In piazza a Taranto, per un’Italia davvero civile

17 agosto 2012 in Ambiente, Economia, Lavoro, Politica

Stamattina sono sceso in piazza a Taranto, ho manifestato al fianco dei cittadini e degli operai che giustamente chiedono di non dover scegliere più tra lavoro e salute, perché in un Paese che pretende di definirsi civile si ha diritto ad entrambi. Sono sceso in piazza a Taranto con i colleghi Pino Caforio e Piefelice Zazzera per sostenere la magistratura, indegnamente chiusa in un angolo e messa sotto attacco dal governo e dai partiti che lo sostengono solo per aver chiesto il rispetto della legge, per aver fatto il proprio dovere istituzionale.

Che in Italia, oggi, si debba manifestare per questo è surreale ed è gravissimo. Nel 2012, in un Paese normale l’alternativa tra salute e lavoro dovrebbe essere un triste ricordo di un passato lontano e l’anomalia sarebbe semmai una magistratura che dinanzi a evidenti e certificate violazioni di legge non interviene. Ma in Italia la normalità è stata ormai accantonata da un pezzo e chi chiede il rispetto delle regole è immancabilmente dipinto come un nemico dello Stato.

Esagero? Purtroppo no, e la conferma l’ho avuta oggi a Taranto. Una città che è stata blindata senza alcuna ragione, che è stata letteralmente militarizzata con un dispiegamento di uomini e mezzi assolutamente sproporzionato per una manifestazione pacifica, organizzata da tranquilli cittadini e non da pericolosi sovversivi. Perché? Evidentemente per tenere sotto stretto controllo qualunque forma di dissenso al governo nel giorno dell’arrivo a Taranto dei ministri Passera e Clini.

Dissenso vietato in piazza e dissenso vietato anche a livello istituzionale. Solo così si spiega la decisione di escludere l’Italia dei Valori dal tavolo del confronto in Prefettura a cui sono stati invece regolarmente invitati parlamentari di Pdl, Pd, Udc e Fli. Una scelta che il ministro Clini ha giustificato dicendo che sono state coinvolte solo rappresentanze delle forze politiche che condividono la linea dell’esecutivo. Insomma, il governo, che in una vera democrazia dovrebbe rappresentare rutti, trova normale e giusto escludere una parte del Parlamento non solo dalle decisioni, ma anche dalla semplice discussione su un tema delicatissimo e di straordinaria rilevanza come il futuro dell’Ilva, che poi significa anche il futuro industriale del Paese.

Un bell’esempio di partecipazione democratica, non c’è che dire. La dimostrazione della volontà del governo di creare un vero e proprio regime in cui le voci scomode vengono sistematicamente escluse. Ma non ce la faranno. L’Italia dei Valori continuerà a dare battaglia in Parlamento e nelle piazze delle tante Taranto d’Italia, ovunque ci sia chi lotta per il rispetto della legge e dei diritti, ovunque ci sia chi dice basta ai ricatti. Dobbiamo rendere l’Italia un Paese civile nei fatti, non solo a parole. Dobbiamo conquistare quella normalità che viene negata, quella normalità per cui il diritto alla salute non può essere barattato con un posto di lavoro.

In piazza a Taranto, per un’Italia davvero civile

6 Commenti

    1. quando il presidente del consiglio, in riferimento alle chiamate di Mancino a Napolitano, in merito alle indagini della Procura di Palermo sui rapporti dello Stato con la Mafia, stravolge la realtà facendo riferimento alle telefonate del capo dello stato e non AL CAPO DELLO STATO DA PARTE DI UN INQUISITO, allora rimango letteralmente esterrefatto e perplesso e preoccupato mi domando: MA IN CHE MANI SIAMO FINITI? (Il Messaggero del 17.08.2012).

      • nestore del boccio scrive:

        Nulla da meravigliarsi in un paese pieno di Sette,Massonerie, Poteri occulti, P1,P2,P3,P4,P5 etc,etc…Logge, Loggette, Loggine, Leggine,Prescrizioni,Gallerie, Ponti, Sottoscala,Pianerottoli, Mansarde, Palazzi, Palazzoni, Palazzacci, PALAZZINARI…nonchè stragisti, mafiosi,voltagabbana,vigliacchi, scilipotisti…Ripeto: nulla da meravigliarsi!!!

    2. Giada scrive:

      Se gli operai manifestando pensano che i nermici siano i magistrati si sbagliano e anche di grosso, questi ultimivogliono che le cose siano fatte a regola d’arte non avvelenando e uccidendo di tumore le persone che vogliono lavorare… i complici di questo scempio sono i politici passati e presenti!!!

    3. [...] In piazza a Taranto, per un’Italia davvero civile [...]

