L’Italia frana e affoga nel fango ma il governo taglia fondi all’ambiente

5 novembre 2011 in Ambiente, Politica

Si fa presto a dire che è tutta colpa della pioggia, che si tratta di eventi eccezionali. L’Italia che muore sotto l’acqua, travolta dal fango, sbriciolata sotto le frane, è un’Italia che paga lo stato d’abbandono cronico in cui si trova per la mancanza di serie politiche ambientali. E così ecco Genova, le Cinque Terre, la Lunigiana, Giampilieri, Atrani, Sarno e via via a ritroso tante altre di quelle che si dicono poi, immancabilmente, tragedie annunciate. Si sa sempre che può accadere, ma non si fa abbastanza perché non accada. Anzi, da quando si è insediato questo governo si fa sempre meno e sempre peggio.

In un Paese in cui oltre la metà dei Comuni soffre di problemi legati al dissesto idrogeologico, quello di cui c’è bisogno è prevenzione, tutela del territorio, salvaguardia ambientale. Ovvio? Evidentemente no, perché in nome della crisi negli ultimi tre anni al Ministero dell’Ambiente sono arrivati solo tagli, ossia fondi sempre più esigui e personale sempre più ridotto. Non è che lo dica io, giusto perché sono all’opposizione, se ne è lamentata più volte lo stesso Ministro Prestigiacomo, minacciando ogni volta le dimissioni, in aperta rottura con Tremonti il censore, che, con sconvolgente “lungimiranza”, aveva pensato bene di prosciugare i fondi previsti per interventi ambientali, tagliandoli del 90% rispetto al 2008: da 1,3 miliardi di euro di tre anni fa, a 120 milioni nel 2012.

Così se a metà ottobre la Prestigiacomo annunciava “trionfalmente” di essere riuscita a salvare 800 milioni di euro dalle forbici di Tremonti, giovedì scorso ancora lei doveva ammettere, parlando in commissione Ambiente al Senato delle risorse per la prevenzione del dissesto idrogeologico, che “il Piano straordinario in molte regioni è ancora fermo al palo”, che “al ministero dell’Ambiente non e’ stata ancora assegnata alcuna risorsa”, che “con il decreto legge di agosto tutte le risorse Fas statali, incluse quelle per il dissesto, sono state cancellate”, che “nella discussione sul disegno di legge di Stabilità ci sono state garanzie per un’assegnazione di 150 milioni, risorse assolutamente insufficienti”.

Insomma, dello stanziamento di 800 milioni di euro (500 dei quali per la prevenzione del dissesto idrogeologico) che era stato promesso dal Presidente del Consiglio e dal Superministro dell’Economia, in Finanziaria non c’è praticamente traccia. Briciole, e nessuna voglia di andare a trovare le risorse dove si potrebbe. Perché la colpa imperdonabile del governo è quella di dire che non ci sono soldi per un’assoluta priorità come la salvaguardia del territorio, mentre basterebbe cominciare a tagliare i tanti sprechi, le spese militari, le opere inutili come il Ponte sullo Stretto e i costi della politica per fare cassa, per prevenire le ‘tragedie annunciate’, per garantire la sicurezza dei cittadini.

Niente di tutto questo. A ineludibili interventi strutturali il governo continua infatti a preferire misure tampone post-emergenziali i cui costi, diretti e indiretti, sono sempre molto molto superiori rispetto a quelli di azioni preventive. Dicono che è colpa è della crisi, che non si riesce a fare diversamente. La crisi, quella che per Berlusconi nemmeno esiste…

L’Italia frana e affoga nel fango ma il governo taglia fondi all’ambiente

4 Commenti

    1. Zeta scrive:

      …. ma tanto noi faremo il Ponte sullo stretto!!!!!!

    2. Giada scrive:

      In un modo o nell’altro tocca alla sensibilità di tutti i cittadini militare limitare i disastri per cui come ho fatto io bisogna inviare almeno 5 volte gli SMS al 45500. I politici di questo governo devono solo andarsene, sono solo degli imbroglioni

    3. mario scrive:

      pensano solo ai fatti loro e non si interessano di progammare il futuro, alla prevenzione di fatti eccezionali come questo……..un grazie va al governo di mr. b……..irillo che con i personaggi di cui si è attorniato ha contribuito fortemente ad imbottire le tasche di soldi di tutti loro senza pensare alla povera gente.

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  • Zeta
    del 5 novembre 2011
  • Giada
    del 5 novembre 2011
  • mario
    del 6 novembre 2011
  • Ignaz
    del 28 giugno 2012