DALLA MARCIA DELLA PACE UN MESSAGGIO CHIARO: CAMBIARE SUBITO

25 settembre 2011 in Ambiente, Economia, Esteri, Lavoro, Politica, Sociale

Sono passati 50 anni dalla prima Marcia della pace ideata dal filosofo Aldo Capitini e, non a caso, in testa al corteo che attraversava, oggi, l’Umbria, da Perugia ad Assisi, riecheggiava lo slogan di allora che parlava di pace e fratellanza dei popoli. Non a caso perché, sarà anche passato mezzo secolo, ma il messaggio è ancora attuale. E non solo per i conflitti armati che lacerano il mondo e a cui l’Italia, tristemente e dietro ipocriti interventi di aiuto, partecipa. Ma anche per l’assenza di diritti, di accesso alle cure mediche, per le politiche di respingimento, per il divario sociale, la precarietà e la povertà.
Ancora, oggi, purtroppo ci sono troppi conflitti dimenticati e troppi a cui l’Occidente partecipa in missione di pace. Ma pace non vuol dire guerra e, quindi, se la pace è davvero l’obiettivo dei Paesi presenti in Libia e Afghanistan, solo per fare un esempio, l’unica strada da seguire è quella del ritiro delle truppe. E’ impossibile, infatti, esportare la democrazia con le armi, piuttosto servono interventi economici, aiuti umanitari, strutture ed investimenti. Cooperazione e accoglienza. Quella che manca nei Centri di indentificazione ed espulsione (CIE), vere e proprie carceri, quella che manca quando si urla ai respingimenti e non si riconosce il diritto di asilo per chi fugge da fame, guerra e persecuzioni.

Ma pace significa anche rispetto dei diritti umani, a partire dall’accesso alle risorse. Non è possibile che il 20% della popolazione mondiale sfrutti l’80% delle risorse del Pianeta. Non c’è equità nella ripartizione di acqua, cibo ed energia. E’ un sistema ingiusto, che genera povertà e conflitti, ma anche ‘stupido’, perché porta il mondo a trovarsi presto sull’orlo del baratro. Senza uno sviluppo sostenibile in cui si coniugano economia, ecologia e diritti umani, infatti, non saremo in grado di affrontare il futuro: le risorse, sfruttate fino all’ultimo goccio, finiranno per tutti e tutti pagheranno questo eccesso di consumismo egoista.

Vorrei che l’Italia fosse all’altezza di queste sfide ma, se solo guardo a come questo governo si è mosso in questi anni, vedo una salita impervia. Certamente per colpa di una politica estera ballerina, schizofrenica e di una totale perdita di credibilità internazionale. Ma anche per una linea economica che ha violato l’uguaglianza sociale, tutelando i ricchi a scapito dei più poveri, inasprendo così il disagio sociale.

Ma tutti hanno diritto di sperare. Dalla società civile arrivano continui spinte al cambiamento. Tutto ciò che di buono è stato fatto, ovunque nel mondo, nell’ultimo anno è partito dal basso. Per questo credo che le cose cambieranno. C’e’ voglia che cambino e la politica non può ignorarlo. L’Italia dei Valori continuerà la sua battaglia per portare dentro ai Palazzi le istanze dei cittadini e far decollare una politica che rimetta al centro il lavoro, i diritti e la dignità delle persone. Oggi dai banchi dell’opposizione, ma l’alternativa per governare è pronta.

DALLA MARCIA DELLA PACE UN MESSAGGIO CHIARO: CAMBIARE SUBITO

5 Commenti

    1. Giada scrive:

      In questo mondo negli ultimi tempi chi ha soldi da non riuscire a spenderli neppure in mille anni e chi non ha nemmeno un euro da comprare il latte ai propri bambini, queste sono le ingiustizie del capitalismo… sarebbe da abolirlo.

    2. [...] DA MARCIA PACE MESSAGGIO CHIARO: CAMBIARE SUBITO [...]

    3. Daniela Pallotta scrive:

      Perché non iniziate voi votando per l’abolizione dei diritti assurdi dei parlamentari? Noi paghiamo altissimi ticket per òle spese mediche e voi zero!!! Questa è una prima tremenda ingiustizia, sommata a tutte le altre!

    4. mario scrive:

      mr. b……irillo prima o poi cadrà e vedremo la sinistra come si comporterà!

    5. Ho partecipato alla Marcia per la pace con l’Associazione Libera. Mi sono riempito di fiducia e di speranza. Il testimone passerà in buone mani. Quante scuole, tanti bambini e soprattutto una marea di giovani e ragazze non irretiti
      da partiti e dal politichese. La pace è diventata una festa di gioia, armonia di impegni quotidiani.

    6. nestore del boccio scrive:

      Caro Belisario, che vi mettete pure a fare i censori solo perchè non condividete una opinione? Ripeto in sintesi quello che ho scritto e che avete depennato.
      Tutti siamo per la pace ma,
      finchè non ci sarà una “nuova giustizia sociale”, essa è solo una chimera.
      Difendere la pace attuale, significa solo far rimanere tutto allo status quo.
      E cioè: con gente che muore di fame e altri che godono privilegi assurdi.
      Se non si crea un nuovo sistema sociale, ci sarà, prima o poi, una rivolta di massa! Anche perchè, gli esempi che ci vengono propinati da questo parlamento, non sono molto edificanti. Anzi, per certi versi, richiamano, anche se ci troviamo in una epoca diversa,la realtà sociale di povertà che indusse il popolo francese alla rivoluzione! L’IDV, è in grado di ricevere e di accettare una considerazione del genere? Oppure siete anche voi per ovattare le idee??, Non mi deludete per favore!!!

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