MILANESE E’ SALVO MA BERLUSCONI E’ ASSAI PREOCCUPATO

22 settembre 2011 in Politica

Eppur si muove. Sì, qualcosa si muove nella maggioranza. Il voto segreto sul caso Milanese ha reso meno scontato del previsto il risultato finale. Alla fine il no all’arresto è passato per soli sette voti, sei perché il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, ha fatto mettere a verbale che, per un blocco del sistema, il suo voto non appare nel conteggio finale. Fatti due conti, se il centrosinistra e il Terzo polo, come credo, hanno votato compatti, ci sono stati sette franchi tiratori nella maggioranza. Ne sarebbero bastati tre in più e il no all’arresto sarebbe diventato un sì, con tutte le conseguenze che questo avrebbe comportato.

L’ex collaboratore di Tremonti (oggi assente in Aula e, a quanto pare, scaricato sia da pezzi della maggioranza che della Lega) l’ha fatta franca, nonostante le pesantissime accuse che lo riguardano, ma il voto di questa mattina alla Camera ha fatto preoccupare non poco Berlusconi e i suoi più stretti collaboratori, come potete vedere da questo video del sito web di Repubblica.

Il vero problema, a quanto pare, è rappresentato dalla Lega che potrebbe staccargli la spina da un momento all’altro. Oggi, infatti, il Carroccio ha votato contro l’arresto ma Bossi ha già detto che il futuro del governo si decide “giorno dopo giorno”. Non c’è una maggioranza certa, dunque, e basterà un singolo voto importante (non quelli dell’altro giorno, su emendamenti a ddl minori) perché la garanzia data da Berlusconi al Capo dello Stato (“non mi dimetto perché ho una solida maggioranza parlamentare”) venga meno. A quel punto gli scenari sarebbero imprevedibili ma è molto probabile che si arrivi alla caduta del governo. Insomma, oggi più che mai il premier naviga a vista.

Dopo il voto di oggi la componente guidata da Maroni, per ora fedele, scalpita perché vede il Carroccio precipitare sempre più nei sondaggi. Basta poi andare a vedere cosa accade nella base leghista, leggendo i commenti ai blog o ascoltando radio Padania, per rendersi conto che ormai esiste un divario enorme tra simpatizzanti e iscritti da una parte e i vertici del partito dall’altra. Insomma, fino a quando Bossi vorrà tenere fede al patto di alleanza con Berlusconi? E’ questa la vera domanda della politica italiana.

Per parte nostra l’Italia dei Valori può solo continuare a fare il proprio dovere. Saremo presenti in Aula e nelle commissioni sperando, per il bene del Paese, che l’agonia di un governo che ha una maggioranza raffazzonata e che nei sondaggi è in crollo verticale sia di consensi che di fiducia, scaricato anche dalle parti sociali più vicine come Confindustria, duri il meno possibile.

MILANESE E’ SALVO MA BERLUSCONI E’ ASSAI PREOCCUPATO

10 Commenti

    1. Zeta scrive:

      Non capirò mai perché i parlamentari – TUTTI – siano diversi da me

      • mauro mazzarella scrive:

        Forse perché loro “occupano” un posto che gli ha “trovato” qualcun altro. I nostri rappresentati al parlamento, non Rappresentano gli Italiani ma, solo, loro stessi e chi li ha messi in lista per cui, gli ha trovato un “posto di Lavoro” cioè, raccomandato. Se tutti noi non andassimo a votare per una volta, cosa accadrebbe al nostro Paese? Spero che il Senatore Belisario ce lo spieghi!

        • admin scrive:

          Caro Mauro
          le elezioni politiche, al contrario dei referendum, non hanno bisogno di alcun quorum per essere considerate valide. Lei pensa davvero che dei circa 40 milioni di italiani aventi diritto al voto potrebbe non andarci nessuno? Immagina che Berlusconi o Alfano o Cicchitto non si recherebbero alle urne? Ecco, paradossalmente basterebbero i loro voti per assegnare i seggi nelle circoscrizioni di competenza. In molti Paesi anche di grande civiltà democratica la percentuale dei votanti è molto bassa. Pensi ad esempio alle presidenziali americane dove si reca a votare, vado a memoria, circa il 30-40 per cento degli aventi diritto. E’ chiaro che da una percentuale di votanti molto bassa l’intera classe politica dovrebbe trarne le conseguenze, ma spero che questo non accada mai. La democrazia è un bene troppo prezioso per potercene privare, sia pure una sola volta per protesta. Piuttosto va cambiata la legge elettorale per permettere ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti. per questo abbiamo raccolto le firme per un referendum che cancelli l’attuale legge porcata.
          La saluto e la ringrazio
          Felice Belisario

          • mauro mazzarella scrive:

