Anche l’emiro del Qatar chiede di combattere la corruzione in Italia

16 aprile 2012 in Economia, Giustizia, Italia dei Valori, Politica

Dopo il governo cinese anche l’emiro del Qatar si è detto pronto ad investire in Italia. Ma sapete qual è la condizione che ha posto al presidente Monti? Non la libertà di licenziamento, e neanche di abbassare il costo del lavoro, ma di combattere la corruzione.
Ovviamente il premier per l’ennesima volta ha annunciato un provvedimento sulla materia, ma, ormai da quattro mesi siamo fermi alle chiacchiere. Il ministro Severino tentenna, il presidente Monti nicchia e le urgenze sono considerate altre: controriforma del lavoro e ddl sul finanziamento pubblico ai partiti che non riduce di un centesimo il rimborso.

Come ho detto stamattina a un convegno in Basilicata, alla presenza dei vertici istituzionali e sindacali della regione, i tecnici sono buoni per le università o per dirigere aziende, ma non per governare un Paese in difficoltà come l’Italia. Sono tutti buoni a risanare i conti con le tasse a carico dei lavoratori dipendenti. Un po’ più difficile, invece, scalfire i poteri forti con la lotta alla corruzione e all’evasione che, da sole, basterebbero a rimettere a posto la nostra economia strutturalmente, senza deprimere la domanda interna e senza spingerci in recessione.

A questo punto comincio a pensare che i professori non abbiano idea di come si governa il paese. Certamente ad una maggioranza che non aiuta l’adozione di provvedimenti incisivi si deve aggiungere una buona dose di idee confuse. Se sul rigore i tecnici hanno forse messo i conti a posto (ma le borse soffrono e lo spread sfiora di nuovo i 400 punti), equità e sviluppo sono state lasciate in balia dei mercati. I bocconiani al potere, da iperliberisti quali sono, non hanno alcuna idea di come si possono governare i processi di welfare e di intervento pubblico e stanno combinando pasticci clamorosi, come dimostrano anche i rilievi del centro studi del Senato sulla riforma del lavoro e sull’articolo 18 in particolare.

Per questo, mentre l’emiro del Qatar chiede al governo di intervenire per poter investire in Italia, il ministro Severino fa il pesce in barile e rischia di restare sepolta dalle indagini in corso che rivelano ogni giorno di più quanto sia devastante la corruzione e quanto siano necessarie una serie di norme, quelle sì, in grado di rilanciare il Paese. Dopo il rigore si metta mano almeno allo sviluppo. Ma facciamo presto, tante, troppe famiglie sono già in ginocchio. O nel governo, sulla giustizia, c’è un clamoroso confiltto di interessi?

Anche l’emiro del Qatar chiede di combattere la corruzione in Italia

6 Commenti

    1. giacobino scrive:

      Sono professori in quanto diffondono il pensiero economico/politico dominante, quale che sia e per quanto strumentale e sballato. Almeno, le affermazioni degli scienziati sono soggette a verifica e falsificazione. Senza queste condizioni, la ciarlataneria ha libero campo.

    2. VIRGY scrive:

      Il 1* ministro ns,davvero che ci fa..adesso arriva l’emiro del qatar x ribadire cio’ che gia’ gli italiani dicevano gia’: NON è L?ART:18 CHE SPAVENTA GLI INVESTITORI è LA CORRUZIONE!

    3. Marco Taschetta scrive:

      Il montifornero dovrebbe vergognarsi della pochezza e disonestà intellettuale che da lui stesso emana.

    4. Pasq scrive:

      Salve senatore, volevo chiederLe un parere sulla lettera di dimissioni della signora Lidia Undiemi. Gliela copio&incollo direttamente qui. Di Pietro e Orlando, confessate ai cittadini il vostro appoggio al “governo della finanza”. Mi dimetto dai miei incarichi in IDV.

      Lidia Undiemi – 2 aprile 2012

      Raccontate la verità, gli italiani hanno il diritto di sapere che Italia dei Valori sta appoggiando, soprattutto con il proprio silenzio, la proposta del governo Monti di trasferire 125 miliardi di euro (minimo) ad una organizzazione finanziaria intergovernativa, l’ESM, ambiguamente definita “fondo salva-stati”, che, fra immunità, esenzioni, condoni ed altri privilegi, si propone di concedere finanziamenti agli stati in difficoltà in cambio della possibilità di potere imporre “rigorose condizionalità” da far gravare sulle spalle del popolo.

      Sapete benissimo che la ratifica del trattato ESM (non ancora in vigore) comporterà l’incremento delle politiche di austerity, ossia l’imposizione di ulteriori interventi “lacrime e sangue” che colpiranno soprattutto le fasce più deboli e che metteranno in crisi anche coloro che ancora oggi riescono ad arrivare a fine mese.

      Un obiettivo politico che ovviamente travolgerà anche la vita dei vostri elettori, compresi quelli della sua amata Palermo, prof. Orlando.

      L’IMU? L’art. 18? E’ solo l’inizio.

