DALLA TRAGEDIA DI BARLETTA UN MONITO CHE NON PUO’ RESTARE INASCOLTATO

7 ottobre 2011 in Lavoro, Politica, Sicurezza, Sociale

La tragedia di Barletta riguarda tutti, istituzioni pubbliche e soggetti privati. C’è un sinistro intreccio di responsabilità tra chi, da un lato, non ha vigilato come avrebbe dovuto e chi, dall’altro, non ha rispettato le norme edilizie e di sicurezza sui luoghi di lavoro. Tra i nove indagati ci sono dirigenti e tecnici comunali, architetti, agenti di polizia municipale e lo stesso titolare dell’azienda in nero, peraltro padre della più giovane delle cinque vittime. Mi auguro che le autorità portino avanti indagini rigorose, ma va anzitutto denunciata la gravità del contesto nel quale la sciagura è avvenuta. Quando si perde la vita confezionando maglioni nello stesso stabile dove altre persone risiedono, è evidente che c’è un intero sistema legislativo che non funziona.

Ferma restando la necessità di accertare colpe ed omissioni intollerabili da parte dei soggetti più direttamente coinvolti, emerge chiaramente la mancanza di misure normative adeguate e l’assenza di una cultura della sicurezza. Per questo ho inviato al Ministro Sacconi un’interrogazione in cui chiedo l’immediato ripristino del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro approvato nella precedente legislatura. Il Governo Berlusconi lo ha di fatto scardinato, tagliando peraltro in modo scriteriato le risorse destinate alla lotta del lavoro irregolare o sommerso: accanto alle responsabilità penali ci sono quelle della politica, che questa maggioranza ormai alienata dal Paese reale si deve assumere. Senza sanzioni severe, attività ispettive rigorose e impegno per il rispetto delle regole non si può affrontare la drammatica realtà emersa con il crollo di quella palazzina: retribuzioni da fame, orari insostenibili, nessun inquadramento contrattuale e totale assenza dei requisiti di legge per i locali di lavoro.

Condizioni di lavoro bestiali, le ha definite il Presidente Napolitano, invitando a non abbassare la guardia per impedire che decisioni scellerate abbiano conseguenze tanto terribili. Non bastano le parole di cordoglio del giorno dopo, serve un impegno costante da parte della politica perché il monito della tragedia di Barletta non resti inascoltato. Tutelare i lavoratori e garantire il rispetto della legalità e della sicurezza non sono la priorità di questo Governo, tentato semmai dall’ipotesi di condoni edilizi e fiscali. La Puglia è terra di lavoro e ha bisogno di impulsi positivi, ma la politica berlusconiana sta contribuendo ad affossare un Mezzogiorno già afflitto da difficoltà strutturali economiche e sociali. E’ anche a questo che ci riferiamo quando diciamo che dobbiamo subito voltare pagina e ricostruire il nostro Paese, dove muore chi fa il proprio dovere per colpa di chi non l’ha mai fatto.

DALLA TRAGEDIA DI BARLETTA UN MONITO CHE NON PUO’ RESTARE INASCOLTATO

4 Commenti

    1. lucia scrive:

      Può essere banale ricordare che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, però proprio il fatto che questo sia il primo articolo della nostra costituzione dovrebbe indurci a rifletttere sul fatto che non bisogna solo fare in modo di “occupare” i cittadini senza badare alle condizioni di lavoro, anche gli schiavi lavoravano ma la schiavitù non è sinonimo di civiltà. Non sbaglia chi oggi parla di sfruttamento dei giovani, questo governo è responsabile della tragica situazione di migliaia di persone che addirittura mettono a rischio la propria vita per sbarcare il lunario. Devono solo cospargersi il capo di cenere e poi eclissarsi!

    2. [...] DALLA TRAGEDIA DI BARLETTA UN MONITO CHE NON PUO’ RESTARE INASCOLTATO [...]

    3. Alberto scrive:

      il ministro sacconi, degno erede del socialismo, non ha detto una parola sulla tragedia perchè sa di non avere la coscienza a posto per aver annullato un sacco di leggi sul lavoro. stiamo andando alla deriva piú totale ma il nano è ancora li…………

    4. Giada scrive:

      Barletta è piena di queste mini industrie che confezionano maglioni oppure fabbricano scarpe, difficile per la finanza scoprirli, nessuna lavoratrice per non perdere quei 4 euro l’ora non denuncerà mai il datore di lavoro, lo stato con le sue enormi tasse viene visto come un nemico da evitare, la gente vede che questo governo fra condoni a chi più ha e che paga sempre il 5% delle regalie ai ricconi, mentre tutti gli altri lavoratori in regola pagano il 33% di IRPEF più le varie IRPEF regionali e comunali, per non parlare poi delle tasse occulte dovute all’IVA su tutti i prodotti!!!Comunque è stato un errore permettere allo scavatore di fare lavori proprio a fianco per cui quando si facevano scavi tutti i palazzi delle vicinanze si scuotevano!!!

    5. Romano scrive:

      IN FRANCIA LI HANNO SISTEMATI SULLE GHIGLIOTTINE,MA FRANCAMENTE NON SI PUO’ ARRIVARE A TANTO. IO NON CI RIESCO. E’ TERRIBILE, MA NON C’E’ NIENTE DA FARE. SE NON RICORDARSI CHE LA COLPA E’ NOSTRA, SIAMO NOI CHE CI FACCIAMO ABBINDOLARE DA PERSONAGGI CHE DOBBIAMO POI CONSENTIRE STIANO ALLA GUIDA DEL PAESE CON POLITICHE O DI LADROCINIO DIRETTO O PERMETTENDO CONDIZIONI DI LAVORO E DI TUTTO INCONCEPIBILI. AI TEMPI CHE FURONO,CI SIAMO FATTI TRASCINARE DA QUEL PAZZO DI MUSSOLINI E DALLA SUA CRICCA,OGGI DALLA MEGALOMANIA DEL DEMENTE DI TURNO ET COMPANY. CHI SARA’ IL PROSSIMO DI CUI LA MAGGIORANZA DI NOI DEFICIENTI SI INNAMORERA’?

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