Referendum sui costi della casta, dalla Sardegna mandiamo un segnale forte a tutta l’Italia

3 maggio 2012 in Elezioni, Politica, Referendum

Domenica e lunedì si vota per le amministrative un po’ in tutta Italia, ma in Sardegna è stato promosso un importante referendum che taglia i costi della casta e di cui pochissimi parlano. Si tratta di un esercizio di democrazia importantissimo perché potrebbe essere l’embrione di qualcosa di più importante, una pressione forte perché anche nel resto del Paese si dia una sforbiciata vigorosa alle spese della casta. In Sardegna si vota per una decina di quesiti, vi rimando a questo link per saperne di più nel dettaglio.

 

Alcuni sono referendum consultivi, per cui non c’è bisogno di quorum, altri decideranno questioni importanti, ma perché siano validi si deve raggiungere almeno un terzo degli aventi diritto al voto. Un risultato che non è scontato, un po’ perché su alcune questioni, il taglio di quattro province su otto ad esempio, esiste un forte movimento contrario, un po’ perché i media, sia nazionali che locali, hanno davvero ignorato questa tornata. C’è poi anche un altro motivo. Il voto delle amministrative in Sardegna non si terrà lo stesso giorno dei referendum, con un aggravio di spese immotivato in una situazione di crisi come quella attuale.

 

L’Italia dei Valori è stata tra i promotori di alcuni di questi referendum. Noi diciamo sì all’abolizione delle quattro più recenti province regionali. Si risparmierà qualcosa, ma nulla al confronto della nostra proposta nazionale di abolirle tutte. A volte bisogna accontentarsi del bicchiere mezzo pieno e fare una politica dei piccoli passi. Un sì più convinto, invece, all’abrogazione della legge regionale sugli emolumenti, alla soppressione dei cda di alcuni enti e alla riduzione da 80 a 50 dei consiglieri regionali. Anche su alcune di queste questioni si poteva fare qualcosa di più. Non a caso l’Italia dei Valori in Sardegna ha raccolto firme per due pdl ancora più radicali: soppressione di emolumenti e dei fondi ai gruppi regionali e dimezzamento a 40 dei consiglieri.

 

Sulle altre questioni, invece, ad esempio la modifica dello statuto e l’istituzione delle primarie per l’elezione del presidente della Regione, l’Idv sardo ha lasciato libertà di coscienza poiché si tratta solo di questioni istituzionali su cui i cittadini devono esprimersi liberamente.

 

Quello che mi interessa sottolineare, però è il dato politico: dalla Sardegna, sui tagli ai costi della casta, può e deve arrivare un segnale forte a tutta l’italia.

Referendum sui costi della casta, dalla Sardegna mandiamo un segnale forte a tutta l’Italia

4 Commenti

    1. Giuseppe Carbone scrive:

      Conoscevo l’iniziativa. Quando la casta parla di tagli senza mai tagliarsi niente, senza mai restituire quanto una legge corrotta ha dato ai partiti, senza mai stringere la cinghia QUESTA CASTA NON E’ CREDIBILE .

    2. Federico Pirro scrive:

      Importantissima questa iniziativa in Sardegna, regione trascurata come dimostrano i suoi tanti problemi irrisolti perchè tardivamente e negligentemente affrontati. I questo si coglie la differenza tra IdV e la casta. A proposito, la burocrazia di Stato non ha funzionari all’altezza dei problemi e ricorre ad altri tecnici? Giualiano Amato, poi, che ha il compito di tagliare, che farà ai suoi 31mila euro di pensione? Presidente ne approfitto per chiederle quando sarà nuovamente in Puglia.

    3. Giada scrive:

      Stanno facendo bene i Sardi a volere questi 10 referendum… per me o si aboliscono le province o si aboliscono le regioni non possiamo mantenere gli uni e le altre e poi un governo centrale!!!

    4. Pietro Galati scrive:

      Non sarebbe male se le stesse iniziative IDV le portasse avanti anche in Calabria. Il consigliere Giuseppe Giordano, che ho il piacere di conoscere personalmente, è in gamba e capace di farsi portatore di una istanza molto sentita da tantissimi strati della “Calabria onesta”. Un libro, “Casta Calabra”, curato da Paolo Pollichieni direttore de “Il Corriere della Calabria”, mette appunto a nudo come in questa “disgraziata” regione i privilegi e le negligenze dei politici, aggravate dal trasversalismo di un potere che si ricicla sempre uguale a se stesso, mettono letteralmente in ginocchio una terra dotata di un grandissimo potenziale di crescita sacrificato invece in favore di un familismo amorale solerte nell’arraffare tutte le risorse di cui questa regione potrebbe disporre per un sano sviluppo economico e sociale.

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  • Giuseppe Carbone
    del 3 maggio 2012
  • Federico Pirro
    del 3 maggio 2012
  • Giada
    del 3 maggio 2012
  • Pietro Galati
    del 4 maggio 2012