Finalmente Berlusconi si è dimesso, ora dobbiamo davvero voltare pagina

12 novembre 2011 in Politica

Abbiamo detronizzato il satrapo. Finalmente Berlusconi si è dimesso, mantenendo la prima promessa in vita sua: del resto non aveva altra scelta, a chi pensava che mai avrebbe fatto questo passo dico con orgoglio che lo abbiamo costretto noi dell’opposizione, mantenendo la schiena dritta e logorando la sua squinternata maggioranza. L’Italia è stata liberata dalla sua ingombrante presenza: dopo tre anni e mezzo di dura ma inesorabile opposizione, sul bunker sventola bandiera bianca. È un momento storico per le sorti del Paese e non bisogna abbassare la guardia.

 

Come alle Termopili, in pochi spartani ci siamo opposti a molti cortigiani e la ragione di chi antepone il bene comune all’interesse di parte alla fine ha prevalso, sbaragliando le truppe del tiranno. Ora però non bisogna ripetere gli errori commessi da altri in passato, l’IdV continuerà a battersi affinché il conflitto di interessi, le leggi ad personam, la casta dei privilegiati, il “Porcellum” e il clientelismo delle cricche siano un vecchio ricordo. Per traghettare il Paese fuori dalla crisi il Parlamento deve tornare ad essere un palazzo di vetro in grado di occuparsi delle vere priorità, a partire dai tagli ai costi della politica, dalla lotta alla corruzione, all’evasione e alla speculazione finanziaria e dalla riforma della legge elettorale per la quale abbiamo raccolto 1 milione e 200 mila firme. Bisogna ricostruire il Paese e invertire la rotta che ci ha portati sull’orlo del disastro. Quel che resta della maggioranza ha appena approvato la legge di “instabilità”, una manovra inutile ai fini della crescita e dannosa sul piano della giustizia sociale. Noi abbiamo votato contro un provvedimento che penalizza i cittadini onesti invece di presentare il conto della crisi a chi l’ha causata. È il colpo di coda del Caimano, ora servono riforme all’insegna dell’equità e della crescita: ai mercati, all’Ue ma anche agli indignati bisogna fornire subito risposte concrete.

 

Siamo pronti ad assumerci anche stavolta le nostre responsabilità e ci auguriamo che un nuovo Esecutivo duri il periodo necessario ad affrontare e risolvere l’emergenza, tuttavia non accettiamo che un Governo tecnico possa commissariare la politica a tempo indeterminato: in democrazia sono i cittadini a scegliere da chi farsi rappresentare. Pertanto lo ribadisco, aspettiamo con fiducia di capire cosa vuol fare l’imminente Governo Monti. Siamo tutti in attesa conoscere la squadra e il programma del nuovo Esecutivo, la consultazione che avremo domani con il Presidente Napolitano sarà decisiva ma, sia chiaro, non sosterremo mai politici provenienti dall’ormai ex maggioranza di centrodestra. Vigileremo, anzi, affinché questa fase non serva a lanciare il salvagente a Berlusconi, che ora non può permettersi di dettare condizioni come invece sta cercando di fare. Impediremo che quanto stiamo cacciando fuori dalla porta rientri dalla finestra: bisogna creare le condizioni per mettere in cassaforte questa vittoria, che appartiene anzitutto ai milioni di italiani che non si sono mai riconosciuti in questo Governo fallimentare. Noi chiederemo precisi obiettivi e scadenze al nuovo Esecutivo, valutando i singoli provvedimenti nell’interesse degli italiani e auspicando che si torni alle urne prima possibile con una nuova legge elettorale e un’alleanza forte di centrosinistra in grado di guidare l’alternativa di Governo.

 

Con le dimissioni di Berlusconi finisce la Seconda Repubblica, dobbiamo entrare in una nuova fase e voltare davvero pagina. Daremo, come sempre, tutto il nostro contributo per archiviare il berlusconismo, insieme alle forze vive del Paese, e ricostruire il tessuto economico-sociale, tutelando le fasce più deboli e restituendo centralità ai cittadini. È cominciata la ricostruzione, ora bisogna rimboccarsi le maniche e tenere gli occhi aperti.

Finalmente Berlusconi si è dimesso, ora dobbiamo davvero voltare pagina

7 Commenti

    1. Nicola Pacelli scrive:

      Non penso sia finito! Ha tanto potere, condiziona tantissimi parlamentari, ha messo i suoi uomini nei posti più delicati delle Istituzioni, ha tante TV, media! No, condizionerà sempre, finchè avranno tanto potere lui e i suoi figli i suoi amici e soci, la vita politica italiana!

