. Il suggerimento l’ho scritto diverse volte e non mi va di essere ripetitiva.
      Saluti e auguri Sen. Belisario

    4. Analisi perfetta ma conclusione ingenua:La maggioranza raccolga le nostre proposte…mi sarei aspettato una proposta almeno presentata insieme da PD,IDV,SEL e possibilmente Terzo Polo. Invece tre contromanovre. Non avete l’impressione di creare confusione tra la gente!!!

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  • Zeta
    del 30 agosto 2011
  • Paolo Ercolani
    del 30 agosto 2011
  • Giada
    del 30 agosto 2011
  • Giuseppe Carbone
    del 31 agosto 2011