Governo Monti, ennesimo decreto e 31esima fiducia: la democrazia parlamentare è sospesa

30 luglio 2012 in Politica

“Il ricorso alla fiducia non dovrebbe eccedere limiti oltre i quali si verificherebbe una inaccettabile compressione delle prerogative delle Camere”*. Come non essere d’accordo con questa affermazione: la questione di fiducia è un istituto a cui il Governo dovrebbe ricorrere solo in estrema ipotesi. Lo stesso vale per i decreti legge, che dovrebbero essere presentati unicamente in casi straordinari di necessità ed urgenza. La Costituzione attribuisce l’esercizio della funzione legislativa al Parlamento, ma negli ultimi otto mesi Camera e Senato sono stati letteralmente commissariati: Monti procede a colpi di decreto ed è arrivato a chiedere il 31esimo voto di fiducia. Insomma, siamo di fronte ad una sospensione della democrazia parlamentare.

Il Governo dovrebbe porre la questione di fiducia solo sui provvedimenti considerati di vitale importanza per la realizzazione del proprio programma politico, tanto da legare alla loro approvazione la sua stessa permanenza in carica. Infatti con la richiesta di fiducia il progetto di legge viene blindato, mandando al macero il contributo dell’opposizione, e alla maggioranza non resta che approvarlo se non vuole far cadere l’Esecutivo. Con il decreto, poi, di fatto il potere esecutivo assume il ruolo che spetta a Camera e Senato, quindi si tratta di uno strumento di natura straordinaria che si dovrebbe adottare solo in presenza dei presupposti di necessità ed urgenza. Insomma, il decreto è un’imposizione del Governo nei confronti del Parlamento e la fiducia è l’arma per realizzare questo ricatto. Già il Governo Berlusconi aveva adottato il modus operandi dei decreti e delle fiducie con una frequenza eccessivamente pericolosa. Ma i tecnici hanno superato ogni record: siamo arrivati ad una media di circa 4 voti di fiducia al mese, quasi tutti su decreti, richiesti da un Esecutivo che non è il frutto di libere elezioni ma di una situazione emergenziale in cui ci ha cacciato Berlusconi con i suoi amici.

Certo, non ci aspettiamo un atto di resipiscenza operosa da Monti, anche perché non è il Presidente del Consiglio che è preposto alla verifica del rispetto delle disposizioni costituzionali e degli equilibri politico-istituzionali: è un ruolo che spetta ad altri. E’ infatti necessario esercitare “un vaglio rigoroso dei presupposti per l’emanazione di ulteriori decreti-legge” e “richiamare a un ricorso solo in casi di giustificabile necessità alla posizione della fiducia. Ció vale a tutela delle prerogative del Parlamento e di un sereno svolgimento del confronto tra tutti i gruppi di maggioranza e di opposizione”**. Allora eravamo alla fiducia numero 13 sul dl semplificazioni, oggi siamo alla 31esima chiesta dal Governo Monti su un altro decreto, l’ennesimo varato all’insegna dell’iniquità, delle lacune e delle contraddizioni senza che la situazione economica e finanziaria sia migliorata. Anzi. Gli stessi partiti della strana maggioranza, anche se ipocritamente negano, sono stufi di ingoiare rospi e vorrebbero staccare la spina. Allora consentano il ritorno al Mattarellum e poi si restituisca quanto prima la parola ai cittadini, il Paese ha bisogno di un Governo politico alternativo e, soprattutto, di democrazia.

*) Giorgio Napolitano, 14 ottobre 2011 (dalla lettera inviata dal Presidente della Repubblica ai Capigruppo di Pdl, Lega e Popolo e Territorio che sostenevano il Governo Berlusconi).

**) Giorgio Napolitano, 29 marzo 2012 (Dalla nota diffusa dal Quirinale dopo l’incontro con la delegazione dell’IdV, preoccupata dal ricorso a fiducie e decreti da parte del Governo Monti).

