Il ministro Clini non promette nulla di buono

23 novembre 2011 in Ambiente, Basilicata

In un paese civile non è possibile morire per la pioggia. In diverse zone dell’Italia, dal Piemonte alla Sicilia, sono morte da settembre a oggi 32 persone a causa delle alluvioni.

Del resto, il governo Berlusconi, nei suoi tre anni e mezzo di sciagurata gestione, ha tagliato del 90 per cento i fondi del ministero dell’Ambiente, con conseguenze rilevanti soprattutto per la messa in sicurezza del territorio.

Chi sperava in un’inversione di tendenza del governo Monti rispetto alle pessime politiche di Berlusconi e della Prestigiacomo, non ha al momento di che gioire.

Il neoministro Clini, ieri in audizione in Commissione Ambiente del Senato, si è semplicemente limitato a scattare una fotografia dello stato dell’arte senza indicare una sola soluzione ai problemi. Eppure lo stesso Clini per 20 anni è stato direttore generale del ministero dell’Ambiente. Oggi ha fatto parzialmente marcia indietro in un’intervista a Sky, ma resta il dato che nella sede istituzionale competente non si è sbilanciato su nulla. La sua audizione, tra l’altro, avveniva proprio nelle ore in cui Messina e provincia vivevano l’ennesima catastrofe che ha procurato, fino a ora, tre vittime.

Per risolvere i problemi del dissesto idrogeologico non si  può contare soltanto sullo 0,41% del bilancio dello Stato, nè limitarsi a un elenco generico di buoni propositi. Non basta. Da un ministro dell’Ambiente ci aspettiamo che abbia in mente i provvedimenti da prendere con l’immediata indicazione dei soldi che servono e dove si vanno a recuperare.

Quello che purtroppo il precedente governo non ha mai voluto capire è che prevenire, nel caso del dissesto idrogeologico, è molto meglio che curare. Negli ultimi 30 anni i danni procurati dalle alluvioni ammontano a 50 miliardi di euro (e ben 3500 morti). Per mettere in sicurezza il territorio, con procedure di appalto trasparenti e a norma di legge, ne sarebbero serviti molti di meno pensando prioritariamente al bene del Paese. Gestire l’emergenza, invece, consente di agire nell’immediato con processi diversi che alimentano, e l’inchiesta sul terremoto dell’Aquila ne è esemplare dimostrazione, corruzione e clientele.

I dati parlano chiaro: in Sicilia, tanto per restare agli ultimi drammatici eventi, il 70% dei comuni ha al suo interno aree a rischio idrogeologico. Se estendiamo il dato all’Italia, abbiamo addirittura l’82 per cento dei comuni italiani a rischio idrogeologico e/o sismico.

Poi ci sono le omissioni. Gli alluvionati della mia Basilicata, ad esempio, attendono ancora di sapere se e quando avranno i soldi per riparare i danni dell’alluvione del marzo scorso.

Insomma, alle tante criticità, che il neoministro conosce perfettamente, non è stata data una sola risposta concreta. Non sappiamo nemmeno cosa Clini andrà a dire a nome del governo alla conferenza di Durban in programma nei prossimi giorni sui cambiamenti climatici. Per il titolare dell’Ambiente si tratta del secondo passo falso in una settimana. Poche ore dopo il giuramento da ministro, infatti, aveva auspicato il ritorno del nucleare in Italia e solo l’intervento mio e di Di Pietro lo hanno indotto a un frettoloso e parziale passo indietro. Se il buongiorno si vede dal mattino, non è una bella giornata.

Il ministro Clini non promette nulla di buono

8 Commenti

    1. antonio scrive:

      Occhi aperti Senatore, questi non sono meno pericolosi di quelli che li hanno preceduti…….L’IDV si è assunto un gravoso impegno, quello di fare le sentinelle…..allora allerta!!!!!!!!!

    2. Giada scrive:

      Mi sa che questo governo Monti ha iniziato ad avere meno consensi di quelli che aveva ad inizio… sta mostrando tutte le sue carte e quello che vedo non è che mi convinca molto.

