Se penso a un governo tecnico mi viene l’orticaria

7 novembre 2011 in Economia, Elezioni, Politica, Referendum

In queste ore sento parlare di governo tecnico e al solo pensiero mi viene l’orticaria.
Ho letto anche le vostre risposte al sondaggio che ho lanciato sulla mia pagina facebook. L’ipotesi appare la più gettonata ma poi ho visto che alcuni di voi si aspettano che sia cambiata subito la legge elettorale. Poiché sono sicuro che non lo faranno, continuo a essere convinto che le elezioni anticipate siano il male minore.
Il governo tecnico è sempre stato un ibrido molto pericoloso. Innanzi tutto perché normalmente, quando la politica abdica, è perché vanno prese misure largamente impopolari che tutelano i poteri forti e si accaniscono sui soliti noti, i lavoratori e più in generale il mondo produttivo. Poi perché questi governi presuppongono un ribaltone o, comunque, una maggioranza che non è quella uscita dalle elezioni. Infine, perché a votare riforme impopolari c’è sempre e comunque una maggioranza politica che si nasconde dietro i tecnici perché ha paura di assumersi le proprie responsabilità.

Mi si dirà che il momento è talmente grave che sofismi di questo genere non ce li possiamo permettere. Mi dispiace ma non sono d’accordo. Alla sola voce che Berlusconi forse si sarebbe dimesso, i mercati hanno puntato decisamente al rialzo e lo spread con i titoli tedeschi è sceso.

Per questo non reputo così irresponsabile chiedere elezioni subito. Meglio ancora sarebbe la formazione di un governo che in un paio di mesi tenesse i conti in ordine mentre cambia la legge elettorale nel senso voluto dal referendum. In questo modo si potrebbe andare alle urne al massimo entro marzo. Francamente però, come dicevo, non credo che in questo Parlamento ci sia una maggioranza che possa cambiare le regole del gioco, quindi il male minore è andare alle urne immediatamente. Già, è  il male minore perché l’alternativa alle elezioni sarebbe un governo tecnico o, peggio ancora, un governo Letta in piena continuità con l’esecutivo Berlusconi.

Ma lasciatemi soffermare ancora un attimo sull’ipotesi di governo tecnico. Diciamoci la verità, parliamo di un’invenzione tutta italiana (non conosco esperienze simili in paesi come Francia, Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna eccetera) e tutta da ascrivere al passaggio tra la prima repubblica che moriva e la seconda che stava nascendo. Penso ad alcuni governi della prima metà degli anni ’90 che fecero riforme dolorosissime. Oggi, a me pare, le cose sono radicalmente cambiate. Se il sentimento verso la politica è di generale scetticismo, è anche vero che ogni volta che i cittadini vengono chiamati a dire la loro, quando cioè sentono di essere protagonisti di una scelta, lo fanno con un entusiasmo e una partecipazione che fino a qualche anno fa erano sconosciuti. Penso ai referendum dello scorso giugno, ma anche al fenomeno delle primarie.

Dunque è arrivato il momento di cambiare marcia. Niente ricette del passato, niente trucchetti e inganni. Oggi, grazie al web, i cittadini hanno il diritto, il dovere e, credo, anche il piacere di orientare le scelte della politica. Sono convinto che in futuro sempre più spesso saremo eletti per quanto siamo stati capaci di rappresentare i cittadini. Per rappresentarli, però, è necessario saper ascoltare e dialogare. Ma un Governo tecnico chi ascolterebbe: banche, banchieri poteri forti? E nell’interesse di chi?

Se penso a un governo tecnico mi viene l’orticaria

8 Commenti

    1. Sono d’accordo su tutto ed aggiungo, anche per scacciare i noti mercenari e così evitare che usufruiscano del vitalizio.

