La crescita, questa sconosciuta

11 agosto 2012 in Economia, Politica

Leggo che Monti ha dato appuntamento al governo per il 24 agosto, subito dopo la pausa estiva, per un Consiglio dei ministri che deve promuovere misure per la crescita. Mi viene da sorridere amaramente, pensando che con quella parola – crescita – il professore si è presentato agli italiani nove mesi fa, promettendola in un pacchetto che comprendeva anche rigore ed equità: il rigore si è visto tutto, l’equità era tanto per dire, la crescita resta un mistero.

Monti ripete che il governo ci sta lavorando, ma finora nessuno se ne è accorto. Il decreto Cresci-Italia di inizio anno si è rivelato un bluff, con le sue finte liberalizzazioni e il poco o niente per la concorrenza. Tanto fumo e niente arrosto anche nel decreto Semplificazioni e nel decreto Sviluppo. Il risultato è che l’Italia non solo non cresce ma pericolosamente arretra. In una parola, è in recessione.

A dare i numeri ci ha pensato l’Istat: nel secondo trimestre del 2012 il Pil italiano è calato dello 0,7% rispetto al trimestre precedente, facendo registrare la quarta diminuzione trimestrale consecutiva, ed è diminuito addirittura del 2,5% rispetto all’analogo periodo del 2011. Nell’intero 2012 il crollo previsto è dell’1,9%. Insomma, l’indicatore per eccellenza dello stato di salute di un Paese scivola giù, in una spirale negativa che rende il futuro prossimo un’incognita allarmante.

Rilanciare la crescita è un’assoluta priorità, ma non è certo accorpando le festività o riducendo le ferie – come pure qualche sprovveduto ed arrogante esponente del governo ha suggerito -  che si risolve il problema. Servono piuttosto riforme serie: bisogna aumentare la produttività investendo nella ricerca e nel capitale umano, bisogna incentivare le imprese a puntare sull’innovazione, bisogna allentare la stretta del credito che sta soffocando famiglie e imprese, bisogna snellire l’assurda burocrazia che fa dell’Italia un Paese assurdo, bisogna rilanciare i consumi mettendo più soldi nelle tasche degli italiani, bisogna sradicare corruzione ed evasione fiscale.

Tutto quello che da un governo di tecnici era lecito aspettarsi e che invece non si è visto. Ci voleva coraggio, Monti non l’ha avuto. Ora i ministri faranno i compiti a casa, preparandosi per l’esame di riparazione. Ma, se non studi tutto l’anno, poi è difficile essere promossi!

La crescita, questa sconosciuta

2 Commenti

    1. Giada scrive:

      Monti secondo me ignora cosa sia la parola crescita, magari la confonde con la vendita dei gioielli di famiglia!!!

    2. giacobino scrive:

      La politica di Monti attua sulla nostra pelle la ben nota e collaudata shock economy, ci riduce sul lastrico per vendere l’Italia al miglior offerente. Quale banca se ne assicurerà la fetta più grande?
      Questo è il tecnico nelle cui mani Napolitano ci ha messo.

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