E’ recessione! Per rilanciare la produttività servono investimenti e posti di lavoro

15 febbraio 2012 in Economia, Italia dei Valori, Lavoro, Senza categoria

Nel nostro Paese c’è un tasso di corruzione pari a quello della Macedonia, siamo messi peggio persino del Ruanda. Tra inaffidabilità, lentezza e tortuosità delle procedure, l’Italia può vantare una burocrazia kafkiana. La criminalità organizzata è la prima industria del Paese, non conosce crisi e mette in ginocchio le imprese oneste. L’instabilità e l’inadeguatezza del quadro politico, in particolare negli ultimi venti anni, rappresenta un enorme fattore di rischio per le aziende. In Italia si dovrebbe lavorare per eliminare queste autentiche piaghe. Invece, il Governo ha individuato il macigno che blocca gli investimenti: l’articolo 18.

Se vogliamo discutere seriamente di riforma del mercato del lavoro noi siamo pronti, le nostre proposte le abbiamo presentate da tempo. Se invece qualcuno vuol far credere che le difficoltà del Paese dipendono dalle tutele dei lavoratori, che la recessione economica, appena certificata dall’Istat, è causata da diritti faticosamente conquistati dopo quarant’anni di lotte, allora troverà la strada sbarrata. Ci opponiamo fermamente a qualunque ipotesi di cancellare l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori perché sancisce un principio fondamentale: non si può essere licenziati senza giusta causa.

Non si può affrontare la crisi economica eliminando le più basilari garanzie dei lavoratori e aumentando di fatto il numero di licenziamenti. Cominciamo piuttosto a parlare di come promuovere la produttività, di come favorire nuove assunzioni. E partiamo dai veri ostacoli che frenano gli investitori esteri: corruzione alle stelle, una burocrazia da sabbie mobili, l’enorme giro di affari della criminalità, ma anche l’inadeguatezza delle infrastrutture, l’insostenibile pressione fiscale, i ritardi nei pagamenti alle imprese da parte della pubblica amministrazione e le difficoltà di accesso al credito.

Sono questi i nodi da risolvere se vogliamo occuparci dello sviluppo economico, di crescita e competitività. Una riforma del mercato del lavoro seria e condivisibile può mai risolversi nella cancellazione di un diritto sacrosanto? Non è certo con questo colpo di penna a danno dei lavoratori onesti che si corregge un dato allarmante: nel 2011 abbiamo perso centinaia di miliardi di euro di investimenti stranieri, che sono drasticamente calati del 53%. Da questo punto di vista siamo penultimi in Europa, davanti alla sola Grecia. Allora è chiaro che per rilanciare la produttività serve una riforma strutturale, basta parlare di articolo 18: abbiamo presentato in Senato una mozione in tal senso, farà da cartina di tornasole per capire chi vuole davvero tutelare lavoratori e imprese e chi invece approfitta della crisi per scatenare una battaglia ideologica dalla quale, di sicuro, uscirà sconfitto un Paese già in ginocchio.

E’ recessione! Per rilanciare la produttività servono investimenti e posti di lavoro

2 Commenti

    1. Giacobino scrive:

      Approvo in pieno.

      Ma a tutelare l’articolo 18, non dovrebbe esserci anche un partito che si dice erede del vecchio e glorioso PCI? Che fine ha fatto?

    2. [...] E’ recessione! Per rilanciare la produttività servono investimenti e posti di lavoro [...]

    3. Giada scrive:

      Non si può sempre fare tagli lineari lo fa lo stato che dice di avere troppi dipendenti pubblici lo fanno le imprese che vedono, in altri stati in cui il reddito procapite è di molto inferiore al nostro, una manna scesa dal cielo. Lo si deve smettere con questo articolo 18 e si pensi agli investimenti per fare partire l’occupazione, magari tagliando a metà il costo degli aerei invece di 1/3

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E’ recessione! Per rilanciare la produttività servono investimenti e posti di lavoro

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