LA CRISI ECONOMICA E L’INDIFFERENZA DEL GOVERNO: INDIGNAMOCI TUTTI!

13 ottobre 2011 in Economia, Giustizia, Italia dei Valori, Lavoro, Politica, Sociale

Roma, via Nazionale. Sede della Banca d’Italia. Centinaia di persone manifestano fino a notte fonda, determinate a portare avanti ad oltranza la loro protesta. Li chiamano indignati, sono cittadini stanchi di pagare il prezzo della crisi ed essere penalizzati dalle speculazioni finanziarie. Hanno deciso di reagire, di farsi sentire da Palazzi troppo spesso sordi e distanti. Sono giovani, sono il nostro futuro. E vogliono cambiare il mondo, partendo dal nodo fondamentale dei rapporti tra le istituzioni e la società.Siamo di fronte ad un movimento di massa, che nasce dalle ceneri di un’economia reale messa a ferro e fuoco da politiche scellerate e da banchieri senza scrupoli: vogliono essere ascoltati, meritano risposte chiare.

Roma, piazza Montecitorio. Sede del Parlamento. In un’aula mezza vuota, il Presidente del Consiglio cerca di mettere una toppa al disastro della scorsa giornata: il Governo non è stato capace di approvare il rendiconto dello Stato, ora ci riprova con la fiducia. Cerca di blindare la legislatura, di rifugiarsi nel bunker, di sfuggire dallo spettro delle elezioni anticipate con una spregiudicata noncuranza delle conseguenze che questo atteggiamento avrà sul piano dell’esasperazione sociale. Quello degli indignati è un fenomeno internazionale, che, però, attecchirà sempre di più nei Paesi incapaci di reagire agli attacchi della finanza speculativa. O peggio, che dimostrano servilismo nei confronti dei poteri forti. L’insipienza delle manovre del Governo Berlusconi e l’assenza di interventi per uno sviluppo omogeneo del Paese, la redistribuzione del reddito e il rilancio dei settori produttivi e occupazionali vanno di pari passo con la strenua difesa di chi ha approfittato della crisi per arricchirsi, aggravando così il malessere sociale e lo scollamento tra le istituzioni e i cittadini. Bisogna intervenire subito: è il momento di indignarci tutti!

L’Italia dei Valori si batterà sempre di più  per una maggiore giustizia sociale, per eliminare sprechi e privilegi di tutte le caste e ridurre la distanza tra pochi ricchi e molti poveri: queste iniquità non possono più essere tollerate. Siamo solidali con chi, sabato 15 ottobre, manifesterà pacificamente per cambiare le cose. Ci faremo carico di portare in Parlamento questa protesta, ribadendo la centralità che deve spettare ai cittadini: sempre i soli a pagare gli effetti di una crisi che non hanno determinato, nella vigliacca indifferenza della politica e dei politicanti, dell’economia e della finanza. La ribellione monta, non la si può  più ignorare. Stavolta chi ha responsabilità di governo sta per essere travolto e non se ne accorge. Proprio come è successo in Egitto, Libia,Tunisia …..

LA CRISI ECONOMICA E L’INDIFFERENZA DEL GOVERNO: INDIGNAMOCI TUTTI!

7 Commenti

    1. mario scrive:

      loro mica sono in crisi economica…………….sono anzi i più pagati d’europa……………..

    2. LA CRISI DEGLI ASINI
      Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po’ sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L’uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. Il giorno dopo, affidò al suo socio il gregge che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l’ordine di vendere le bestie 400 € l’una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d’affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell’asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). Eppure questo ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio né quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l’aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità … Venne innalzata l’età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. E voi, cosa fareste al posto loro?…. Che cosa farete? (CARI AMICI QUESTA SERA VI MANDO QUESTA STORIA CHE FA CAPIRE PIU’ DI TANTI DISCORSI E CHE CI SPINGE A DIVENTARE INDIGNADOS ED INCAZZADOS)

    3. lucia scrive:

      L’Italia è il paese che stà messo peggio e se in tutto il mondo la gente si ribella qui da noi si concentrano i più vergognosi intrallazzi tra governo, comitati d’affari, lobby e speculatori. Bisogna rovesciare il tiranno e scendere in piazza tutti i giorni se è necessario per far voltare pagina al nostro paese, non molliamo la presa!!!

    4. [...] LA CRISI ECONOMICA E L’INDIFFERENZA DEL GOVERNO: INDIGNAMOCI TUTTI! [...]

    5. leonardo scrive:

      a forza di battaglie, cortei, manifestazioni, ribellioni civili varie sono stanco ma non mollo la presa!! riprendiamoci in mano questo paese, mandiamo via questi balordi, tanto a Villa Certosa avranno da fare e cambiamo questo paese! italia dei valori, continuate a lottare, a darvi da fare per creare delle proposte alternative valide e preparatevi per prendere il posto di questi mafiosi al governo.

    6. nestore del boccio scrive:

      Se le banche ( istituti che lucrano sui sacrifici dei cittadini )arrivano a dettare l’agenda poltica di uno stato, è come mettere,per dirla alla Di Pietro, un pronto soccorso in mano a Dracula!!!
      In Italia ancora peggio: Dracula c’è anche in Parlamento!!!
      Tutto si compra: pago mille e ne ricavo centomila.
      Siamo arrivati al mercimonio delle coscienze:
      la gente si vende anche l’anima!!!!!

    7. Giada scrive:

      Prima o poi ci dovevamo arrivare, questo si chiama capitalismo selvaggio, dato che più soldi facili si guadagnano, più se ne vogliono avere, come se qualcuno potesse portarseli nell’aldilà, ignorano che sotto terra siamo tutti uguali

    8. donato dell'aquila scrive:

      Caro Senatore, il tragicomico spettacolo offerto ieri dalla Camera dei Deputati è a dir poco deprimente ed offensivo, un Ministro che che durante l’esibizione del capocomico si esibisce in spettacolari sbadigli,o chissà quant’altro ed alla fine dichiara di condividere tutto quanto detto ed assicura la sua piena condivisione e fiducia e la schiera di servi nani e ballerine che inebriati/e da tanto spettacoloapplaude mentre il popolo attonito assiste impotente a tanto scempio: Questa è purtroppo la credibilità che affriamo al mondo intero.

Lascia un commento

LA CRISI ECONOMICA E L’INDIFFERENZA DEL GOVERNO: INDIGNAMOCI TUTTI!

1 Trackback

  • mario
    del 13 ottobre 2011
  • Giuseppe Carbone
    del 13 ottobre 2011
  • lucia
    del 13 ottobre 2011
  • DgTvOnline.com » Indignamoci tutti!
    del 14 ottobre 2011
  • leonardo
    del 14 ottobre 2011
  • nestore del boccio
    del 14 ottobre 2011
  • Giada
    del 14 ottobre 2011
  • donato dell'aquila
    del 14 ottobre 2011