Governo Monti, ennesimo decreto e 31esima fiducia: la democrazia parlamentare è sospesa

4 Commenti

    1. Gianni scrive:

      E’ condivisibile in linea di principio quanto qui viene scritto. Ma per quello che sappiamo del lungo dibattito che comunque c ‘è stato sul problema della “spending review”, di cui il governo, a quanto pare, terrà conto in un suo maxiemendamento, si può immaginare possibile che questo parlamento mai possa trovare un accordo sulla revisione della spesa pubblica, così carica di rischi clientelari e di pressioni lobbistiche di vario genere? Certo che questa revisione porterà nell’immediato disfunzioni e ancora qualche ineguaglianza, ma quando l’acqua della salute pubblica è alla gola anche IdV dovrebbe dire come bisognerebbe procedere senza invocare continuamente come unica soluzione il ricorso immediato alle urne con una legge elettorale checchessia

    2. Davide Spinola scrive:

      Pensando a quanto sta accadendo in parlamento, ripenso a quando i politici si preoccupano per la mancanza di interesse da parte dei cittadini verso la politica. Soprattutto quando ti
      dicono che il voto è un dovere…
      “Il Colle: «Io a votare ci vado, è un dovere»”
      Dall’Unità del 6 giugno 2011 prima del referendum del 12-13 giugno 2011.

      http://www.unita.it/italia/il-colle-io-a-votare-ci-vado-e-un-dovere-1.301199

    3. [...] Governo Monti, ennesimo decreto e 31esima fiducia: la democrazia parlamentare è sospesa [...]

    4. nestore del boccio scrive:

      E’ vero, la funzione deocratica delle camere viene compressa dai continui

      voti-fiducia dal governo-emergenza.voluto da Napolitano. Voluto soprattutto

      in quanto, un anno fa, non esisteva un progetto unitario politico da parte di tutto

      il centrosinistra. Ovviamente le colpe, se ricordo bene, vanno ascritte maggiormente al Pd:

      causa la mancanza di unità al proprio interno, ed in quanto gli interessi della propria aerea sono molto più contigui alle lobby e al mondo de “les affaires”. Cio’ premesso, gli italiani sono maggiormente interessati alle manovre che il governo sta mettendo (ha messo) in atto: da una parte i benificiati, e, dall’altra, la maggior parte delle fasce più deboli dei lavoratori e pensionati cui sta gravando la crisi.

      L’amarezza è che i privilegi restano “protetti” e i deboli sono destinati al disfacimento della propria dignità: se non della propria vita! E, con altrettanta amarezza, probabilmente, ho l’impressione

      che nemmeno con Vendola (bravo con le parole) e Grillo (simpatico showman) i problemi saranno risolti. Primo, perchè Vendola alla fine si accorderà con il Pd (lui fa il “governatore”); secondo,perchè Grillo dovrebbe passare dalle parole ai fatti, e questo resta un handicap molto difficile da superare.

      Nella sua condizione è preferibile restare “battitore libero”.

      In sostanza l’Idv dovrebbe triplicare il proprio impegno strategico nel formulare soluzioni politiche e di programma forti. Il partito ha questa forza? Altrimenti dovrebbe scegliere la linea del compromesso con altre forze, attualmente di “maggioranza”.Pero’ credo che lo “scilipotismo” si annidi ancora nell’Idv.

      Nei miei ultimi viaggi in Italia, ho notato che a livello di base, tante presenze sono personaggi da un passato “politicamente” discubile. Parlo di passato-etico più che di appartenenza ad un partito che di un altro.

      Capisco anche le difficoltà di Di Pietro ad accettare una politica di compromessi per un alfiere della giustizia come lui. Personalmente quello che mi auguro, è che l’impegno dell’Idv, resti sempre ben ferreo alle battaglie dei più deboli e dell’ambiente.

      .

    5. Giada scrive:

      Cambiano i governi, ma non cambia il vizietto della fiducia per fare approvare leggi che neppure i parlamentari approvano!!!
      Bisogna finirla… se una legge non va si deve modificare per farla accettare da tutte le forze per il bene della nazione

Lascia un commento

Governo Monti, ennesimo decreto e 31esima fiducia: la democrazia parlamentare è sospesa

2 Trackback