Sacco & Vanzetti Memorial Day: l’IdV contro la pena di morte e per i diritti umani nel mondo

22 agosto 2012 in Giustizia, Politica, Sociale

Domani sarò a Torremaggiore, in provincia di Foggia, per partecipare al “Sacco & Vanzetti Memorial Day”, un evento in ricordo dei due lavoratori italiani giustiziati negli Stati Uniti il 23 agosto 1927, benché innocenti e infatti successivamente scagionati da ogni accusa. Sono passati 85 anni, ma in molti Paesi che si definiscono democratici la pena di morte è ancora praticata e i diritti umani continuano ad essere negati. La manifestazione è un’occasione per commemorare le vittime delle ingiustizie nel mondo e riflettere sulla tutela dell’individuo, in ogni suo aspetto. Interverrò sul tema “Pena di morte e Pena di vivere: in ricordo dei morti per tumore a Taranto”. Come purtroppo insegna il dramma dell’Ilva, in Italia si può ancora morire di lavoro ed è per questo che ritengo importante sostenere la causa di livello internazionale per la salvaguardia dei diritti umani promossa dall’associazione “Sacco e Vanzetti”. A Taranto sono stati calpestati diritti costituzionali come quello alla salute, lo stesso principio della Repubblica basata sul lavoro e il divieto di svolgere attività imprenditoriali tali da arrecare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. Ora è necessario rendere l’Ilva eco-compatibile, perché il lavoro non può essere una condanna a morte.

 

Ferdinando Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti furono vittime di un sistema che costringeva i cittadini ad allinearsi attraverso la repressione violenta del dissenso, in cui incorreva chi partecipava a scioperi e agitazioni politiche per rivendicare condizioni di vita dignitose. Assolti da ogni accusa 50 anni dopo la loro morte, Sacco e Vanzetti rappresentano gli “agnelli sacrificali” di una logica del terrore che vigeva negli Usa degli anni ’20. Da allora naturalmente molte cose sono cambiate in meglio. Tuttavia in molti Stati americani si continua a ricorrere all’orrenda ed innaturale pratica della pena di morte. L’uccisione di un individuo ordinata dall’autorità è quanto di più contrario al concetto di Giustizia ci possa essere e quasi sempre va di pari passo con la negazione dei diritti umani. Infatti le condizioni sociali in molti Paesi della “black list”, come Cina e India, sono inaccettabili e causano un altissimo numero di vittime sul lavoro, di cui sono responsabili gli imprenditori spregiudicati che agiscono solo in nome del profitto, ma anche chi approva leggi lacunose o non impone l’applicazione delle giuste norme esistenti.

 

In tal senso quanto è accaduto negli ultimi decenni a Taranto deve far riflettere, l’Italia ha da tempo abolito la pena capitale e adottato importanti norme a tutela dei diritti ma nel nostro Paese incombe ancora il ricatto occupazionale. Che esistano tutele legislative lo hanno ricordato i magistrati, costretti ad intervenire dopo anni di connivenza della politica con il sistema criminale della famiglia Riva. Un sistema che è costato la vita a tantissimi lavoratori e cittadini, contro cui l’Italia dei Valori continuerà a impegnarsi, sollecitando le istituzioni ad imporre la bonifica dell’area e il risanamento degli stabilimenti. Nella veglia che si terrà domani sera a Torremaggiore faremo sentire la voce di chi viene giustiziato, privato dei propri diritti e condannato a scegliere tra morire di fame o morire di lavoro, per rivendicare principi di civiltà e giustizia, anche sociale, che non possono essere cancellati dall’arroganza e dalla disumanità del potere. I dettagli del programma li trovate qui. Vi aspetto numerosi.

Sacco & Vanzetti Memorial Day: l’IdV contro la pena di morte e per i diritti umani nel mondo

6 Commenti

    1. Pietro Meloni scrive:

      Salve Sen. Bellisario,vorrei una risposta seria ad un quesito altrettanto serio. Con tutti i problemi che abbiamo nel nostro Paese , che aspetta da undici anni per risolvere il problema del mobbin che ci costa ogni anno (danaro ) e( Vite Umane,anche oggi due suicidi per lo stesso motivo. Le vorreoi chiederLe non sentite il rimorso per non aver fatto il possibile per impedire il diffondersi del fenomeno mentre nella maggior parte dei Paesi Europei la legge l’anno fatta da anni mentre noi siamo lo zimbello d’Europa.Non mi dica che in undici anni havete Governato anche Voi ,ma non avete avuto la volontà. Ma se avete un minimo di coscienza rifleteteci ,che prima la farete meno vittime avrete sulla coscienza.

      • nestore del boccio scrive:

        Se Prodi per governare ha dovuto cedere il ministro della giustuzia a Mastella, pensi che fosse ancora più agevolato nel fare leggi di avanguardia? Eppoi, fu proprio questa l’esperienza che ha portato Di Pietro a rifiutare inciuci pur di governare!

    2. giacobino scrive:

      Tra i reati compiuti dai Riva, vi è quello di strage consapevole e volontaria. E’ giusto processarli per omicidio.

    3. [...] Sacco & Vanzetti Memorial Day: l’IdV contro la pena di morte e per i diritti umani nel mondo [...]

    4. nestore del boccio scrive:

      Sacco e Vanzetti è una storia che molti delle nuove generazioni non conoscono. Consiglio a tanti giovani almeno di vedersi il film di Giuliano Montaldo al riguardo ( abbastanza storico ) con Volontè e Cucciolla, con la famosa canzone di Moricone cantata da Joan Baez. Il memorial è una iniziativa importante, che vede l’Italia in prima linea nel mondo: paese all’avanguardia dal ’700 nella lotta alla pena di morte. Dai “Delitti e delle pene” di Beccaria, passando per il Granducato di Toscana, la Repubblica Romana, il nuovo Regno d’Italia, e l’abolizione con la Costituzione nel 1948 da una legge del 1947. Un paese l’Italia, faro guida in Europa e nel mondo. In Inghilterra fu tolta negli anni ’60, ed in Francia è stata abolita dalla costituzione nel 2009, anche se Mitterand la tolse con una legge nel 1981. Una ministoria per far comprendere che siamo un paese che dobbiamo avere tanta fiducia in noi stessi e che siamo capaci di fare battaglie di grande civiltà d’avanguardia nel mondo. Una battaglia che ci deve portare, nel caso di Taranto, ove il lavoro dev’essere una gioia per la vita e non una pena.

    5. Giada scrive:

      Anche gli inquinamenti sono una pena di morte solo che è salvaguardata dai vari governi con la scusa di fare lavorare gli operai… di certo non si ammaleranno di tumore ne Riva ne i suoi dirigenti!!!

      • nestore del boccio scrive:

        Giada, hai ragione. Personalmente combatto la cultura dell’inquinamento a favore di un ambiente sostenibile per l’uomo, dai primi anni ’70 con la realizzazione di quadri e mostre.

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