I ministeri competenti dispongano il blocco immediato della Fenice

20 settembre 2011 in Ambiente, Basilicata, Comunicati Stampa, Sanita’

In un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e della salute sul caso del termovalorizzatore La Fenice, il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori chiede ai ministri competenti di sapere “se, indipendentemente da ogni ipotizzabile profilo di responsabilità penale che sarà eventualmente accertato dalla magistratura competente, non si ritenga già ampiamente configurabile, allo stato, una ipotesi di disastro o grave danno ambientale, attivando gli atti ed accertamenti conseguenti”. Ai due ministri Belisario chiede anche “se non si ritenga che sussistano i presupposti per far disporre, in via cautelativa, il blocco immediato dell’attività e se non si intenda, in ogni caso, verificare, per quanto di competenza, l’avvenuto rispetto in ogni fase e passaggio procedurale della legislazione ambientale ed industriale, disponendo, in caso contrario, l’annullamento degli atti e delle procedure che abbiano comportato o possano comportare profili di violazione delle norme vigenti”. Secondo Belisario, “i dati recentemente diffusi dall’Agenzia ambientale della Regione Basilicata hanno evidenziato il rilevamento di valori costantemente superiori a quelli prestabiliti dai limiti di legge già a partire dalla fase iniziale di monitoraggio nel 2002, testimoniando il permanere di una allarmante contaminazione di sostanze pericolose nelle acque sotterranee della zona, con particolare riferimento a mercurio, nichel, cadmio, cromo e piombo, nonché arsenico e composti organici volatili. Nelle acque di processo è stata inoltre segnalata la presenza di floruri, sostanze riscontrate anche nelle acque profonde”. Insomma, la situazione che emerge dai dati diffusi dall’Arpab, ampiamente riportati dalla stampa locale – oltre a riproporre tutte le criticità dell’incenerimento e della stessa attività di termodistruzione richiede, a giudizio dell’interrogante, un immediato studio sugli effetti della bioaccumulazione dei metalli pesanti quali Nichel, Berillio, Cromo, Cadmio e Arsenico  (taluni dei quali risultano neurotossici anche a concentrazioni estremamente basse) ai fini della patologità e della cancerogenesi, con particolare riferimento alle neoplasie infantili, allo sviluppo di cardiopatie ischemiche, alla interferenza con i meccanismi di riparazione del Dna , alle patologie respiratorie, e, più in generale, alla contaminazione delle colture della zona. Ma il timore più diffuso tra le popolazioni del luogo, le associazioni di tutela ambientale, gli amministratori locali e i comitati di cittadini è che dall’inceneritore Fenice fuoriescano diossina e furani, sostanze responsabili della diffusione di patologie cancerogene e mutagene”. Per questo, scrive il senatore Belisario nella sua interrogazione, “alla luce di tali passaggi, nonché dell’estremo ritardo con cui sono stati resi pubblici tutti i dati concernenti le rilevazioni condotte in passato, appare urgente fare chiarezza. Non importa quali, ma le istituzioni chiamate ad agire hanno il dovere di farlo al più presto”.

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