Il ministro Severino parta col piede giusto: la priorità è la lotta alla corruzione

30 dicembre 2011 in Giustizia, Politica, Sicurezza, Sociale

Appena tre giorni fa, mi appellavo al governo perché desse una risposta all’esortazione del presidente della Corte dei Conti, Giampaolino, il quale chiedeva misure immediate contro la corruzione che ogni anno erode 60 miliardi dai conti pubblici. Ed ecco che oggi il ministro Severino sembra risponda con puntualità e zelo. Al contrario di Mario Monti, che nella conferenza stampa di fine anno ha lanciato soltanto slogan per oltre due ore e mezza, senza fare un solo accenno ai contenuti delle misure che intende prendere, al ministro della Giustizia Paola Severino è bastata una sola intervista, al Corriere della Sera di oggi, per annunciare quello che sarà il suo programma nell’immediato. Si parte dalla lotta alla corruzione e si prosegue con la rielaborazione dell’abuso di ufficio per arrivare a un più rapido svolgimento del processo civile. Ma la Severino, pur ammettendo che alcuni dettagli sono ancora allo studio, ha già le idee piuttosto chiare e fa capire che il ddl presentato dal nostro responsabile Giustizia, Luigi Li Gotti, al Senato, può essere una buona base di partenza. Poi, ovviamente, la Severino ci metterà del suo e noi, su questo tema, saremo ben lieti di darle una mano.

Ciò dimostra quello che andiamo dicendo dal primo giorno del governo Monti: nessuna preclusione preconcetta, il momento è complicato e dobbiamo tutti fare sacrifici e passi indietro, ma un conto è votare un decreto che conserva i privilegi delle caste e aumenta le tasse punendo i soliti noti, un conto è ragionare su rigore, equità e crescita se questi tre elementi sono presenti allo stesso modo in ogni provvedimento.

Aggiungo che, a mio parere, la lotta alla corruzione e un processo civile più rapido sono materie di sviluppo e di aiuto alla concorrenza. La lotta alla corruzione consente alle imprese di essere tutte uguali di fronte agli appalti pubblici e di offrire servizi ai cittadini sulla base della migliore offerta, non della migliore mazzetta. Un processo civile troppo lento impedisce a molte imprese straniere di venire in Italia perché, in caso di contenziosi attualmente lunghissimi, l’investimento diventa troppo rischioso.

Anche le altre misure annunciate dal ministro vanno nella giusta direzione. L’inasprimento del reato di abuso d’ufficio, ad esempio, accompagnato dagli altri provvedimenti, è un ottimo deterrente alla corruzione così come la razionalizzazione degli edifici giudiziari consentirà di risparmiare risorse che potranno essere destinate al comparto, in sofferenza da tempo a causa dei tagli lineari di Tremonti negli ultimi anni.

La prof. Severino è partita dal sovraffollamento delle carceri, adesso passa alla corruzione ed al processo civile. Le proposte dell’IdV sono in Parlamento da inizio legislatura, le utilizzi come contributo di proposte per migliorare il sistema della giustizia italiana ormai al collasso.

Il ministro Severino parta col piede giusto: la priorità è la lotta alla corruzione

2 Commenti

    1. GI lab scrive:

      Le principali proposte di Transparency – Italia:

      1 L’adozione di speciali Codici di Condotta per i membri del Parlamento e del Governo (e degli enti locali)
      2 L’istituzione di un’Autorità Anticorruzione indipendente, stabile, efficace, come previsto dalle convenzioni UNCAC, OCSE e dal GRECO;
      3 L’introduzione di protezioni efficaci per coloro che segnalano negligenze e malversazioni (vedette civiche) come stabilito nell’ultimo G20
      4 Introduzione dei Patti di Integrità – studiati da Transparency International – nei bandi di gara pubblici. La mancata sottoscrizione o il mancato rispetto dell’impegno comportano l’automatica esclusione dalla gara per il concorrente;
      5 La ratifica e l’implementazione della Convenzione Civile e Penale sulla Corruzione del Consiglio d’Europa;
      6 L’approvazione del Disegno di Legge anticorruzione con le correzioni coerenti agli impegni internazionali.

    2. Franco R. scrive:

      Lettera aperta al Ministro della Giustizia Paola Severino sulla Professione Forense

      Signor Ministro

      in questo mese grazie al Suo intervento sono sicuro che cambieranno diverse cose nel Sistema Giustizia italiano.
      Con la presente lettera Le chiedo di intervenire sul problema dell’accesso alla professione forense, in quanto come è noto i meccanismi di ingresso sono basati su logiche che prescindono da un concreto accertamento delle capacità ed attitudini dei candidati. Un esame basato su valutazione discrezionale, insindacabile nel merito da parte dei Tribunali Amministrativi Regionali, scevra da obblighi di motivazione e finalizzata a falciare il numero degli ammessi a beneficio dei potenti, della massoneria, dei figli di papà è una vergogna che il Legislatore italiano dovrebbe abolire. Chiedo una prova trasparente verificabile e idonea. Vorrei che questo Governo si preoccupi di garantire ai praticanti ammessi al patrocinio l’esercizio alla professione seppure parziale per un periodo di tempo che superi i 6 anni.
      La prego di leggere i siti che le propongo. Grazie.

      Franco R.

      1
      http://www.lavocedirobinhood.it/Articolo.asp?id=143&titolo=ESAMI%20DI%20AVVOCATO%20A%20MILANO:%20UNA%20FARSA

      2
      http://www.altalex.com/index.php?idnot=7692

      3
      http://www.facebook.com/group.php?gid=46949574565&v=wall#!/group.php?gid=46949574565&v=info

      4
      http://www.malagiustizia.eu/dossier%20malagiustizia.htm

      5
      http://www.praticalegale.it/forense/archivio/ddl7178.htm

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  • GI lab
    del 2 gennaio 2012
  • Franco R.
    del 24 gennaio 2012