Sulle frequenze tv una vittoria dei cittadini

17 dicembre 2011 in Economia, Informazione, Italia dei Valori, Politica

Non che avessi dubbi, ma oggi posso rivendicare con orgoglio che l’Italia dei Valori è sulla strada giusta. Aver contestato sin dall’inizio l’iniquità di questa manovra, pur costandoci attacchi trasversali dal mondo politico, ha prodotto un risultato importante per i cittadini: è probabile che i grandi editori televisivi, infatti, debbano rinunciare al regalo di Natale. Ieri il governo ha accolto alla Camera l’ordine del giorno dell’IdV, in cui si chiede l’annullamento del cosiddetto ‘beauty contest’, ovvero del meccanismo perverso che regala ben sei frequenze digitali a Rai, Mediaset e Telecom. Con questo passaggio  potrebbe essere annullato una volta per tutte.

Non penso, infatti, che Monti abbia voglia di mettere in discussione la sovranità del Parlamento, e, finalmente, le frequenze saranno messe all’asta “a titolo oneroso”.

Quanto se ne ricaverà non è certo, ma l’obiettivo di quattro miliardi di euro non è impossibile. Si impedisce così un latrocinio ai danni dello Stato e si individua una risorsa alternativa per ridurre il peso della manovra dalle spalle degli italiani.

Ciò dimostra che non era propaganda affermare, come ha fatto l’IdV, che prima di andare a colpire le fasce deboli, questo governo avrebbe potuto prelevare da fonti diverse. C’erano mille altri modi di fare questa manovra e il passaggio di ieri ne è la dimostrazione, nero su bianco.

Contro la vergogna del regalo delle frequenze ai soliti noti, io e il capogruppo del mio partito alla Camera, Donadi, abbiamo scritto una lettera al ministro  Passera. A denunciarlo più volte anche il presidente Di Pietro: il ‘beauty contest’ è solo un regalo ai signori dell’etere, Berlusconi in primis. Un conflitto di interessi celato dalla firma di un tecnico. O, ancora peggio, un accordo governo – Pdl per un consenso politico che non deve appartenere all’esecutivo di tecnici in carica.

Giovanni Valentini oggi su Repubblica, a proposito di frequenze tv, parla di “vittoria della ragione”. Condivido pienamente la sua analisi, ma preferisco parlare, piuttosto, di “vittoria degli italiani”. Non si possono chiedere, infatti, sacrifici alla povera gente mentre, per meri interessi di parte e di portafoglio, si regalano miliardi ai potenti dell’editoria, tra i quali l’ex presidente del Consiglio.

Per fortuna il governo sembra voler invertire la rotta, dopo la pressione dell’opinione pubblica e di un’opposizione intransigente come la nostra, che non si è arresa alla contraddizione  di una “manovra iniqua da votare a tutti i costi”. Posso rivendicare con orgoglio che l’IdV non ha mai abbassato la guardia per difendere il sacrosanto diritto degli italiani ad essere ascoltati in Parlamento e continueremo a farlo.

Adesso il governo faccia la sua parte e, se crede davvero nell’ingiustizia del ‘beauty contest’ e vuole conquistare, oltre alla credibilità internazionale, la fiducia dei cittadini che hanno diritto e bisogno del buon esempio delle istituzioni, si muova senza perdere altro tempo. L’Italia dei Valori, come ha ribadito Di Pietro oggi, sarebbe disponibile a votare domani un decreto legge in tal senso.

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