Ho fatto venire in Senato gli operai Fiat, ingiustamente licenziati a Melfi, a raccontare come funziona il metodo Marchionne

15 marzo 2012 in Economia, Politica

Nello stesso giorno in cui il ministro Fornero è venuta a riferire in Aula sulla Fiat, io ho fatto venire in Senato gli operai di Melfi ingiustamente licenziati, reintegrati dalla Corte d’Appello di Potenza ma a cui la Fiat impedisce di tornare in fabbrica. Prima le parole deboli del ministro, un’informativa insufficiente, reticente e goffamente rassicurante nei confronti del Parlamento, poi la conferenza stampa degli operai, una testimonianza forte di come non si vive sotto la dittatura di Marchionne.

Perché, come ho già detto altre volte, nel mondo Fiat i doveri sono di serie, ma il diritto è un optional. C’è la pretesa padronale di Marchionne di cancellare le regole, di azzerare il contratto nazionale, di resettare anni di conquiste sindacali. Se ci stai, bene, altrimenti sei fuori. Una bruttissima realtà d’altri tempi raccontata chiaramente da Giovanni Barozzino e Marco Pignatelli, due dei tre lavoratori licenziati a Melfi (il terzo, Antonio Lamorte, era assente per motivi di salute) che oggi sono venuti a raccontare in Senato come funziona il metodo Marchionne.

Sono uomini, prima ancora che lavoratori, che chiedono solo il rispetto dei loro diritti e della loro dignità, che vogliono solo tornare alla normalità. Fiat non lo consente e sapete perché? Perché sono operai iscritti alla Fiom e questa,  nella più importante realtà industriale italiana, è una colpa che non si perdona. Il caso di Barozzino, Pignatelli e Lamorte è emblematico di come nel nostro Stato la legalità sia un principio ancora da conquistare.

E qui toccherebbe al governo intervenire, per pretendere il rispetto di diritti che sono scritti nella nostra Costituzione. Toccherebbe al governo ricordare a Fiat che è ancora in debito con lo Stato e che non solo non deve permettersi di ignorare le regole, ma non può nemmeno pretendere di alzare la voce. Per questo ho presentato insieme alla senatrice Carlino un’interrogazione al governo per sapere cosa intenda fare per garantire il rispetto dei diritti costituzionali negli stabilimenti Fiat, per questo ho chiesto e chiedo al ministro Fornero di mandare gli ispettori del lavoro a verificare i comportamenti vessatori e ingiustificati della Fiat negli stabilimenti, a constatare nelle fabbriche quelle che sono inadempienze gravissime e che rappresentano la violazione di elementari ma fondamentali diritti costituzionali.

Aspetto risposte e le aspetto sotto forma di fatti chiari, di inizative forti. Non sappiamo che farcene di una informativa come quella di oggi, un intervento vuoto e senza alcun accenno alle questioni più preoccupanti: produttivita’, difesa dei posti di lavoro, rispetto dei diritti e rilancio degli stabilimenti. Continueremo a dare battaglia, a stare in trincea accanto agli operai perché l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro e questo nessuno deve mai dimenticarlo.

Di seguito trovate il video del mio intervento ed un resoconto della conferenza:

 

Ho fatto venire in Senato gli operai Fiat, ingiustamente licenziati a Melfi, a raccontare come funziona il metodo Marchionne

5 Commenti

    1. Giuseppe Carbone scrive:

      Mi piacciono le tue iniziative ma le rovini usando termini eccessivi più roboanti e retorici che veritieri. Dire della relazione della ministro Fornero. UNA INFORMATICA RETICENTE E GOFFAMENTE RASSICURANTE e parlare della DITTATURA DI MARCHIONNE queste sì sono espressioni goffe e sprezzanti. Se per caso la Cassazione darà ragione alla Fiat voglio sentire così direte dei giudici.
      Il torto e la ragione non si dividono con la scure.

    2. Giada scrive:

      La Fiat è in debito con lo stato Italiano, con gli aiuti che negli anni della Democrazia, ha ricevuto come il regalo delle fabbriche Lancia e Alfa Romeo… per non parlare la costruzione dei vari stabilimenti al Sud, sono soldi Nostri pagati con le nostre tasse, adesso non venga un tal Marchionne a fare il dittatoriello imponendo dei DIKTAT

    3. Giacobino scrive:

      Ben fatto e ben detto.

    4. [...] Ho fatto venire in Senato gli operai Fiat, ingiustamente licenziati a Melfi, a raccontare come funzi… [...]

    5. Gianluca scrive:

      Purtroppo il problema non è solo alla Fiat, ci sono decine di sentenze di reintegro per nullità dei termini dei contratti (somministrazione fraudolenta di lavoro) non rispettate dalle aziende. Lo Stato è succube perchè non riesce neanche a far rispettare le sentenze dei propri giudici.

    6. comunista scrive:

      Ottima iniziativa . Bravo . Speriamo non resti un’iniziativa isolata, perchè sarebbe ricordata come promozionale .
      Si ricordi della differenza fra politica e propaganda .
      PERSEVERARE, PERSEVERARE e PERSEVERARE .
      Buon Lavoro .

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Ho fatto venire in Senato gli operai Fiat, ingiustamente licenziati a Melfi, a raccontare come funziona il metodo Marchionne

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