Sos Basilicata

27 febbraio 2012 in Ambiente, Basilicata, Politica, Politica e Valori

Oggi l’Europa scrive l’ennesimo fallimento delle politiche emergenziali tipicamente italiane. Anni che hanno trascinato il Paese in una profonda crisi economica, sociale, culturale, ambientale e, prima di tutto, etica.  Non mi stupisce, allora, ma mi rammarica, la procedura d’infrazione che oggi la Commissione europea ha aperto nei confronti dell’Italia per almeno 102 discariche “non a norma”, ovvero non conformi alla direttiva Ue del 1999, di cui tre di rifiuti pericolosi. Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna e Umbria, le Regioni interessate.

E parliamo solo di discariche “esistenti”, cioè di discariche a cui era stato concesso un permesso o che erano già operative al momento della trasposizione della direttiva e che l’Italia doveva “solo” regolarizzare. Se apriamo il capitolo di quelle “non esistenti”, ovvero delle discariche che non hanno i requisiti per essere definite tali ma che vengono usate come “luoghi di abbandono illegale o non controllato di rifiuti”, c’è da rabbrividire. Solo la Basilicata, secondo il Corpo Forestale dello Stato, ne ha contate ben 152!

Tutta colpa di un approccio miope e sbagliato alla gestione dei rifiuti che ha portato la Basilicata ad una  criticità allarmante. Denuncio da tempo l’emergenza ambientale in cui si trova la mia Regione nell’indifferenza, se non nella complicità, di una politica locale assente che sta trasformando la Basilicata nella pattumiera d’Europa.

Un altro esempio è il silenzio con cui si consente a grossi gruppi come l’Eni di scherzare con la pelle dei lucani. Sto parlando dei dati sull’inquinamento del Centro Oli Val D’Agri. Come si può pensare che sia l’Eni a controllare il rispetto delle norme ambientali di un polo industriale di sua proprietà? Lo capirebbe anche un bambino che non avrebbe alcun interesse ad autodenunciarsi.

E poi, come se non bastasse, quegli stessi numeri diffusi dall’Eni sono stati contestati in una sede istituzionale qual è il consiglio comunale, al quale hanno partecipato esponenti autorevoli delle istituzioni. Contestati dal consulente tecnico del Comune i risultati dei controlli effettuati, ma anche il sistema stesso dei monitoraggi. Un sistema incoerente, sballato, superficiale, incapace di arrivare a dati certi.
Eppure, di fronte a questa denuncia, fino a oggi, nessuno ha mosso un dito. Una vergogna, se si pensa che in base ai risultati forniti dai monitoraggi vengono applicate le normative europee in materia di diritto all’ambiente e alla salute. Come possono stare tranquilli, allora, i lucani? E come possono lavarsene le mani le istituzioni?
Per questo motivo ho chiesto, in un’interrogazione parlamentare, al ministro dell’Ambiente, Clini, e al titolare del dicastero dello Sviluppo Economico, Passera, di intervenire con l’attivazione di una efficiente e completa rete di monitoraggio affidata a soggetti terzi.

E’ ora di muoversi. Dai rifiuti all’inquinamento, l’Europa ci chiede da tempo di cambiare passo. La politica, soprattutto adesso, ascolti le richieste che vengono dal territorio. Non a caso, e parlo solo della Basilicata, tra le idee più votate su politicaevalori.it c’è proprio la richiesta di chiusura degli impianti inquinanti e il rilancio del turismo. Affinchè il Sud sia volano di sviluppo e non un pozzo senza fondo per gli affari illeciti di tutt’Italia.

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6 Commenti

    1. Gaetano Cantisani scrive:

      Le mafie. Hai ragione ,caro Felice. Ma quando capiranno che in questa regione ci sono anche i loro figli, i loro parenti. Quando avranno finito di inquinare e di “prendere” compensi per il silenzio compiacente, saranno costretti a mangiarsi i soldi, sporchi come la loro coscienza.

