Rosy Mauro si dimetta da vicepresidente del Senato, lo scandalo non può infangare le istituzioni

7 aprile 2012 in Politica

I vertici leghisti assicurano che faranno pulizia e non vogliono che le Procure o la politica mettano il becco nei loro affari. Ma è in gioco la credibilità della politica italiana, mica quella della Padania che nessuno ha mai preso sul serio! La bufera che si è abbattuta sul Carroccio non può essere risolta nelle chiuse stanze di via Bellerio, dall’inchiesta emerge l’allegro sperpero di soldi pubblici concessi per esercitare un’essenziale funzione democratica, non per pagarsi diplomi e lauree. Beata ignoranza: Bossi assicura di non averne mai saputo niente, ma si è dimesso da segretario. Bene, faccia altrettanto anche Rosy Mauro e lasci la vicepresidenza del Senato, lo scandalo non può trascinare nel fango le istituzioni della Repubblica. La magistratura farà il suo corso, ma ragioni di opportunità impongono un passo indietro da parte di chi ricopre cariche così importanti ed è al centro di una vicenda gravissima, squallida e infamante.

 

La senatrice Mauro è accusata di aver attinto ai rimborsi elettorali della Lega per finanziare il suo Sindacato Padano e pagare auto, vacanze, diplomi e lauree per sé e per un suo intimo amico, che ha anche un contratto al Senato. Siamo passati dal cappio sventolato in Aula alla coppia sistemata a Palazzo Madama. Ce n’è abbastanza per fare un passo indietro e spiegare ai giudici la propria posizione. Ed in passato non si è distinta per particolare conoscenza del Regolamento del Senato

 

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Ora scopriamo che forse tanta foga da parte del vicepresidente del Senato era dovuta al fatto che, trattandosi della riforma Gelmini sull’Università, il tema fosse per lei scottante visto che ha preferito, secondo gli atti dell’inchiesta, prendersi sia il diploma che la laurea con i soldi della Lega. Altro che il Cepu del Trota. Il Presidente della Repubblica ungherese Schmitt si è fatto da parte per molto meno (è accusato di aver copiato parte della sua tesi di laurea). E l’elenco potrebbe continuare a lungo. Non è possibile che solo in Italia le dimissioni debbano rappresentare un tabù!

 

Parlare poi di complotto, di fronte alla mole di accuse e testimonianze raccolte dalle tre Procure di Napoli, Milano e Reggio Calabria, è quantomeno ridicolo. Rosy Mauro si dimetta, chiarisca la sua posizione e poi magari si candidi a presiedere il Parlamento Padano, ma eviti di coinvolgere la dignità delle istituzioni che rappresentano il Paese, anche all’estero. Senato e Camera non possono essere piene di figuri al di sotto di ogni sospetto, dovrebbe essere l’esatto contrario: su chi si occupa della cosa pubblica non deve esserci l’ombra del minimo dubbio, i cittadini hanno il diritto di essere rappresentati da persone di specchiata moralità e integrità. I partiti devono essere case di vetro, le casse dello Stato non possono essere il bancomat che la malapolitica usa per i propri vizi personali. Per questo abbiamo presentato un referendum in grado di eliminare il male alla radice: via il finanziamento pubblico ai partiti e subito una nuova legge elettorale per un Parlamento pulito. È tempo di archiviare la Seconda Repubblica e mandare a casa la casta.

Rosy Mauro si dimetta da vicepresidente del Senato, lo scandalo non può infangare le istituzioni

3 Commenti

    1. Giuseppe Carbone scrive:

      Dimettersi? Quanto mai un parlamentare in Italia (deputato o senatore) si è dimesso ? E quale strumento avete per costringerla alle dimissioni? ( Non siete innocenti sino al terzo grado!) Il Partito la può espellere (cosa impossibile) ma anche in quel caso si rifugia in un partito che l’accoglie . Siamo proprio messi male in Italia. E se non si dimette da senatrice perchè dovrebbe dimettersi da vice presidente del Senato dove siedono condannati per mafia? La casta politica è intoccabile ed è incapace di rinnovarsi e di abolire qualsiasi tipo di legge sui rimborsi elettorali.
      Dopo due miliardi di rimborsi elettorali i cittadini (i precari, i disoccupati, i pensionati , i giovani …) dovrebbero venire con i forconi e cacciare deputati e senatori dalle aule.

    2. Romano scrive:

      Cosa si aspetta ancora per organizzare, anche senza augurabili forconi, una seria manifestazione di piazza contro il finanziamento pubblico ai partiti (anche se gli danno un altro nome), contro l’ attuale legge elettorale, contro la presenza di condannati in parlamento (con la minuscola)? Cosa si aspetta? L’atto di follia del singolo?

    3. Carlo scrive:

      Quello/la è la vicepresidente del senato,
      ma tanto il presidente com’è ? chi è ?
      Sembra di essere in una commedia di Peppino De Filippo .
      Siamo sicuri che ci rappresentano ?
      Auguri a tutti .

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  • Giuseppe Carbone
    del 7 aprile 2012
  • Romano
    del 8 aprile 2012
  • Carlo
    del 9 aprile 2012