Dal Governo la cura dei salassi: via l’articolo 18, intatto il precariato e welfare sempre più scadente. Bel lavoro…

6 aprile 2012 in Lavoro

La tanto attesa riforma del lavoro è arrivata ma ad insaputa dei mercati, visto il rapido risalire dello spread che vola ancora verso i 400 punti. Imperterrito, il premier ha lodato se stesso e il Ministro del lavoro, ha bacchettato le parti sociali e, dopo aver millantato una grande apertura al confronto, appena ha sentito la parola “Parlamento” come al solito ha messo mano all’ipotesi di blindare il disegno di legge con la questione di fiducia. Fieri della loro mostruosa creatura, Monti e Fornero l’hanno presentata in pompa magna, sempre ad insaputa della crisi dai risvolti ogni giorno più drammatici, come la panacea per curare tutti i mali. Infatti, per affrontare l’allarmante stato di salute del mondo produttivo, il Governo ha pensato bene di introdurre i licenziamenti facili colpendo l’articolo 18, lasciare intatta l’attuale selva di contratti precari e ridurre ai minimi termini il sistema del welfare. Siamo ai salassi, altro che professori: il premier e il suo braccio destro sembrano due allegri cerusici intenti a fare macelleria sociale in nome della Bce, dei potentati economici e delle varie lobby. Non certo in nome dei cittadini, che con questa pessima riforma perdono le già poche certezze esistenti. Benzina sul fuoco della tensione sociale.

Il pasticcio sull’articolo 18 elimina le tutele ai lavoratori e complica la vita anche alle imprese, che avranno di fronte un aumento dei contenziosi . Di fatto il pilastro centrale dello Statuto dei lavoratori è stato smantellato, perché viene meno il principio in base al quale se c’è un licenziamento ingiusto ci deve essere il reintegro. L’Italia era una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Ora è fondata sull’incertezza, sul precariato a vita, sull’ideologia aristocratica di un Governo politico sostenuto da Alfano,Casini e, purtroppo, anche Bersani. Il Ministro Fornero dice: “Vi licenziano senza giusta causa? Resterete disoccupati e avrete al massimo qualche mensilità di indennizzo”. Come dire: “Non hanno pane? Date loro delle brioches”.

Nessuna prospettiva per i giovani, che continueranno ad essere sfruttati e sottopagati a causa della miriade di contratti atipici esistenti, che non danno possibilità di progettare il proprio futuro e consentono agli imprenditori disonesti di spremere come limoni le nuove generazioni. Il Governo vuole i lavoratori usa e getta, come è accaduto per gli esodati che, grazie al Ministro Fornero, vivono nel limbo della disoccupazione e della impossibilità di andare in pensione. Anche la pseudo-riforma degli ammortizzatori, prevista dal ddl lavoro, lascia sostanzialmente inalterata la platea di chi gode delle protezioni sociali e chi invece ha un’occupazione discontinua e nessun tipo di tutela.

Insomma, chi verrà licenziato senza giusta causa può scordarsi il reintegro, quei pochi che troveranno un’occupazione dovranno rassegnarsi ad una vita precaria e gli strumenti di protezione sociale diventeranno sempre più  insufficienti. Non si crea neanche l’ombra di un posto di lavoro, assolutamente nulla sul piano della crescita e dello sviluppo. Tutto questo, per giunta, sarà realizzato trovando la copertura finanziaria nelle tasche dei cittadini, invece di eliminare gli sprechi della spesa pubblica: bel lavoro davvero…

L’Esecutivo dei tecnici non ha altre ricette, se non quella di tartassare e vessare i contribuenti onesti e le fasce più deboli. La mobilitazione dei sindacati è confermata, la Cgil stima addirittura che il 2012 sarà un anno di licenziamenti di massa e la pazienza è finita da un pezzo. Ci opporremo con ogni mezzo a questa riforma devastante, in piazza e in Parlamento, in nome di tutti quei cittadini che ci chiedono di combattere la corruzione e l’evasione, l’eccessiva pressione fiscale, la burocrazia paludosa, la carenza di infrastrutture e la criminalità organizzata, che sono le cause della recessione e i veri ostacoli agli investimenti. Oltre a questo Esecutivo piovuto dal cielo come una disgrazia per il Paese.

 

Dal Governo la cura dei salassi: via l’articolo 18, intatto il precariato e welfare sempre più scadente. Bel lavoro…

4 Commenti

    1. giacobino scrive:

      Debbo dichiararmi totalmente solidale, siete gli unici in parlamento ad assumere una posizione netta.
      Questo governo nefasto non è piovuto dal cielo, ma dal Colle.

    2. mauro mazzarella scrive:

      A me sembra che questo Governo sia, in un certo senso, la prosecuzione di quello appena liquefatto. B. se ne andato per ritemprarsi e ricaricare le batterie, pronto per la prossima campagna elettorale che, sicuramente, lo vedrà tra i protagonisti a ciarlare contro i comunisti, gli sfascisti dello Stato liberale, cercando di risalire in sella dopo aver lasciato il lavoro “sporco” ad altri che si chiamano: Monti, Fornero, Passera, ecc.
      Intanto lo spread sale, i posti di lavoro scendono, i giovani non trovano lavoro e chi ce l’ha lo perde!!!!!
      Sarebbe meglio che Monti andasse a far compagnia a B., al mare……..

    3. Giuseppe Carbone scrive:

      Come guardate sempre indietro e mai avanti! Berlusconi vi è rimasto nel cervello che automaticamente vi fa usare la stessa terminologia, usata contro di lui,contro Monti.. VIA L’ART. 18… non è vero, E della riforma del lavoro per voi c’è solo l’art. 18.
      E in questo continuo comiziare esagerate, ingigantite e non cogliete il nuovo. La stessa cosa fate con le proposte in parlamento che o non vengono prese in considerazione o sono sistematicamente respinte. E allora non sapendo cosa fare e cosa farci fare raccogliete firme per un referendum che sarà superato dalla rabbia dei cittadini contro i partiti compreso il nostro. Nel frattempo continuate a godere dei pivilegi della casta e dei rimborsi elettorali. Quante contraddizioni!!! Io resterò nel partito per ricordarvele. Buona Pasqua!

    4. Giada scrive:

      Ci dovrebbe davvero una bella rivoluzione, ma gli uomini di adesso non hanno le Pale per poterle fare, ci toccherà subire ingiustizie a più non posso in nome di un liberismo sfrenato

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Dal Governo la cura dei salassi: via l’articolo 18, intatto il precariato e welfare sempre più scadente. Bel lavoro…

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  • giacobino
    del 6 aprile 2012
  • mauro mazzarella
    del 6 aprile 2012
  • Giuseppe Carbone
    del 7 aprile 2012
  • Giada
    del 9 aprile 2012