MARCHIONNE ESCE DA CONFINDUSTRIA. E IL GOVERNO COSA ASPETTA PER FARSI DA PARTE?

3 ottobre 2011 in Economia, Politica

Da gennaio 2012 la Fiat abbandonerà Confindustria. Non solo: Marchionne annuncia che a Mirafiori si produrrà un Suv targato Jeep.  Una doppia fuga, dunque: dal mondo degli industriali e dalla competizione italiana ed europea. Da tempo ormai il Lingotto dà segnali di voler spostare all’estero il suo asse produttivo, ma per tutta risposta il Governo gli ha fornito un lasciapassare confezionato su misura, inserendo nella manovra il pericolosissimo articolo 8. Non bastava fare orecchie da mercante sul piano industriale dell’azienda, che può fare il bello e il cattivo tempo con il futuro degli stabilimenti: ora Marchionne ha avuto anche libertà di licenziare. Alla favola del Presidente operaio non ha mai creduto nessuno, ma qui siamo di fronte alla aperta complicità tra l’amministratore pubblico e il padrone delle ferriere.

E’ malafede o è incapacità? Di fronte ai richiami della Bce, il Governo ha pensato bene approvare una manovra recessiva e antisociale, per curare un malato grave è ricorso ai salassi, esattamente come si faceva qualche secolo fa. Poi il Ministro Sacconi ha preso carta e penna e, sotto dettatura di Marchionne, ha cancellato lo Statuto dei lavoratori e ha introdotto i licenziamenti facili, pensando di risolvere il problema della produttività con la chiusura degli stabilimenti. Ora Berlusconi afferma ancora una volta di voler approvare le misure per lo sviluppo e di non curarsi affatto della riforma della legge elettorale, proprio per dare le giuste risposte all’esasperazione dei cittadini. E’ malafede o è incapacità?

Giudicate voi, quello che mi preme di sottolineare è che la più grande azienda italiana sta progressivamente abbandonando il nostro Paese, dopo aver approfittato di ingenti aiuti di Stato, per giunta senza che nessuno le chieda il rispetto degli impegni di investimento. Al contrario, come un usciere qualunque Sacconi ha spalancato la porta a Marchionne, che era già con le valigie in mano e non aspettava altro: un caso emblematico delle conseguenze che un Governo indebolito e compromesso può avere per il Paese. Anche per affrontare il nodo Fiat, che è quello di centinaia di migliaia di posti di lavoro, bisogna liberarsi di Berlusconi e restituire la parola ai cittadini, cambiando il rapporto tra politica, economia e società e ricostruendo quanto prima il tessuto civile del Paese. Noi ci stiamo provando, ma i partiti che hanno responsabilità di Governo, Lega e Pdl, hanno intenzione di stare a guardare mentre lo scontento sociale monta sempre più pericolosamente, o vogliono farsi da parte una buona volta? E l’opposizione di centrosinistra ha le idee chiare come ce le ha l’Italia dei Valori?

MARCHIONNE ESCE DA CONFINDUSTRIA. E IL GOVERNO COSA ASPETTA PER FARSI DA PARTE?

11 Commenti

    1. [...] MARCHIONNE ESCE DA CONFINDUSTRIA. E IL GOVERNO COSA ASPETTA PER FARSI DA PARTE? Da gennaio 2012 la Fiat abbandonerà Confindustria. Non solo: Marchionne annuncia che a Mirafiori si produrrà un Suv targato Jeep.  Una doppia fuga, dunque: dal mondo degli industriali e dalla competizione italiana ed europea. Da tempo ormai il Lingotto dà segnali di voler spostare all’estero il suo asse produttivo, ma per tutta risposta il Governo gli ha fornito un lasciapassare confezionato su misura, inserendo nella manovra il pericolosissimo articolo 8. Non bastava fare orecchie da mercante sul piano industriale dell’azienda, che può fare il bello e il cattivo tempo con il futuro degli stabilimenti: ora Marchionne ha avuto anche libertà di licenziare. Alla favola del Presidente operaio non ha mai creduto nessuno, ma qui siamo di fronte alla aperta complicità tra l’amministratore pubblico e il padrone delle ferriere. [...]

    2. donato dell'aquila scrive:

      Caro Senatore, sono tutte e due le cose, malafede ed incapacità in più c’è tanta presunzione, basta solo guardare in faccia il sig. Sacconi, portaborse di professione, assurto al ruolo di ministro sfasciatore del welfare, vedi art.8 e vicenda fiat marchionne, mandiamoli via prima che completino l’infame ed irresponsabile opera di demolizione della nazione, insieme ai compari della lega.