    4. Antonella Arena scrive:

      La cosa incredibile è che questo concentrato di tecnici prestati alla politica, oltre a contribuire alla disuguaglianza sociale distribuendo iniquamente il costo della crisi sui più deboli, ad oggi è riuscito solo a collezionare figuracce in quantità: dal conteggio malamente errato del numero di “esodati”, alle volgarità del Ministro Clini sugli insuccessi italiani nei progetti europei, allo scivolone del Ministro Profumo sui test TFA e sul conflitto di interessi in difesa della lobby dei rettori. La maniera in cui è stata gestita la vicenda ILVA e gli attacchi alla Magistratura rea, nell’avere esercitato le proprie funzioni, di avere disatteso la volontà del governo, hanno dell’incredibile. Anche il Presidente Monti, solitamente parco nel comunicare quando non si tratta di economia, è riuscito ad esternare solo per dar torto alla Procura di Palermo, rendendo evidentemente omaggio ha chi lo ha caldamente sponsorizzato per Palazzo Chigi e rilanciando la stretta sulle intercettazioni che tanto stava a cuore al Governo precedente. Non sono legittimati dal voto popolare: sono tenuti in vita solo dalle paure di PDL-UDC-PD, nessuno dei quali è pronto per il voto. Ritenevo impossibile fare peggio del governo di Mr B. & co: eppure ci è riuscito agevolmente questo gruppo improbabile di professori, le cui competenze sono ancora tutte da dimostrare: ciò che appare fin troppo chiaro sono solo gli interessi che tutelano.

    5. nestore del boccio scrive:

      Egregio senatore Belisario e cari amici, i militari dovrebbero mandarli nelle zone terremotate invece che a Taranto.
      Purtroppo siamo in “recessione democratica” da tanti anni. Quello che mi sorprende di più e che tutti dovremmo riflettere, ed invito a questa “pausa” soprattutto gli amici di Sel, come sia possibile che Vendola, al di là
      dei suoi bla-bla-bla, scenda a compromessi con questi “signori”? Il virgolettato è d’obbligo! Secondo me, c’è ancora un residuo, di un “passato servilistico” e di cultura guicciardiniana, che la “nazione italiana” ha ancora nelle sue “viscere”. Ma, ovviamente, è una mia opinione. Una opinione che mi nasce da come vengono gestite le amministrazioni locali ( la maggior parte degli impiegati municipali, sono tutti iscritti al partito di riferimento; o sono inciuciati ), il voto a Berlusconi, una esterofilia che non è frutto di una visione europea o internazionale ma di “offrirsi” sempre ad un “padrone straniero”. In Europa, questo concetto su di noi, ce l’hanno in tanti. Certamente non lo vanno ad esporre ai loro colleghi politici italiani in sede europea, dove sono tutti latte e miele. Poi, c’è anche la comunicazione colpevole di questo retaggio. Servi in Italia e servi all’estero.

      Tanti giornalisti italiani di giornali e di Tv, hanno la doppia nazionalità italofrancese (potrei fare dei nomi), che sono al servizio più della Francia che dell’Italia. Trovatemi un giornalista francese, di qualsiasi colore politico a Roma, che abbia la doppia nazionalità ( se c’è è un fatto raro ). Loro, sono sempre, al di là dell’etica giornalistica, al servizio della nazione Francia: sono come dei funzionari politici. A domanda diranno che non è vero, ma, fidatevi di quanto affermo, conosco bene il sistema. Ogni nuovo presidente della repubblica quando arriva in Italia, fa sempre il “morbido” perchè hanno interesse a prenderci i nostri “gioielli industriali”; salvo poi, attaccare militarmente quei paesi che fanno affari con l’Italia come è avvenuto con la Libya. Con tutto questo voglio dire che, se non ritroviamo una etica identitaria di nazione e di una grande famiglia, saremo destinati al disastro perchè: ognuno penserà di vivere fottendosi degli altri; con il risultato che gli altri: si fotteranno di noi!!! Quando una società arriva al punto di far accettare il cancro come ricatto lavorativo, allora, caro senatore e cari amici, non è più tempo di filosofare ed ascoltare i vari “bla-bla-bla” dei vari Bersani-Vendola- Berlusconi, ma occorre ergere una barriera forte, mettendoli di fronte alle gravi responsabilità davanti a tutto il popolo italiano. Ho citato Berlusconi perchè Alfano è solo una marionetta!!!

    6. Gentilissimo Senatore, l’altra mattina ho realizzato il servizio filmato sulla manifestazione per DgTvOnline; penso che le faccia piacere ricevere il link al servizio:
      http://www.dgtvonline.com/2012/08/taranto-la-manifestazione-del-17-agosto/
      Cordiali saluti, Marcello De Giorgio.

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