La prevenzione per terremoti e frane riduce i rischi e porta lavoro

7 giugno 2012 in Ambiente, Basilicata, Economia

Il Paese va messo in sicurezza perché le grandi calamità, inevitabili per certi versi, non creino più i danni a cui assistiamo oggi. L’Italia ha almeno due grandi problemi: i terremoti e le frane. Per entrambi c’è bisogno di un grande piano di messa in sicurezza del territorio perché solo la prevenzione riduce i rischi.

Non solo. Siamo in una fase di grande crisi economica e rilanciare i consumi e l’occupazione con un puntuale piano di lavori pubblici potrebbe essere un volano intelligente. Certo, c’è bisogno di risorse, di qualche miliardo di euro, ma siamo sicuri che con il sacrificio di oggi (niente tasse, per carità) domani potremo essere tutti più sicuri, piangere un numero di vittime da calamità naturali decisamente inferiore e spendere molto meno per le ricostruzioni.

C’è il problema del reperimento delle risorse e io credo che un sostanziale taglio a spese e missioni militari potrebbero darci una mano. Ma sono convinto che sprechi e sperperi possono consentirci di recuperare molti soldi da spalmare, tra l’altro, nell’arco di qualche anno.

Ecco un’opera meritoria per cui il governo Monti, che tanti danni ha fatto finora, potrebbe essere ricordato nei prossimi decenni.

Sia per la prevenzione del terremoto che di frane e alluvioni, ho presentato atti di sindacato ispettivo.

Per i dettagli vi rimando all’interrogazione e alla mozione che potete linkare.

In breve, sulle aree sismiche è necessario un aggiornamento costante della mappatura sismica del territorio, sia a livello nazionale che di microzonazione locale. Fondamentale, inoltre, una verifica sistematica di tutti gli impianti industriali e produttivi e la revisione di tutti i progetti di prospezione petrolifera e di stoccaggio del gas naturale in corso in area sismica. Importante, infine, il monitoraggio di tutti gli edifici pubblici e l’applicazione stringente delle norme sulla costruzione in aree sismiche.

Per quanto riguarda, invece, il dissesto idrogeologico (ma la mozione chiede al governo di assumere alcuni impegni anche sulla prevenzione dei terremoti), è necessaria una normativa organica che superi la frammentazione di competenze, individui dati e stime omogenee e risorse certe assicurando al contempo una costante misurazione dei fenomeni di dissesto idrogeologico e degli eventi sismici.

Insomma, si tratterebbe di un’operazione che darebbe un buon impulso alla domanda interna, con un costo iniziale piuttosto alto ma che comporterebbe risparmi per il futuro e, soprattutto, consentirebbe di salvare molte vite umane.

La prevenzione per terremoti e frane riduce i rischi e porta lavoro

2 Commenti

    1. Alessandra scrive:

      ..ma con un governo che, oltre a non voler tagliare nessuna spesa militare, non vuole nemmeno tagliare le spese per le grandi opere inutili come la Tav..l’unico modo per trovare risorse e’ spendere a deficit, cosa che non si puo’ fare per il fatto che ci siamo impegnati e fare il pareggio di bilancio..quindi l’unica alternativa e’ di nuovo tassare..ma come non fate a capire che finche’ resteremo nell’euro e in questa Ue, le cui politiche strozzano i cittadini, non se ne esce?

    2. fernando savorana scrive:

      buondì, sono ovviamente d’accordo, l’unica difficoltà è smontare l’attività economica che deriva dalle disgrazie altrui, testimoniata dalla magistratura e dalle intercettazioni. si potrebbe smontare con la trasparenza dei lavori fatti. mi spiego, se si applicasse il project financing in modo trasparente, che consenta cioè di analizzare costi e ricavi delle aziende che operano anche ex post, offrendo alle imprese che intervengono una garanzia dello stato alle banche che le finanziano, si potrebbe anche escludere molti interventi di natura mafiosa prevedendo, il blocco della garanzia dello stato alle banche anche in sede di verifica della GdF. verifica che potrebbe essere in continuum e fatta automaticamente se tutti i dati fossero accessibili. per questo basterebbe vincolare il contratto all’obbligo di inserimento in cloud computing di modo che la GdF potrebbe accedervi in qualsiasi momento. l’obbligo è fatto contrattuale da cui dipende la garanzia. così la GdF tornerebbe alla sua reale dimensione e non inseguirebbe più gli scontrini attraverso i bambini (i balilla del fisco). se poi al governo fa comodo questa GdF….

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