      • Paola scrive:

        si…va bene. sono daccordo, ma con questa legge
        elettorale..!!? che possibilità abbiamo?
        Con questo caos c’è solo da augurarsi che le menti dei politici meno disonesti comincino a
        funzionare come si dovrebbe per il bene (almeno un poco!) dei cittadini e non per “sfamare” ulteriormente i soliti avidi ricconi,politici e capo-clan come è sempre successo fino ad oggi

    2. mauro mazzarella scrive:

      Come ho già affermato giorni addietro, penso che sarebbe utile un Governo che cambi la legge elettorale, andando immediatamente alle urne. Così si potrebbe avere la tornata elettorale entro l’inizio del prossimo anno. Questo calmerebbe i mercati, la BCE e permetterebbe alle forze d’opposizione di preparare il programma per affrontare il Governo del Paese, dimostrando di essere veramente interessate a far uscire gli italiani dalla crisi.

    3. Luigi scrive:

      Se almeno come ultimo atto le Camere prima di essere sciolte reintroducessero almeno la preferenza unica…

    4. Giada scrive:

      Non per andare controcorrente ma penso che ci voglia un governo di interposizione che cambi la legge elettorale e che nel frattempo faccia quelle riforme impopolari per il bene del paese. Ricordiamoci che le elezioni costano ed anche parecchio!!!

    5. Giulio Cengia scrive:

      Questa volta sono completamente d’accordo.

      • Renato Pani scrive:

        C’è governo trecnico e governo tecnico. Certo anche a me viene l’orticaria se penso a un governo tecnico presieduto dall’Eminenza grigia Letta. Ma con l’attuale aggressione dei mercati finanziari, in atto, non possiamo permetterci di restare nell’inazione pre elettorale e post elettorale per due mesi: i mercati finanziari e l’Europa ci massacrerebbero più di quanto abbiano già fatto. Occorre un governo di larga coalizione che si assuma la responsabilità politica e operativa dei provvedimenti necessari a calmare i mercati finanziari, a darci credibilità all’estero e a ridare agli elettori la fiducia che qualcuno è in grado di governare per il Paese e non per i suoi interessi personali, per la sua poltrona, per il suo vitalizio, e via privilegiando. Un governo che faccia quindi una nuova legge elettorale rispettosa dei nostri principi costituzionali e non fondata sul potere oligarchico delle Segreterie di partito.
        Mi spiace, senatore, ma cavalcare la tesi dell’urgenza elettorale è assurdo (e sospetto!) da parte di chi milita in un partito promotore del referendum elettorale. La prego, prenda seriamente in considerazione l’appello di Bersani per un governo di transizione.

    6. Mario scrive:

      Caro Felice Belisario
      sono un Tuo lettore, estimatore ed elettore dell’IDV. Permettimi perciò di esprimere la mia opinione sulla Tua frase “se penso ad un governo tecnico mi viene l’orticaria”:
      1° Non mettete i bastoni fra le ruote al nostro grande PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
      2° Non perseguite tornaconto di partito in un momento come questo: vi rendete conto che la casa sta bruciando?
      3° Una campagna elettorale ora, come vorrebbero la Lega ed una parte del partito di Berlusconi, ci affosserebbe. NON dobbiamo fare il gioco della Destra!
      4° Il governo tecnico farà le cose indispensabili spalmando su TUTTI i sacrifici: Monti l’ha anticipato, da subito patrimoniale e pensioni di anzianità.
      5° Attenzione!! Se perseguirete nella Vostra posizione, Tu ed il partito perdereste la simpatia mia e di tanti miei amici.
      Un abbraccio
      Mario

Lascia un commento

Se penso a un governo tecnico mi viene l’orticaria

0 Trackback

  • donato dell'aquila
    del 7 novembre 2011
  • Paola
    del 7 novembre 2011
  • mauro mazzarella
    del 7 novembre 2011
  • Luigi
    del 7 novembre 2011
  • Giada
    del 7 novembre 2011
  • Giulio Cengia
    del 8 novembre 2011
  • Renato Pani
    del 8 novembre 2011
  • Mario
    del 10 novembre 2011