    3. Alberto scrive:

      Se ne devono andare!! Stanno facendo un sacco di danni, prima l’Alitalia e ora Fiat. Pezzo per pezzo stanno facendo crollare tutto per mettere le zeppe sotto le loro poltrone, la gente é senza lavoro ed é stanca di essere presa in giro. Li mandate a casa o li dobbiamo cacciare noi a pedate!!?!?

    4. Zeta scrive:

      Io mi chiedo: MA DOVE SONO TUTTI QUEGLI INVESTIMENTI CHE MARCHIONNE AVEVA PROMESSO ???

    5. ezio scrive:

      Creaiamo un GAS (Gruppo Acquisti Solidale),per procurarci a buon prezzo i FORCONI da utilizzare per mandarli a casa. Andiamo a stanarli nei loro uffici ovunque si trovino. Non se ne può proprio più di questo LETAME che ci governa. Uso il termine LETAME per non essere denunciato. Vorrei anche fare i nomi ma il Papa diceva: Tengo famiglia. A proposito, hanno iniziato la campagna elettorale tappezzando la mia città di grossi tabelloni invitando ad aderire al Popolo delle Libertà. Ovvero al partito dei ladri e dei lenoni.

    6. Giada scrive:

      Se non ci muoviamo davvero finiremo come la Nigeria, e saremo destinati ad emigrare verso paesi più civili.

    7. mario scrive:

      quanti segnali ………ma che aspettate che lascio l’Italia per il kenia…….fate presto.

    8. nestore del boccio scrive:

      Problemi sono anche in altre parti, solo che in Italia abbiamo un governo “letamaio” con una buona parte dell’opposizione, correa e incapace, che rende il nostro paese sull’orlo dell’abisso! Quando un premier destabilizza continuamente le istituzioni della legalità; quando dei ministri, inneggiano alla successione; quando un governo protegge corrotti e mafiosi; quando un “marpionne” che guadagna milioni in Italia e paga le tasse in Svizzera, si attiva a distruggere lo stato sociale: cosa possiamo aspettarci?… Il disastro! Ma questo è dovuto alla carenza di cultura nei cittadini dello stato-nazione. Carenza che ha radici nelle scuole; e,compresa la battaglia politica, che spesso incapace di altri profili,preferisce denigrare il proprio stato per combattere l’avversario!
      Credo che la parte sana del paese, dovrà ricorrere ai “forconi”!!!!

    9. Leonardo scrive:

      è vergognoso tutto quello che sta succedendo e ogni giorno sembra non esserci limite al peggio…mandiamo a casa questo governo oppure andiamo via noi..

    10. mauro mazzarella scrive:

      Tutto quello che stanno facendo è il fallimento della Nazione Italia e la vittoria del Grande Capitale che, come accadde nel 1847, scateno la rivolta degli operai o, come si diceva una volta, delle maestranze. Allora venne definito “biennio rosso”, ora potrebbe essere definito “periodo di liberazione della società”.
      Nessun Governo negli anni, ha mai applicato la norma costituzionale che prevede, in casi come quello che sta accadendo in Fiat, di sollevare il management e individuarne uno nuovo, rilanciare l’Azienda, rimettendola in carreggiata per l’esigenze industriali e produttive. Ma questo governo non lo farà mai, come non lo hanno fatto i precedenti, a partire da quelli a guida DC. Rimandiamo Marchionni nel suo Paese.

    11. Daniela Pallotta scrive:

      Che tristezza immensa! Il nostro povero paese ridotto in un modo semplicemente spaventoso:perché dobbiamo desiderare di andare lontano? In un paese civile. Ecco la tragedia,e i partiti(ahimè anche all’opposizione) non fanno abbastanza.
      Inoltre perché con le vostre assenze avete permesso a tante leggi orrende di passare? Noi dobbiamo lavorare tutti i giorni,voi? bell’esempio! volete svegliarvi invece di litigare? fate il gioco del governo,possibile che siate i soli a non capirlo???

    12. Maria scrive:

      Questo Marchionne, zitto zitto, ha fatto tutto quello che voleva lui, con il grande consenso di un governo disfattista, ora pagasse all’Italia quello che deve pagare e se ne andasse fuori dalle scatole.

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    del 3 ottobre 2011
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    del 3 ottobre 2011
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    del 3 ottobre 2011
  • ezio
    del 3 ottobre 2011
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    del 3 ottobre 2011
  • mario
    del 3 ottobre 2011
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    del 4 ottobre 2011
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    del 4 ottobre 2011
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    del 4 ottobre 2011
  • Daniela Pallotta
    del 4 ottobre 2011
  • Maria
    del 5 ottobre 2011