            Gentilissimo Senatore, la ringrazio della risposta e, condivido con lei il pensiero che ha espresso, per questo ho firmato per il Referendum abrogativo di questa “pessima” legge che, a mia memoria, ricorda la famosa “legge truffa” proposta dall’allora DC. Quello che mi inquieta è sentire parlare B., in accordo con Alfano, che vogliono presentare una legge che sostituisca l’attuale. Ogni volta che costoro hanno proposto qualsiasi legge o DDL, lo hanno fatto solo per avere un loro tornaconto o, comunque, uscire rafforzati.
            Oltretutto, ieri sera al TG3, il giornalista Giacalone, editorialista del “Giornale”, ha detto che le leggi, per cui anche quella elettorale, si votano a maggioranza e, visto che questa la detiene il Pdl e la Lega, voteranno quella che propongono. Praticamente, proporranno una legge simile all’attuale che permetta loro, con i vari “premi”, di governare ancora il Paese. È una minaccia velata a chi, come l’Idv e i partiti dell’opposizione, vuole abrogare questo “schifo” di legge (amo i suini e non li voglio offendere). La ringrazio del contraddittorio e saluto tutti.

    2. Giada scrive:

      Carissimo Senatore Belisario, basterebbe che l’opposizione tutta si dimettesse e il governo cadrebbe come una pera, e si andrebbe alle elezioni, ma a quanto pare non vi è volontà da parte dell’opposizione di fare questa mossa, vi sta bene così e aspettate che Bossi stacchi la spina!!!

      • admin scrive:

        Cara Giada, purtroppo non è così semplice.
        Ogni volta che un parlamentare si dimette la sua richiesta deve essere approvata a maggioranza (e lei sa da chi è composta la mnaggioranza!) dall’aula della camera acui appartiene. Per prassi inoltre le dimissioni vengono respinte quasi sempre. In qualsiasi caso, se per caso fossero accettate tutte le richieste di dimissioni di tutti i parlamentari dell’opposizione subentrerebbero i primi della lista del 2008 che non sono stati eletti. Se anche tutti questi si dimettessero subentrerebbero i secondi non eletti e così via fino a esaurimento delle liste. Tecnicamente, dunque, non è una soluzione praticabile. Dal punto di vista politico, poi, non mi sembra che i vari “Aventino” abbiano mai prodotto i risultati sperati.
        La saluto cordialmente
        Felice Belisario

    3. Orazio scrive:

      Giada condivido la sua acuta, pungente e veritiera osservazione. A mali estremi estremi rimedi.

      Ahimé, temo anch’io che pure l’opposizione – che io sostengo – non vuole rinunciare a salari, privilegi e bonus vari.

      I politici non devono avere privilegi, percepire salari normali e fare sacrifici come tutta la popolazione quando è il caso. Dovrebbero essere solo alla ricerca del BENE COMUNE e della GIUSTIZIA SOCIALE.

      L’opposizione dovrebbe distinguersi più nettamente da una maggioranza che tira a campare per motivi poco nobili mentre un Paese affonda e i cittadini stentano…

    4. Renato Pani scrive:

      Attenzione: i politici, se dovessero affrontare totalmente le difficoltà di tutti gli altri cittadini, sarebbero più indotti ad “arrotondare” e a farsi coinvolgere in affari in conflitto vcol loro ruolo, perché le occasioni non mancherebbero loro. Dunque è meglio (anche se non necessariamente giusto)garantire loro una situazione di discreto agio (senza però esagerare come si sta facendo). Il problema è però poter selezionare persone motivate ed in buona fede che, accontentandosi di una situazione economica decorosa e tranquilla, dedichino, per convinzione e vocazione personale le loro energie e il loro ingegno alla soluzione di problemi comuni.
      Questo presuppone che siano i cittadini a poterli selezionare in base a questi criteri, e non i vertici dei partiti (i nuovi Principi elettori) che tendono invece a selezionarli in base alla loro attitudine alla sudditanza (al Principe elettore e non agli elettori della base)e alla loro capacità di intessere intallazzi di buon ritorno economico per il finanziamento del Partito.
      Sia chiaro: non ho cariche politiche di alcun livello.
      Renato Pani
      E’ per questo che ci stiamo dando da fare per un Referendum contro la legge elettorale che rende possibile tutto questo. Ed è per questo che i partiti sono in genere tanto favorevoli al Referendum a parole, ma per nulla di fatto collaborativi nella raccolta firme.

    5. mario scrive:

      non amo scrivere molto…………..ma voglio partecipare……….. i soliti servi appesi alla scialuppa cadranno quando arriverà l’onda anomala.

    6. nestore del boccio scrive:

      Acclarato che non siamo un paese serio, altrimenti quale popolo continuerebbe a sostenere ( in questo caso mi riferisco soprattutto a quelli di maggioranza )un parlamento di corrotti ( non cito la classe giornalistica di “famiglia” ma soprattutto Rai- vedasi Tg1, Porta a porta…- con programmi che delegittimano la magistratura che sono una vergogna ),
      domando:
      è costituzionale che ministri della Repubblica inneggino alla secessione?
      E se no, potrebbe il capo dello stato sciogliere le camere?
      E se si, cosa aspetta Napolitano? E tutta l’opposizione perchè non comincia a boicottare disertando questo si “merda” di parlamento???
      Ma in quale paese serio si accetta tutto questo???

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