    2. Il governo tecnico, caro Felice, è innanzitutto una sconfitta della politica. Ma con questo governo Monti abbiamo molte opportunità che non dobbiamo perdere. Si possono fare le riforme che i politici di tutti i partiti non siete mai riusciti a fare: diminuzione dei parlamentari, stop ai privilegi delle caste, riforma elettorale ecc… NON DIMENTICHIAMO ANCHE CHE BERLUSCONI COME E’ ENTRATO IN POLITICA PER DIFENDERE LE SUE AZIENDE HA DECISO DI USCIRE DALLA POLITICA PER SALVARE LE SUE AZIENDE CHE PERDEVANO IN BORSA SINO AL 12%. Adesso è il momento di responsabilità e capacità nuove. Con le dimissioni di Berlusconi mi auguro che anche noi finalmente acquisiamo un linguaggio nuovo. Da domani mi auguro che finalmente anche i tuoi comunicati siano diversi. Con stima. NON NE POTEVAMO PIU’.

    3. Luciana scrive:

      Abbiamo un grande Presidente che conosce la politica ed ha saputo fare una mossa strategica. Ora ai partiti resta di lavorare con coesiione, con elasticità mentale e cercare la chiarezza e coerenza. Supportate il governo tecnico preparando un programma per le elezioini credibile e concreto. Ma ora è importante che vengano fatte riforme per mantenere a galla l’Italia Io sono patriottica e non accetto che per personalismi o sedie che non si vogliono perdere si facciano mosse sbagliate .Finalmente se ne è andato ,andato. Speriamo che non intralci più. Ora a voi il vostro dovere.Luciana

    4. [...] Finalmente Berlusconi si è dimesso, ora dobbiamo davvero voltare pagina [...]

    5. antonio scrive:

      Non facciamo l’errore di sentirci salvi solo perchè il Cavaliere è stato ( giustamente ) disarcionato. Un Governo presieduto da un tecnico consentirà certamente di fare quelle riforme e quegli interventi di cui il Paese ha bosogno. Di contro, il Neo Senatore Professor Monti, senza nulla togliere al suo prestigio, rappresenta comunque i poteri forti, le banche, la finanza che pensa solo a speculare. Speriamo, e Voi avete questo compito, che le riforme strutturali non ricadano, come sempre, sulla fascia più debole degli italiani.

    6. claudia michelesi scrive:

      Spero che si faccia una patrimoniale valida: partire da 90000 euro di reddito è già scorretto. Bisogna partire da redditi anche inferiori se vogliamo abbassare le tasse per le imprese e per i singoli e far ripartire l’econimia. Conto sull’IDV perché non si privilegino sempre i più ricchi. Inoltre ritengo che si debba agire sull’evasione fiscale e su chi ha i soldi allìestero.
      Quello che apprezzo dell’IDV è che tende – almeno lo spero – ad un maggiore ascolto dei cittadini. Arriveremo mai ad una forma di vero bilancio partecipativo e di democrazia diretta?

    7. Giada scrive:

      Si dovrebbe ad iniziare di far guadagnare di almeno 1/3 meno i parlamentari, non si capisce il perchè un deputato regionale tipo Sicilia debba prendere come emolumento più di Obama. Patrimoniale per redditi over 60.000 Euro. Tassazione per tutte le transazioni finanziarie. diminuire al 5per mille le donazioni alle varie chiese, e se qualcuno lascia in bianco che vada allo stato. O si tengono le regioni o si tengono le province, bisogna scegliere, non si può tenere entrambi!!!

    8. La notizia buona è che SB è stato finalmente costretto a dimettersi, quella cattiva è sono stati i mercati a costringerlo e se il governo tecnico si limita a tagliare diritti, salari, senza lotta all’evasione, taglio di province e di enti inutili, tagli stipendi parlamentari e vitalizi, non faremo reali passi in avanti e saranno sempre gli stessi a pagare.
      Dobbiamo impegnarci al massimo affinché il nuovo governo si impegni nei settori che noi riteniamo prioritari per i cittadini.
      Sarà molto difficile perché l’agenda delle priorità neoliberali e dei grandi capitali finanziari è diversa da quella dei cittadini che chiedono lavoro, tutela, difesa dell’ambiente e dei più deboli

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