    3. MAURIZIO scrive:

      IO TROVO QUESTO GOVERNO MOLTO LENTO,LENTISSIMO,COSA STANNO TRATTANDO SOTTO BANCO? COSA SI DARA’ A BERLUSCONI IN CAMBIO DEL SUO APPOGGIO?

    4. giovanna perolari scrive:

      Tutto vero però non possiamo e sopratutto non dobbiamo dimenticare che la regione Sicilia ha goduto e gode di ingenti risorse e finanziamenti di cui i cittadini ben poco hanno goduto. E impensabile che in tempi di crisi una regione goda di tali privilegi senza che se ne veda alcun beneficio nel territorio. bisogna dire basta, tutti devono fare la propria parte senza difese di campanilismo. .

    5. Enzo Maria Turco scrive:

      Carissimo Senatore. Intanto desidero ringraziarLa nel renderci partecipi dello svolgimento della difficile gestione della Cosa Pubblica. Vorrei permettermi di esprimere un semplice esempio per poter offrire la mia fiducia, quella di un semplice e sconosciuto cittadino, al nuovo Governo. Sicuramente da un pezzo grezzo di marmo ci vorrà la genialità dello scultore per realizzare l’opera d’arte. Dunque, deve modellare il pezzo stesso e renderlo armonioso. Allo stesso modo, a proposito di “bella giornata”, penso sia opportuno poter suggerire al Primo Ministro, che questo Governo avrà bisogno di smussare gli angoli per renderlo accettabile prima che si rimetta a piovere e safrà difficile contenere gli argini. Grazie per i Suoi (e dell’IdV) interventi salutari di un Paese che stenta a risollevarsi.

    6. nestore del boccio scrive:

      Caro Belisario, non si puo’ valutare un governo dopo 4 giorni.
      Le responsabilità berlusconiane sono enormi; pero’ sappiamo bene che esse si estendono a più livelli: sia politici che amministrativi. E non tutta la sinistra è immune da queste colpe, e, bisogna dire, come nel caso della Sicilia, le responsabilità, compresi i dissesti del territorio, vanno ascritte se non a tutta a buona parte della classe politica regionale e locale. Chiediamoci: essendo una regione a statuto autonomo, come vengono gestiti tutti i soldi che prendono? Sappiamo bene degli stipendi altissimi che si attribuiscono, e come sono gestiti gli appalti, e le varie funzioni amministrative :carenti nei rilievi tecnici e negli organismi preposti, nonostante le migliaia di soggetti infornati nei vari settori tecnici, spesso con funzioni parassitarie. A livello politico va bene il ruolo di denuncia e di “sentinella” ma occorre formulare progetti, altrimenti, quando terminerà il mandato dell’attuale governo, ci ritroveremo sempre “punto e a capo”, senza nulla da offrire agli elettori: nè coalizione politica e nè progetti credibili. Avrei preferito come tanti le elezioni, ma, in un momento criticissimo per la nazione, il centrosinistra si è fatto trovare impreparato. Il patto di Vasto, soprattutto da parte del Pd, è stato solo un atto tattico non avendo una coesione interna. Infatti ha accettato la scelta di Napolitano rinviando la risoluzione interna di una posizione in fibrillazione con la parte che vuole Casini, contraria all’Idv e Sel. Saluti.

    7. Maria scrive:

      Vorrei ricordare che l’ex presidente Berlusconi ha governato non solo tre anni sciagurati, ma ben 17 di anni ….facendo solo Dio sa cosa, ma non certo il bene del Paese.

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  • antonio
    del 23 novembre 2011
  • Giada
    del 23 novembre 2011
  • MAURIZIO
    del 24 novembre 2011
  • giovanna perolari
    del 24 novembre 2011
  • Enzo Maria Turco
    del 24 novembre 2011
  • nestore del boccio
    del 24 novembre 2011
  • Maria
    del 24 novembre 2011
  • Eligio
    del 25 novembre 2011