La Babele delle alleanze

13 agosto 2012 in Politica

Leggo i commentatori politici più incensati, sento i matusalemme della politica ormai alla continua ricerca del ‘viagra’ per sopravvivere ancora un po’, persino sotto l’ombrellone mi chiedono: ma l’Italia dei Valori è davvero isolata come dicono tutti? Proverò in poche battute a sintetizzare quello che c’è in campo, almeno come lo vedo io.

È chiaro che ABC (i signori della incoerenza), quando nel novembre 2011 decisero di appoggiare Monti senza se e senza ma, dietro suggerimento compulsivo del Quirinale, immaginavano cosa sarebbe avvenuto dopo, alle politiche del 2013. Messo da parte Casini che le capriole ha imparato a farle da tempo, se Berlusconi-Alfano e Bersani stanno a braccetto, dopo una vita passata a farsi la guerra nucleare (o a far finta di farsela), pensano ad un più che probabile futuro grande inciucio.

Se cambieranno la legge elettorale con effetto Grecia, i mirabolanti nocchieri del PdL e del Pd sanno che non ci sarà nessuna maggioranza senza di loro. Perché allora non pensare ad un Monti dopo Monti, magari con Bersani pronto a prenderne il posto  quando, con il contributo determinante di Napolitano, l’uomo che piace alla finanza internazionale diventerà Capo dello Stato? Fantasie? No si tratta di un percorso possibile per consentire ai grandi vecchi del Pd di non essere rottamati. Senza primarie, con posti sicuri per le quattro dozzine di intoccabili, alla faccia di Vendola e degli elettori di centrosinistra.

In questo guazzabuglio l’IdV non ė isolata, ma si chiama fuori per evitare ogni repellente contaminazione. Possiamo stare con un Pd che flirta contemporaneamente con PdL e Sel senza dimenticare il ‘prezzemolo’ Casini? Oppure dobbiamo costruire con le tante sensibilità presenti nel centrosinistra qualcosa che faccia scattare l’orgoglio dell’appartenenza ad un popolo che il Pd sta abbandonando?

Difesa dello stato sociale, lotta a corruzione ed evasione fiscale, protezione dell’ambiente, sostegno al made in Italy, difesa della Costituzione, più trasparenza e meno burocrazia nella P.A. Altro che chiacchiere, sappiamo che ci aspettano mesi di duro lavoro, a cominciare da Vasto dove rilanceremo la nostra piattaforma politico-programmatica per governare il Paese e cercheremo candidature di particolare prestigio per aumentare il consenso, che siano in sintonia con le nostre grandi battaglie, facendo fuori qualche opportunista che pure si trova ancora sul territorio.

Sarà una linea di scontro con il Pd? Spero sempre che ci sia un sussulto di dignità da parte di tutti i suoi dirigenti perché non è giusto buttare alle ortiche la speranza di cambiamento. Almeno noi non lo vogliamo. Ma se la legge elettorale lo imporrà, à la guerre comme à la guerre dovunque, facendo saltare tutte le giunte sui territori. Non c’è altra strada ed a Vasto lo spiegheremo meglio.

La Babele delle alleanze

5 Commenti

    1. rosy scrive:

      auspichiamo un’alleanza forte e di vera sinistra con Sel…

    2. Salvatore scrive:

      Bene Senatore! Condivido pienamente le sue parole di questo post e, in generale, la linea politica del nostro

    3. Salvatore scrive:

      Bene Senatore! Condivido pienamente le sue parole di questo post e, in generale, la linea politica del nostro partito delle ultime settimane. Avanti con la svolta!

    4. claudio scrive:

      bene tutto condivisibile. Però bisogna avere l’unità anche col PD perchè il nemico adesso è Monti.con la sua politica dei grandi banchieri segretibisogna far aprire gli occhi al PD.
      su proviamoci.

