L’Italia di oggi e il paradosso di Escher

14 luglio 2012 in Economia, Lavoro, Politica

La cascata di Escher

In Italia oggi è sempre più difficile accendere un mutuo ed è sempre più facile trovarsi in cassa integrazione. Sono due tra le tante facce della crisi, due fotografie di un Paese drammaticamente in ginocchio, scattate dalla Banca d’Italia e dalla Cgil, che rendono meglio di tante parole la realtà, o meglio il fortissimo disagio, con cui è costretta a confrontarsi ogni giorno una parte sempre più grande di italiani. Che poi sono sempre gli stessi:  i giovani, le famiglie, i disoccupati, i precari.

Partiamo dai mutui. Fa sapere la Banca d’Italia che tra il 2008 e il 2011 il numero di mutui concessi dalle banche per l’acquisto della casa e’ diminuito di oltre il 20% rispetto al quadriennio 2004-2007 e nello stesso periodo il numero totale di contratti stipulati dagli individui con meno di 35 anni e’ sceso di oltre il 30% rispetto ai quattro anni precedenti. Un rapporto deprimente, sconfortante, che segue quello diffuso qualche giorno fa dall’Osservatorio sul Credito al Dettaglio di Assofin, CRIF e Prometeia, in cui era evidenziato il crollo addirittura del 47% nell’erogazione dei mutui nel solo primo trimestre del 2012.

Al di là dei numeri, comunque eloquenti, questi dati significano che oggi per i giovani, per chi non ha un lavoro a tempo indeterminato, acquistare una casa è praticamente un miraggio, perché sono considerati soggetti a rischio e le banche non si fidano a prestare loro soldi.
Quelle stesse banche che negli ultimi 6 mesi hanno ricevuto complessivamente 255 miliardi di euro lordi dalla Bce ad un tasso dell’1% . E’ evidente che così non va!

E veniamo al boom della cassa integrazione, altra pessima notizia di oggi. Elaborando le rilevazioni Inps, la Cgil ha calcolato che nella prima metà dell’anno la richiesta di ore di cassa integrazione ha superato il mezzo miliardo, in netto aumento rispetto ai primi sei mesi del 2011, collocando in cassa a zero ore oltre 500 mila lavoratori con un taglio del reddito per oltre 2 miliardi di euro, quasi 4.000 euro per ogni singolo lavoratore. Dati sconcertanti, sono lo specchio di una crisi nel mondo del lavoro che investe in misura pesantissima tutti i settori e tutte le aree produttive. Ma non è tutto, perché questi dati non dicono delle migliaia di persone per le quali le misure di sostegno stanno per scadere e che tra poco si troveranno letteralmente senza niente.

Insomma, guardando l’Italia di oggi, si può vedere il paradosso di Escher, la cascata in moto perpetuo: l’acqua scorre, come la crisi, e alimenta se stessa, cosicché la crisi non ha mai fine. Ogni giorno ci sono nuove aziende che chiudono e nuovi disoccupati, ogni giorno si serra la stretta del credito, con le banche che non erogano prestiti. E’ il cane che si morde la coda. E’ il passato recente, è il presente e sarà anche il futuro se non si spezza questa catena. Tocca a chi governa farlo.

Non critico Monti per partito preso, ricordo sempre che l’Italia dei Valori gli ha votato la fiducia quando si è presentato per la prima volta in Parlamento. Ma in 8 mesi i tecnici, non solo non hanno trovato soluzioni, ma hanno addirittura aggravato i problemi con scelte sciagurate e provvedimenti inutili quando non pericolosi.

Se non si cambia subito strategia, se non si apre una nuova fase politica che faccia finalmente ripartire la crescita e l’occupazione, che rilanci i consumi e riapra i rubinetti del credito, l’Italia è destinata ad affondare sempre più nelle sabbie mobili di questa crisi spaventosa. Basta dare uno sguardo al Paese reale per capirlo!

L’Italia di oggi e il paradosso di Escher

2 Commenti

    1. Davide Spinola scrive:

      Il paradosso di Escher descrive bene l’immagine della crisi che stiamo vivendo. Altrettanto bene può descrivere il parallelo politico: certi partiti, legge elettorale e riciclaggio di certi politici.

    2. Pietro Meloni scrive:

      Salve,con questo Governo ci siamo illusi che finalmente avrebbe eseguito dei tagli con equità mentre invece ha toccato solo il soggett più debole quindi stà a Voi mandarlo a casa ma subito prima che faccia altri danni.

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L’Italia di oggi e il paradosso di Escher

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  • Davide Spinola
    del 14 luglio 2012
  • Pietro Meloni
    del 14 luglio 2012