TRE OSSERVAZIONI SUL FUTURO DEL PAESE

4 ottobre 2011 in Economia, Politica

L’italo-canadese Sergio Marchionne, su mandato della famiglia Agnelli, ha deciso di scaricare  Confindustria dal primo gennaio prossimo perchè, ormai, pensa seriamente di lasciare l’Italia o, meglio, ridurre la presenza in Italia a qualche stabilimento, magari come succursale Chrysler.

La Confederazione Generale dell’Industria Italiana è la principale organizzazione e rappresenta le imprese manifatturiere e di servizi raggruppando su base volontaria circa 140.000 imprese per un totale di altre 5.200.000 addetti.

L’annuncio non mi ha colto si sorpresa, come Italia dei Valori sono almeno due anni che abbiamo ben chiare le strategie dell’azienda torinese. La chiusura di Termini Imerese, la battaglia dei vertici aziendali contro i diritti dei lavoratori a Pomigliano d’Arco e a Mirafiori, gli investimenti da 20 miliardi di euro annunciati ma mai visti in concreto, l’indebitamento, il calo vertiginoso delle vendite, la mancanza di modelli nuovi (in controtendenza rispetto alle altre case automobilistiche), lo scorporo della produzione di auto dal resto del Gruppo, indicavano in maniera chiara la linea dell’Amerikano.

Ma il Ministro Sacconi, vero maggiordomo politico dell’operazione, si preoccupava solo, per compiacere Marchionne, di spaccare l’unità sindacale, di introdurre (vedi l’articolo 8 dell’ultima manovra) norme tese a minacciare in modo puntuale lo statuto dei lavoratori.

A questo punto mi sembrano utili tre osservazioni.

1) Il mondo degli industriali è in fermento. Marcegaglia critica ad intermittenza il Governo, Montezemolo (guarda caso socio in affari di Diego Della Valle), se la prende con tutta la classe politica, Marchionne non parla più l’italiano. Banchieri e accademici, favoriti dai comportamenti di una classe politica sempre più spesso non in sintonia con il Paese reale, provano a sradicare la credibilità delle istituzioni ed in particolare del Parlamento. Tutto questo accade perché quando si indeboliscono le istituzioni, i poteri forti  ne occupano gli spazi dicendo di essere dalla parte dei cittadini. Attenti, quindi, o la buona politica ritorna ad essere protagonista, o dietro l’angolo troveremo qualche brutta sorpresa, proprio come nel ’94 quando Berlusconi andò al governo.

2) Il sindacato, spesso sotto attacco, ferma restando la tutela dei diritti dei lavoratori, deve guardare di più ai giovani e al precariato. Serve allora toccare le pensioni? Io dico, iniziamo a ridurre i costi della politica, vendiamo i beni pubblici – ad eccezione del patrimonio storico, artistico, archeologico, paesaggistico – proviamo seriamente a far pagare a tutti le imposte, mettiamo in moto il mercato con le liberalizzazioni  pensando a  poche regole ma certe. Poi, con un confronto serrato con le parti sociali, e senza intenti punitivi, si guardi anche  all’intero sistema previdenziale non per fare risparmi sulla pelle degli italiani, ma razionalizzando la spesa e migliorando i servizi.

3) Il centrosinistra ha proprio rotto… Sì, ha proprio rotto. Gli italiani vogliono capire se, messi da parte i tatticismi, abbiamo o no le idee giuste per far ripartire il Paese. Senza un programma di riforme vero rimarremo nel pantano. Vogliamo provare a fare entrare i giovani nel mercato del lavoro con pari possibilità da nord a sud? Vogliamo una sanità non governata dai partiti in cui la salute dei pazienti sia al centro degli interventi? Pensiamo ad una giustizia che tagli i tempi dei processi, dia spazio ai diritti e riduca il numero dei detenuti privilegiando comunque la sicurezza dei cittadini? Siamo pronti ad una legge sul conflitto di interessi che riguardi tutti non solo Berlusconi? Tagliamo o no le leggi ad personam? Basta essere sulla stessa lunghezza d’onda della gente comune, quella che ha in odio i privilegi, i soprusi, le disparità, e di idee concrete ne verranno tante!

TRE OSSERVAZIONI SUL FUTURO DEL PAESE

6 Commenti

    1. [...] TRE OSSERVAZIONI SUL FUTURO DEL PAESE [...]

    2. Condivido la preoccupazion per il posto che occupano i poteri forti quando la politica è debole.Ma aggiungo la preoccupazione rispetto a quello che potrebbe accadere se l’Italia non cambia segnatamente rotta. Governare non sarà affatto semplice. Ora però ci dica in sincerità, lei ci crede che l’art.8 l’ha imposto al nostro Stato la banca europea?

    3. mario scrive:

      ma che intenzioni hanno??? mr b……irillo cosa ne dice????

    4. Maria scrive:

      Penso che i cittadini abbiano già risposto, vedi anche vari referendum, ma i politichesi che intenzioni hanno?, come dice Mario…….

    5. Antonella scrive:

      Fate tutto quanto nelle Vostre possibilità per “buttarli” giù dal cadreghino;
      sono pericolosissimi! vogliono risolvere i problemi della Nazione facendo pagare sempre ai poveri diavoli.

      A proposito di pensioni, perchè non si inizia a proporre, anzichè aumentare l’età pensionabile (con tutti i problemi che ne deriverebbero, perchè un italiano a 50 anni, che perde il lavoro è già considerato vecchio e di lavoro in Italia ce n’è sempre di meno , con un livello di disoccupazione giovanile da Terzo Mondo), di mettere gradualmente un tetto alle pensioni : la pensione deve essere interpretata come uno strumento Sociale che serve a far vivere “dignitosamente” i Cittadini. Quelli che hanno guadagnato tanto avranno avuto anche la possibilità di accantonare un bel gruzzoletto e pertanto anche un tetto , potrebbe essere di 2.500/3.000 Euro risulterebbe sufficiente; bisogna preoccuparsi invece di quelli che andranno, dopo 40 anni (nel 2050 con 43,5 e forse più anni di lavoro) con 1000 Euro di pensione!

      Sarebbero comunque problemi che ricadrebbero sulla Comunità, salvo che (con l’aria che tira e non mi stupirei più di nulla) decidano di fare una Legge che : quelli che avranno una pensione insufficiente a vivere, vengano direttamente soppressi (così si risolve il problema soprattutto di quelli che stanno bene!

    6. Giada scrive:

      Con il debito pubblico che abbiamo non siamo in grado di mantenere i nostri guerrieri in Afganistan per cui ritiriamoli e smettiamola di comprare aerei che costano un occhio della testa, non servono a niente dato che dopo 2 anni siamo costretti a comprarne altri e rottamare questi ultimi….. altra cosa ci vuole una patrimoniale per coloro che hanno parecchi patrimoni immobiliari… in ultimo per potere prendere la pensione i parlamentari devono fare almeno 3 legislature, se no ritornano al vecchio lavoro!!!

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