La magistratura è sotto assedio, a Taranto come a Palermo

14 agosto 2012 in Giustizia

C’è qualcosa che accomuna i giudici di Palermo e quelli di Taranto. Qualcosa che ci fa tornare indietro di 250 anni, a prima dell’illuminismo e della rivoluzione francese. La magistratura in queste due città, ma in passato è toccato ad altre, è attaccata dagli altri due poteri dello Stato, l’esecutivo e il legislativo. Il primo, dai tempi di Berlusconi ormai, non risparmia certo i suoi insulti, mentre dalle camere più volte si sono alzate parole di condanna verso l’operato dei giudici e verso le sentenze, tanto che con provvedimenti legislativi di dubbia costituzionalità (vedi ad esempio la riduzione dei tempi di prescrizione o il tentativo di modificare la norma sulle intercettazioni ambientali) si è provato a minare i poteri dell’organo giudiziario.

Pur ammettendo che dagli insulti di berlusconiana memoria si è passati alle vibranti critiche (ognuno ha il suo stile), l’accerchiamento ai magistrati è stato stretto negli ultimi mesi da più parti, anche dal Capo dello Stato e dall’attuale governo. Insomma, tutti i poteri forti si scagliano ormai da tempo contro i magistrati, col chiaro intento di esercitare una pressione indebita e limitarne le capacità di indagine.

Palermo e Taranto, insomma, sono solo le due facce di una stessa medaglia. Da un lato si prova a imporre ai giudici pugliesi, che hanno il grande merito di aver sollevato sull’Ilva una questione urgente che il governo aveva fino a quel momento ignorato, di non imporre la riconversione ambientale della fabbrica che pure gli stessi membri dell’esecutivo ritengono altamente inquinante. A Palermo, invece, è stato lo stesso Capo dello Stato , chiedendo alla Corte Costituzionale di pronunciarsi su un conflitto di attribuzione ad intralciare, di fatto, indagini fondamentali per fare luce sulle trame oscure che hanno annebbiato in passato il nostro Paese. In questo ben coadiuvato dal Procuratore Generale della Cassazione e ben supportato da tutte le forze politiche presenti in Parlamento, con esclusione dell’Italia dei Valori .

Una vera forza politica responsabile dovrebbe avere in mente innanzi tutto che i tre poteri fondamentali sono indipendenti l’uno dall’altro e, di conseguenza, lasciarli lavorare. La politica e le istituzioni ,per non essere servi dei poteri forti, non possono in alcun modo interferire su indagini e inchieste di un organo indipendente. Se lo fanno compiono un abuso gravissimo e mettono sul serio in pericolo la nostra democrazia.

La magistratura è sotto assedio, a Taranto come a Palermo

3 Commenti

    1. nestore del boccio scrive:

      Al di là dell’illuminismo, la cui “logica” attraverso le varie forme espressive dell’uomo
      che nel rinascimento si codificava nella sintesi “arte e scienza”, per poi, svilupparsi
      sempre più attraverso filosofi e scienziati quali Giordano Bruno, Galileo Galilei, Cartesio,
      inglesi come Locke , l’enciclopedia britannica, le scoperte degli scavi di Pompei e di Ercolano, che riproposero il razionalismo dell’antica Roma, Cesare Beccaria, Pietro Verri, con gli enciclopedisti francesi Diderot e d’Alambert, alcuni diritti civili e sociali della rivoluzione francese, anche se lo stato pontificio, nel 1500, anno prima o dopo, fece una legge per dare contributi ai poveri per godersi anche loro, le ferie in agosto…
      ebbene, l’uomo ha vissuto sempre periodi più “illuminati” o più “retrivi e disumani”. E questo lo dico, al di là delle stesse leggi; ma anche come condizione etico-morale, sempre variabile nel percorso dei tempi.
      Oggi il degrado è assoluto, cinico e perverso, di come si è sostanziato l’uomo in sè, sia come soggetto individuale che come soggetto politico o istituzionale.

