Non ce l’abbiamo con Napolitano. Vogliamo solo la verità

19 luglio 2012 in Giustizia, Politica

Una premessa doverosa a causa di alcune strumentalizzazioni che stanno facendo passare l’Italia dei Valori come una forza anti-Napolitano. Noi non abbiamo nulla contro il presidente della Repubblica, non è il nostro obiettivo. Non facciamo riunioni segrete o carbonare pensando ad un impeachment, ne’ nessuno di noi mette in campo comportamenti diffamatori nei suoi confronti.

Ci siamo permessi solo di criticarlo, forse duramente, ma non pensavamo che in una democrazia esistesse il reato di lesa maestà. Se si guarda bene la vicenda, poi, stando anche alle dichiarazioni rilasciate, sia in passato che oggi, anniversario della strage di Via d’Amelio, Napolitano concorda con noi, ovvero con la necessità di fare luce sulla trattativa Stato-mafia. Questo sì, unico nostro obiettivo.

E allora perché tanto rumore per nulla? Perché arrivare a definire il presidente Di Pietro addirittura un eversivo? Trovo alquanto anomalo il fuoco di sbarramento che è scattato all’unisono, a destra come a sinistra, contro chi chiede l’accertamento della verità su una delle pagine tra le più tristi della nostra storia. Chi indaga sulle stragi di mafia, facendo il suo dovere e rischiando la vita, tiene alto l’onore delle istituzioni.

Ecco, noi stiamo con queste persone, con i magistrati che vivono una vita di difficoltà, che rischiano in prima persona, che per servire lo Stato sacrificano affetti e famiglie. Non è più accettabile essere il ‘Paese dei Misteri’. Da Portella della Ginestra, a Salvatore Giuliano, al caso Mattei, Pecorelli, Calvi. E poi il periodo dello stragismo alla fine degli anni ’60 e ’70, le stragi mafiose. Ma quanti misteri e su quanti misteri è costruita la nostra democrazia!

Siamo indignati e offesi, oltre che profondamente addolorati, come ha detto nell’Aula del Senato il collega Luigi Li Gotti. Oggi, a vent’anni della morte di Paolo Borsellino, rinnoviamo il nostro impegno e la nostra scelta di campo: accertare la verità senza guardare in faccia nessuno. Dovrebbe essere la priorità assoluta sul piano morale e politico di tutti noi che rappresentiamo la Repubblica e che abbiamo come stella polare la Costituzione. Per questo abbiamo ritenuto che sollevare il conflitto di attribuzione sia stato un atto particolarmente inopportuno.

Invece si è alzato, in modo del tutto strumentale, un grande polverone. Se aggiungere confusione a confusione è l’obiettivo di coloro che non vogliono la verità, dico loro di arrendersi subito. L’Italia dei Valori non deporrà mai le armi della legalità. Per il rispetto delle vittime, degli italiani, del Paese e delle Istituzioni.  
Infatti, in un periodo in cui tutti sappiamo che il distacco tra il Paese reale e il Palazzo aumenta ogni giorno di più, gli italiani chiedono tanta, ma tanta trasparenza proprio alle Istituzioni la cui credibilità è, purtroppo, sottozero.

Non ce l’abbiamo con Napolitano. Vogliamo solo la verità

4 Commenti

    1. Davide Spinola scrive:

      Siamo arrivati a un punto di non ritorno. I cittadini italiani, non ne possono più. I nodi stanno arrivando al pettine, sia per l’andazzo economico, sia per quello politico. Di questi frutti, una certa “politica” dovrà pagarne il conto alle prossime elezioni.
      ABC, hanno una paura fottuta, così come la maggior parte delle testate giornalistiche sovvenzionate dallo Stato, cioè sempre da noi cittadini.
      Le prossime elezioni segneranno un confine netto, tra chi ha gestito la cosa pubblica in modo osceno e chi vuole operare
      in modo corretto e trasparente. Personalmente credo poco alla possibilità di riscatto di una nuova politica. La vecchia, cercherà con ogni pretesto, di strumentalizzare ipocritamente ogni evento contro i partiti che vogliono il cambiamento di questo paese. C’è un’altra questione che crea un grosso problema: la responsabilità di gestire i retaggi provenienti dal passato… Fa molta paura…

    2. Giada scrive:

      La nostra è una democrazia fondata sulla mafia, è inutile ignorarlo, ma ormai sempre più persone stiamo pensando che per proteggere i poteri forti di qualcuno si rischia di diventare il paese delle banane, se già non lo siamo!!! qualcuno deve spiegare agli Italiani di queste scelte di averci gettato in mano alle banche… anche quelle sono una associazione a delinquere; vogliamo che in Italia soffi aria nuova di rinnovamento, lo esigiamo gli Italiani ONESTI

      • Davide Spinola scrive:

        A proposito di banche, le rimetto il seguente aforisma:
        “Un banchiere è uno che vi presta l’ombrello quando c’è il sole e lo rivuole indietro appena incomincia a piovere.”
        (Mark Twain)

    3. mazzarella mauro scrive:

      Penso che tuto è partito dalla/e telefonate fatte dall’ex senatore Nicola Mancino al Colle, a queste “qualcuno” ha voluto dare un’importanza particolare che, personalmente, non condivido.
      Si sta’ preparando un “attacco” alla Costituzione che non ha precedenti e questo lo si nota da come il Pdl cerca di ostacolare la nuova legge elettorale, rilanciando con il Presidenz.ialismo o Semi. I Padri costituenti di cui, se non erro, Napolitano fa parte, stabilirono tutti insieme che il Presidente della Repubblica Italiana doveva e deve essere eletto dai due rami del Parlamento in seduta congiunta, visto che questo è espressione del voto popolare.
      La scopiazzatura di altre nazioni che hanno leggi diverse, non ci devono interessare.
      Il Pdl, come abbiamo visto oggi in aula, cerca ci forzare la mano per far eleggere, se passa la loro proposta di Legge Costituzionale, B. a Capo dello Stato. Questo è inconcepibile.
      Costui deve rispondere, sia come teste, come persona informata sui fatti e come accusato, di vari reati.
      Ancora non si rassegna alla pensione, fino a quando gli italiani non lo manderanno… a casa, proverà ancora ad essere eletto, ancora non gli bastano i danni che ha creato al nostro Paese.
      Invito tuti a non fermarsi alle apparenze, allarghiamo il raggio visivo e accertiamoci di “cosa c’è dietro l’angolo”, come dice Maurizio Costanzo.

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