    5. nestore del boccio scrive:

      Egregio senatore Belisario,
      fino ad un anno fa, esistevano prospettive di un futuro governo progressista ed emancipato che proprio esponenti Pd, con l’avallo di Napolitano, hanno reso pura illusione, causando tragedia a tante categorie di persone ridotte alla povertà: tragedia di una miseria di proporzioni bibliche! Anzi, proprio Napolitano,quando fece slittare, nel 2010, il voto di sfiducia a Berlusconi, dandogli il tempo di fare “man bassa” con l’acquisto di miserabili rappresentanti del nostro parlamento, fu un primo passo verso questa tragica ecatombe sociale. Dopo la questione “intercettazioni” che hanno visto coinvolto il nostro Presidente, comincio a chiedermi se Napolitano avesse previsto tutto cio’ che ne è conseguito! Posso essere tacciato di fare della dietrologia, ma il dubbio lo ritengo legittimo. Son d’accordo nel considerare l’Idv non isolato, ma bisogna riconoscere che esiste il tentativo di ridurlo all’isolamento da parte, dell’Udc è scontato, soprattutto del Pd o dalle forze interne a quel partito che sono le più inciuciate con settori discutibili e corrotti della società italiana. Dalla comunicazione, con il tg3, a ruota rainews con meno evidenza, partono attacchi non tanto velati verso l’Idv, attraverso il tono dei servizi e del linguaggio come fossero esponenti di partito più che giornalisti. Degli “Emilio-Fido”, di cui l’etica giornalistica ne farebbe volentieri a meno. L’Idv deve riuscire a parlare alla gente proponendo idee e programmi che sappiano essere credibili trovando corresponsione alle necessità delle persone. I programmi da lei accennati, son tutti condivisibili ma suggerirei di approfondire come favorire lo sviluppo produttivo di un’area culturale che non è solo archeologia,cinema,teatro…ma tutto quel settore artigianale che ha sempre contraddistinto, storicamente, la creatività imprenditoriale degli italiani nella lavorazione dei materiali più diversi. Percui occorrono corsi di formazione , finanziamenti ed incentivi più diversi coinvolgendo settori pubblici e privati, nazionali ed endogeni, sviluppando le specificità dei vari territori: luoghi ricchi di storia e di cultura che sono sempre “concime” di crescita. “Semina” quale investimento. Tornando ai suoi enunciati programmatici
      come la “difesa dello stato sociale” di cui sono perfettamente d’accordo, debbo dirle che nutro qualche perplessità.
      “Stato sociale” significa tante cose, compreso lo status quo dei privilegi. Per me, un ottimo stato sociale è quando esiste una sanità per tutti e non basata sulla redditività; altrettando l’istruzione; e quando le pensioni permettono il giusto per “sopravvivere” dignitosamente. Quindi, occorre riequilibrare il sistema pensionistico, riducendo le maxi e irrobustendo le piccole.

      Senatore Belisario, è in grado l’Idv di sostenere un programma del genere? Una società è forte quando esiste armonia e ordine sociale tra cittadini e categorie varie comprese le istituzioni.

      Il made in Italy è la nostra forza ma vanno sostenute e difese le imprese e le specificità attuali, aiutandole a robustirsi e proteggendole dalle mire napoleoniche: soprattutto francesi o tedesche. Ma, come dicevo in precedenza, vanno rilanciate

      politiche di investimento sulle “risorse creative”degli italiani, favorendo la nascita di nuove imprese e di nuovi prodotti. Ma l’Idv, per avere forza,deve inserirsi sempre più “politicamente” nel territorio, dove purtroppo, secondo me, noto difficoltà enormi; anche perchè, mi è sembrato di “notare”, in uno dei miei ultimi ritorni in provincia, la presenza di qualche riciclato dal passato alquanto discutibile. E questo, frena alquanto la diffusione di una credibilità che l’Idv meriterebbe.

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  • rosy
    del 13 agosto 2012
  • Salvatore
    del 13 agosto 2012
  • Salvatore
    del 13 agosto 2012
  • claudio
    del 13 agosto 2012
  • nestore del boccio
    del 14 agosto 2012