Passera ministro dello Sviluppo economico virtuale

9 giugno 2012 in Economia, Politica

Che l’Italia è un Paese tragicamente fermo, a crescita sottozero, ormai lo sanno anche i sassi, del resto basta guardarsi un po’ attorno per vedere il drammatico stato di salute della nostra economia. Il bollettino di ‘guerra’ che puntualmente arriva dal fronte del lavoro e delle imprese conferma solo che la situazione è già ben oltre il limite: ogni giorno chiudono 42 aziende, la produzione industriale è crollata ad aprile del 9,2% rispetto a un anno fa, il tasso di disoccupazione è a livelli record.

In questo quadro le parole valgono zero, le promesse sono carta straccia: ci vogliono certezze, servono misure urgenti che rimettano in moto il Paese. Il governo queste cose le sa bene, eppure dopo tanti annunci un provvedimento fondamentale come il decreto Sviluppo non è ancora pronto. Un ritardo gravissimo, una porta sbattuta in faccia alle tante imprese in difficoltà che non possono aspettare ancora.

Invece per il governo la crescita può attendere. Di rinvio in rinvio se ne parlerà chissà quando, visto che lo scontro tra il ministro Passera e la Ragioneria di Stato sul decreto Sviluppo non lascia spazio all’ottimismo. E il rischio, se non la certezza, è che alla fine la montagna partorirà il classico topolino, ossia un provvedimento povero di contenuti e sostanzialmente inefficace.

Passera afferma che sul decreto è pronto a metterci la faccia, ma Passera la faccia su questo l’ha già persa da tempo. La domanda semmai è una: che ci sta a fare al governo se come ministro per lo Sviluppo economico non riesce a far approvare misure per la crescita? Ormai è il ministro dello Sviluppo economico virtuale. A questo punto, visto l’imbarazzo in cui si trova, farebbe bene ad occuparsi d’altro.

Passera ministro dello Sviluppo economico virtuale

2 Commenti

    1. Pietro scrive:

      Pietro Meloni
      Signori Politici o Tecnici ,lo Volete capire che mentre Voi discutete la gente continua a suicidarsi? mi meraviglio fella vostra indifferenza,son passati ben undici anni dalla direttiva Europea e Noi continuiamo a pagare sanzioni ecconomiche ed in termini di VITE UMANE.

      Per le vittime del mobbing,
      le conseguenze possono essere rilevanti.
      Sono stati riscontrati sintomi a carico della salute fisica, mentale e psicosomatica: per esempio stress, depressione, calo dell’autostima, autobiasimo, fobie, disturbi del sonno, problemi digestivi e muscoloscheletrici.
      Tra le vittime del mobbing sono comuni anche disturbi da stress di carattere post-traumatico, simili ai sintomi che si manifestano dopo esperienze traumatiche di altra natura, quali disastri o aggressioni.
      Questi sintomi possono persistere per anni dopo gli avvenimenti che li hanno originati.
      Altre conseguenze possono essere l’isolamento sociale, l’insorgere di problemi familiari o finanziari a causa dell’assenza o dell’allontanamento dal lavoro.
      A livello organizzativo, i costi del mobbing possono consistere in un maggior assenteismo e rotazione del personale, nonchè minor efficacia e produttività, non soltanto per le vittime del mobbing, ma anche per gli altri colleghi, che risentono del clima psicosociale negativo dell’ambiente di lavoro.
      Possono essere alte anche le richieste di danni legali conseguenti a casi di mobbing

    2. Olivieri Gabriele scrive:

      Altro che sviluppo economico, ormai siamo ridotti alla fame, ho appena saputo l’imu da pagare: governo di ladri e delinquenti, mandiamoli tutti a casa, altro che tecnici, hanno saputo solo spremere chi da sempre paga le tasse, per non parlare poi delle pensioni ecc.

    3. [...] Passera ministro dello Sviluppo economico virtuale [...]

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