      Per comprendere la pericolosità di tale scelta, basta semplicemente osservare ciò che è accaduto in Grecia. La Troika ha concesso i piani di salvataggio in cambio di una serie di richieste che per Atene si sono tradotti in cessione di sovranità. Si pensi alle condizioni imposte in materia di tagli alla spesa, ai dipendenti pubblici e alle pensioni. In tal senso, la politica nazionale diventa oggetto di contrattazione finanziaria.

      Appoggiare questa idea di politica europea del governo Monti significa essere contro i lavoratori, gli imprenditori, i giovani, le donne, i bambini e gli anziani.

      Che senso ha “strapparsi i capelli” pubblicamente per dimostrare di essere contrari alla corruzione politica, al potere delle banche, alla riduzione dei diritti dei lavoratori e all’aumento delle tasse e, contemporaneamente, sostenere la creazione di una struttura sovranazionale che pretende di gestire le risorse dei cittadini godendo di immunità di giurisdizione ed altri benefici “di casta”. Tutto ciò agendo fuori dai canali democratici con lo scopo di lucrare sul debito pubblico imponendo ulteriori sacrifici agli italiani.

      Chi si avvantaggerà dell’entrata in vigore dell’ESM? I poteri finanziari, in primis le banche.

      Lo Stato in difficoltà potrà usufruire dei piani di finanziamento concessi dal “fondo salva-stati“ soltanto se, oltre a cedere pezzi di sovranità riguardanti scelte di politica interna, si impegnerà a pagare un tasso di interesse il cui limite non è stato nemmeno definito nel trattato, e intanto le banche hanno ottenuto un trilione di euro dalla BCE all’1%. Poiché l’organizzazione intergovernativa si riserva la possibilità di attingere al mercato finanziario per potere a sua volta erogare il prestito allo Stato, chi garantisce che non saranno le stesse banche (con un guadagno “politico” netto di almeno il 3%), o addirittura la criminalità organizzata a lucrare, mediante i finanziamenti dell’ESM, sul debito pubblico e ad incidere sulle decisioni politiche della nazione debitrice?

      E’ questa la vostra visione di cambiamento, di uguaglianza e di democrazia?

      Perché IDV non ha sollevato tali questioni nelle sedi istituzionali competenti, considerato che il trattato è disponibile almeno dal mese di marzo del 2011? Il parlamento europeo si è già espresso a favore dell’ESM con 494 voti, non credo sia necessario aggiungere altro. Quello nazionale, invece, deve ancora decidere, ed è per tale ragione che, fra mille sacrifici, ho lavorato tantissimo per realizzare una mozione parlamentare che toccasse l’argomento.

      La richiesta è partita proprio da lei, prof. Orlando, e l’ho accolta con grande entusiasmo, anche perché è stata frutto di una lunga conversazione sulla politica internazionale. Fidandomi del suo atteggiamento propositivo ho elaborato la bozza finale, che sostanzialmente richiama il contenuto del dossier che ho successivamente realizzato per informare la gente. Da questo momento in poi il nostro dialogo si è praticamente interrotto e, qualche giorno dopo, il partito si è espresso sul fondo “salva-stati” con le mozioni di fine gennaio dove è stato omesso il contenuto del trattato ESM ampiamente argomentato nella mia proposta.

      Ho scritto anche a lei, on. Di Pietro, chiedendole di sostenere questa battaglia, ma non ho ricevuto nemmeno una risposta, e non è la prima volta.

      Tantissime altre persone di IDV conoscono la vicenda, anche perché, per fortuna, cittadini, associazioni, movimenti e mezzi di informazione hanno appoggiato la battaglia, comprendendola e condividendola.

      Ho ricevuto da questo partito due incarichi (responsabile nazionale di una sezione del dipartimento Lavoro e responsabile regionale del dipartimento Lavoro Sicilia) che ho portato avanti gratuitamente e con grandi sforzi per circa due anni, seguendo importanti vertenze sul territorio nazionale.

      Ho lavorato tanto, ma l’impegno non è stato ricambiato, e non mi interessa esporre in questo momento altre questioni, valide ma meno importanti dell’ESM.

      Non meritavo un simile trattamento, e non lo meritano nemmeno i cittadini.

      Lei, prof. Orlando, mi ha delusa più di tutti, perché possiede lo spessore culturale e politico per poter affrontare battaglie grandi come questa. Nonostante ciò, non penso che lei abbia agito in malafede, ma questo non giustifica la sua indifferenza, che abbinata alle sue capacità si trasforma in una colpa imperdonabile.

      Ogni tanto penso a Scilipoti, e mi chiedo quali straordinarie capacità possieda quest’uomo per aver meritato di diventare parlamentare con IDV.

      Mi auguro che vi fermiate a riflettere, da soli, sul fatto che qui c’è in gioco la vita di intere generazioni, compresi i vostri familiari.

      Talvolta vi osservo, e vedo degli uomini talmente affannati a vincere le elezioni da perdere di vista se stessi e il vero significato della politica.

      Mi dimetto.

      Lidia Undiemi

    5. a questo governo della crescita non interessa un amato c…se è vero come è vero che la ministra Severino ha proposto la pena massima di 5 anni di reclusione per il reato di corruzione ovvero, per male che vada prescrizione assicurata.

    6. Giada scrive:

      Ormai ne i Cinesi ne l’emiro del Qata ci prendono in considerazione, la corruzione in questo paese è troppo dilagante

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