Monti-Fornero-Passera, altro che Salva Italia!

11 giugno 2012 in Economia, Lavoro, Politica

Recessione, recessione, recessione. Non sanno più in che lingua dirlo, eppure il governo sembra (o finge di) non sentire. Eppure Monti aveva una missione chiara al momento della sua investitura: risollevare il Paese dalla crisi economica per poi ridare la parola ai cittadini. Tutto è stato fatto, tranne questo.
La conferma arriva anche dall’Istat che parla del calo del Pil peggiore da tre anni a questa parte, ovvero dal primo trimestre 2009, quando per l’economia italiana si era registrato una diminuzione del 3,5%, sempre rispetto al trimestre precedente. Alla luce della rilevazione, l’Istat conferma quindi che l’Italia è in recessione!

Ora, le statistiche accertano quello che già sapevamo e che i cittadini urlano, con la loro disperazione, ogni giorno. Ciò che mi appare ancora più assurdo è che ancora oggi i professori negano l’evidenza. Negano, insomma, che hanno fallito.

Che lo facesse Berlusconi, l’uomo del burlesque, potevamo anche capirlo. Ma dai tecnici ci saremmo aspettati almeno l’onestà intellettuale di chiamare le cose come stanno e di ammettere che la loro toppa è peggiore del buco. Monti ha contribuito ad aggravare una situazione critica, il contrario di quello che doveva fare. Ha tassato gli italiani, indipendentemente dalla loro capacità contributiva, non ha fatto nulla per intervenire sui grossi capitali (nemmeno quelli scudati)  e si è accanito sui lavoratori.

I lavoratori, appunto. Fa rabbrividire leggere sulle agenzie di stampa che già prima della firma del decreto Salva Italia, che fissa il numero degli esodati a 65.000, l’Inps avesse informato il ministero sulla reale cifra di coloro che non hanno né stipendio né pensione: 390.200. Il dubbio è lecito: o la Fornero non sa fare il suo lavoro o volutamente se ne è infischiata dei diritti dei lavoratori, ostinata ottusamente su una riforma che non porta bene al Paese, rende ancora più vulnerabili le fasce deboli, facilita i licenziamenti e non produce sviluppo.

Una coppia micidiale per l’Italia, quella Fornero-Monti, a cui aggiungo il nome di Passera. All’eccessivo ed inutile rigore, infatti, non abbiamo visto seguire nessuna misura per la crescita, tanto che nel rapporto Istat si parla del settore degli investimenti come la ‘componente dell’economia italiana che ha subito la maggiore contrazione’.

Che fine ha fatto il decreto sviluppo?  Al momento resta un fantasma perso nei cassetti di un ministro virtuale che ha già perso la faccia. Troppo, davvero troppo!
Oggi è intervenuto Napolitano per dire che a quanto gli risulta “il decreto sviluppo sarebbe in dirittura d’arrivo”. Dal presidente della Repubblica apprendiamo, insomma, quello che dovrebbe annunciare il ministro competente. Se il decreto esiste e c’è l’ adeguata copertura economica, ben venga, ma riportiamo la discussione nelle sedi istituzionali opportune. Il ministro dello Sviluppo Economico venga subito in Parlamento ad illustrarne le linee guida. Il Paese non può più aspettare. Di promesse e annunci ne abbiamo fin sopra i capelli.

Monti-Fornero-Passera, altro che Salva Italia!

6 Commenti

    1. Pietro scrive:

      Con tutti i problemi che noi ELETTORI habbiamo , mancanza di lavoro,e chi oggi lavora ancora non riesce a mantenere una famiglia o accedere ad un mutuo per la precarietà, e Voi pensate alla rai?tanto ormai tutta la stampa e tv ormai le notizie non hanno la credibilità che forse un tempo lontano aveva oggi non più.Vi ricordo che il problema del mobbing è en grosso problema sociale legato al mondo del lavoro;anche l’altro giorno un ufficiale dei Carabinieri s’è suicidato per mobbing,possibile che non havete un minimo di UMANUTA’ le firme si raccolgono anche e sopratutto per le questioni serie ed nell’interesse del rispetto della dignità della persona coìme la direttiva Europea ci ha più volte sollecitato ma nascondersi dietro interessi di PATRITO non si va’ da nessuna parte. La saluto cordialmente Pietro Meloni da Cagliari

    2. Olivieri Gabriele scrive:

      Devono andare a casa. Sono solo riusciti a peggiorrare la situazione alla povera gente che già prima faticava ad andare avanti. Vergogna, vergogna, vergogna. Nessun taglio poi sugli armamanti, e poi perchè non ritiriamo i militari dalle cosidette missioni di pace?

    3. marco oliva scrive:

      lo specchio di questo governo è la vergogna degli esodati: un misto di arroganza e pressapochismo tipici del potere italico.
      quello che non riesco a capire è con chi si costruisce il “dopo”, nel senso che il pd come potrà rinnegare le sue posizioni sdraiate su questo esecutivo? e idv, per esempio, su quali basi potrà diventare suo alleato?
      grazie per l’opportunità.
      un caro saluto. marco.

    4. anti.. scrive:

      Ma, per portare al baratro servivano professori e tecnici (mi domando in quale materia sono tecnici), questi personaggi devono, o fare qualcosa di serio oppure andare da dove sono venuti e RINUNCIANDO A QUALSISI EMOLUMENTO O BENEFICIO !!!

    5. fernando savorana scrive:

      chi mente sapendo di mentire fa peccato, anche in democrazia, nixon e clinton l’hanno fatto, e il primo ha pagato il secondo quasi, ora o Fornero mente, sapendo di mentire, o lo fa l’INPS,sarebbe troppo chiedere chiarezza su chi ha mentito ed agire di conseguenza? un pò di dignità sarà pur rimasta a qualcuno? almeno per il rispetto di sè stesso. magari a Napolitano che da presidente si è ridotto a improbabile press agent del governo. Vero che l’ha voluto lui ma il dubbio che noi non lo vogliamo dovrebbe pur sfiorargli la mente. Glielo abbiamo detto con le ultime amministrative, quanto ancora dobbiamo aspettare? che il popolo cambi idea o la Merkel ci conceda per elemosina ciò cui abbiamo diritto, il voto. islanda e irlanda insegnano qualcosa. o no?

    6. caro senatore, il discorso viene da lontano, se il 14 dicembre 2010 il Parlamento non fosse stato espropriato (indovinate da chi?) del voto di sfiducia al precedente governo e si fosse andati regolarmente al voto, forse oggi non saremmo nelle condizione in cui siamo,…. il tempo è galantuomo e quel “chi” sarà giudicato dalla storia.

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