      Il “cuore”, unica logica positiva, è rimasto in quei gruppi di volontari, laici, cattolici, che danno tutto per aiutare il prossimo, ma il resto…
      apriti cielo; e questo, non è solo colpa del berlusconismo, ma anche di uno stile diffuso a tutte le componenti della società: politiche, sociali e civili…sinistra compresa.

      C’è il bisogno di ristabilire valori etici che siano punti di riferimento per le nuove generazioni.
      E qui entrano in campo tutti i settori, dalla comunicazione alla scuola, dalla politica alle istituzioni sociali, laiche, religiose, nonchè rappresentative e giuridiche del paese. La questione “Taranto”, è una orrenda e drammatica metafora della condizione umana cui siamo arrivati: più indicativa di tutto l’unicum sociale.

      Come reagisce un ragazzo, vedendo certe “mostruosità”, quando gli parlano di valori da rispettare, mentre gli adulti stessi, che dovrebbero esserne guida, ne sono i primi a tradirne la sostanza?

      Quando mi capita di ascoltare nei vari tg rai espressioni di un contestatore o povero cristo, affermare: ” Il magistrato quando decide di chiudere una fabbrica, deve anche dire com risolvere il problema del lavoro…”, vuol dire che siamo nella confusione più totale! Ed è ancora più “volgare”, sapere che il direttore di quel giornale, video o carta stampata,

      stia speculando “politicamente”, contro la magistratura, una “balla” colossale, anche se detta da un disperato: ammesso che fosse in buona fede. Quella parte di cittadini, dovrebbe essere informata nel sapere che il compito della magistratura è di far rispettare le leggi; e che la classe politica legifera e non formula linee politiche.

      Se a Taranto, con l’Ilva, si è arrivati al punto in cui siamo, è proprio a seguito di errori della politica e di quelle parti sociali, come i sindacati ( mi dipiace ma bisogna dirlo) che non hanno vigilato.

      Il problema, si trascinava da tempo. Tutti sapevamo di quel dramma ma nessuno ha fatto nulla, Vendola compreso!

      Quindi, lode alla magistratura. Pensiamo se non ci fosse: altro che dramma!
      Purtroppo, i conflitti tra gli apparati istituzionali, cominciati con Berlusconi, in qualche modo, hanno avuto, con le ultime leggi sulla prescrizione e schifezze varie, anche l’apporto del Pd. Che vergogna!!!

      Il succo del mio discorso vuole essere di tipo etico-morale: se non reuperiamo questi valori, assisteremo ad un degrado sempre maggiore a tutti i livelli. Percui, ritengo essenziale da parte dell’Idv di continuare sul versante
      dei valori giuridici, umani e sociali, associati a programmi di sviluppo e di fuzionamento per razionalizzare, servizi e strutture della macchina dello stato. Bisogna progettare un modello di società, dove, qualunque cittadino,
      possa vivere in uno stato ove si senta protetto ed aiutato.
      Saro’ molto interessato a seguire quanto verrà proposto a Vasto!

    2. nestore del boccio scrive:

      Mi sono reso conto di avere fatto un errore.

      Invece di leggere: “Quella parte di cittadini, dovrebbe essere informata nel sapere che il compito della magistratura è di far rispettare le leggi; e che la classe politica legifera e non formula linee politiche”;
      dovrebbe leggere: “…il compito della magistratura è di far rispettare le leggi e non di legiferarle o formulare linee politiche”.
      Come sempre: succede!

    3. Giada scrive:

      Se pensiamo di essere un paese civile, sbagliamo di grosso dato che preferiamo ammalarci di cancro che metytere in ordine le fabbriche, solo per essere più competitivi verso altri paesi… e poi ci si lamenta dei malati di tumore o cancro. Riguardo a verità scomode il nostro presidente non è superparties

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  • nestore del boccio
    del 14 agosto 2012
  • nestore del boccio
    del 14 agosto 2012
  • Giada
    del 16 agosto 2012