No a questa spending review. Ci appelliamo al Partito Democratico

7 luglio 2012 in Economia, Italia dei Valori, Lavoro, Politica, Sanita’, Sociale

Non sarà un caso se, appena il governo annuncia un nuovo provvedimento anticrisi, si mobilita l’Italia intera. Evidentemente o il Paese è impazzito all’improvviso o Monti sta fallendo clamorosamente il suo obiettivo: risollevare le sorti dei cittadini, per assicurare loro un futuro e rilanciare così l’economia dell’Italia. O meglio un futuro lo sta assicurando, quello dei privilegiati e dei forti. Dal momento del suo insediamento, infatti, Monti persevera nel massacro contro le fasce deboli e le classi medie.

Prima con il decreto Salva Italia, poi con la riforma del Lavoro, quella delle Pensioni  fino ad arrivare al decreto di revisione della spesa pubblica. A rimetterci sono stati sempre i cittadini, le famiglie, i lavoratori, i pensionati, i disoccupati, le Pmi, le nuove generazioni. Coloro che, insomma, hanno ancora più bisogno di tutele.

Dietro la parolina magica ‘spending review’ si nascondono ancora trappoloni giganteschi per la sanità, gli enti locali, il pubblico impiego. Per non parlare del finto taglio delle Province, a cui viene data solo una piccola e irrisoria sforbiciata. Eppure i capitoli dove tagliare e le spese da razionalizzare ci sono, eccome. Dai costi della politica agli enti inutili, dagli appalti della P.A. (eliminando la corruzione) alle spese militari ai privilegi dei superburocrati.

Ma questo governo si conferma per quello che è: il governo dei poteri forti che, per superare la crisi, rende i poveri miseri e le classi medie povere e, dopo averli tassati, taglia loro i servizi.

Noi dell’Italia dei Valori ci opporremo in tutte le sedi opportune contro quest’ennesima mannaia sociale. Nelle piazze, a fianco dei sindacati e dei cittadini, e in Parlamento, dove, però, non abbiamo i numeri per cambiare le cose. Per questo ci appelliamo al PD. Oggi Bersani si è detto preoccupato per i tagli alla sanità, ha parlato di un rischio che potrebbe essere pari all’errore fatto sugli esodati. Chiediamo al Partito Democratico di passare dalle parole ai fatti e di fare fronte comune con l’Italia dei Valori, se, come credo e temo, questo provvedimento non sarà modificato

Diamo insieme agli italiani il segnale che qualcuno in Parlamento li ascolta e che possono avere ancora fiducia in una buona politica che difende i loro diritti. Su questo sappiamo che il PD ha orecchie per ascoltare.

No a questa spending review. Ci appelliamo al Partito Democratico

4 Commenti

    1. Olivieri Gabriele scrive:

      Ho dei dubbi che il PD abbia orecchie per ascoltare.

    2. [...] No a questa spending review. Ci appelliamo al Partito Democratico [...]

    3. Davide Spinola scrive:

      Lo spettro di una legge elettorale che premia le coalizioni, blocca
      la vera politica. Il Pd vuole fare il pieno di voti con metodo “artificiale”. Spero che gli elettori trovino la forza e un minimo di dignità per indicargli dove sorge e tramonta il sole. Politicamente parlando, per modificare qualcosa in questo paese occorre un governo forte, e purtroppo, rimanendo in una logica di partiti, sembra necessario l’apporto di un partito come il Pd. Per quanto mi venga l’orticaria pensando ai democratici, devo ammettere che senza il loro sostegno è difficile creare una coalizione consistente. Vedo il Pd come il buco di una serratura, bisogna passarci dentro? : speriamo di non strozzarci…

    4. rosy scrive:

      E’ una vergogna continuare a far pagare la crisi a chi non ha colpe,ma ancor più deplorevole è tagliare alle università per finanziare le scuole private. Perchè non ne parlate? Timori timocratici? La nostra Costituzione non prevede finanziamenti alle scuole non statali.

    5. Giada scrive:

      Questa Crisi la farei pagare ai berluskoniani… per colpa del regno durato 18 anni che ci troviamo in questa situazione!!!

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No a questa spending review. Ci appelliamo al Partito Democratico

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