    2. Ma l’assessore all’ambiente della provincia di Potenza non è da tre anni del nostro partito? E il gruppo IdV che sta al governo della regione Basilicata più un assessore esterno cosa stanno facendo? (Sono quattro!!!) E’ comodo caro Gaetano prendersela sempre con la mafia per nascondere l’incapacità dei nostri rappresentanti ad operare con efficienza. Tutte le discariche in Basilicata non sono a norma. Basta vedere la moltitudine di uccelli che vi si radunano. Gridare senza operare essendo al governo della regione Basilicata è segno di doppiezza e di ipocrisia. Con amicizia e buona serata.

    3. Laura Bottaro scrive:

      L’Europa chiede L’Europa toglie, quale Europa? Noi chi siamo? Sono sempre tante e solo parole, noi che in Italia consideriamo anche la cultura, i diritti dei lavoratori, la dignità di un popolo alla stregua di spazzatura. Discariche non a norma, rifiuti altamente tossici, inquinamento, miliardi spesi in opere mai finite, miliardi impiegati per opere inutili e dannose, sperperi corruzione ingiustizie perpetrati da anni e anni, ma noi italiani dove siamo? E anche quando una parte decide di fare sentire la sua voce di fare urlare la propria coscienza di cercare un dialogo uno spiraglio di verità si trova davanti ad un muro cieco e sordo se non alla violenza o repressione. Un governo che non da ascolto ai propri cittadini non è degno di rappresentarli. Per troppo tempo abbiamo delegato la responsabilità delle nostre vite ad altri e siamo stati indifferenti a ciò che accade intorno a noi, troppo intenti a curare ognuno le proprie faccende. Questo non è più possibile se davvero vogliamo che qualcosa possa cambiare, ricordiamoci sempre che anche ciò che accade molto lontano da noi, ci coinvolge inevitabilmente, forse è proprio questa la lezione che ci spetta oggi più che mai, nel nostro “civilissimo” inizio di terzo millennio.

    4. donato ginosa scrive:

      Caro felice, la Basilicata poco più di trecentomila anime è più inquinata di Napoli si sono costruite discariche lungo i fiumi vedi quella di Genzano di Lucania. Nella lotta contro l’ampliamento della nuova discarica a ridosso del fiume Bradano sul posto a visionare i luoghi si è visto un solo politico (un consigliere regionale di destra, tieni presente che sempre votato a sinistra), vedi quella di Venosa (costruita nelle immediate vicinanze di vigneti). I nostri politici fanno finta di non conoscere il territorio pensano solo ed esclusivamente ai loro interessi e la regione purtroppo se la sono venduta…………senza che nessuno gli dice niente è tutto un vogliamoci bene.

    5. Senatore Belisario,
      ma in Regione l’Idv non è parte della maggioranza che governa?
      E dunque, cosa avete fatto voi in Regione? Cosa fate?

    6. Giada scrive:

      Dobbiamo sempre essere bacchettati dall’Europa!!! una cosa davvero vergognosa dato che paghiamo dei politici di governo che se ne strafregano. si dovrebbe proibire ad esempio alle industrie anche di continuare a fare sacchetti di plastica, ma solo sacchetti biodegradabili,. Ormai è l’ora che tutti i comuni d’Italia facciano la raccolta differenziata in modo da recuperare i materiali che si possono riciclare tipo lattine di alluminio, vetro, materiale ferroso tipo padelle pentole che ormai sono diventate troppo vecchie, e infine la carta che potrebbe essere riciclata in modo da non abbattere altri alberi.. Rimarrebbe alla fine da smaltire solo il cibo quel poco di pasta che magari rimane foglie di verdura mezze marce, spine di pesci e le bucce della frutta, quindi ben poca roba dato che l’altra verrebbe riciclata… e basta anche alle bottiglie di plastica per l’acqua a meno che non sia plastica riciclabile. Fare della Lucania la pattumiera dell’Europa è un crimine dato che la Lucania era un paradiso di boschi, allora mi chiedo cosa ci stanno a fare questi politici solo per fare saliva in bocca quando si è in parlamento???

    7. [...] qui vi parlavo delle discariche abusive, motivo per cui l’Europa ha aperto una procedura di [...]

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