Prezzi record dei carburanti e il Governo sta a guardare: festeggiano le lobby, pagano cittadini e imprese

24 agosto 2012 in Economia, Politica

I carburanti raggiungono prezzi record, proprio in occasione degli esodi estivi, e il Governo sta alla finestra a guardare invece di tagliare le accise. Dopo aver salvato i petrolieri con le finte liberalizzazioni, i tecnici hanno svolto l’ennesimo Cdm assolutamente inutile per uscire dalla crisi. Infatti il Consiglio dei Ministri si è ben guardato dall’emanare un decreto per calmierare le accise. Non solo, su queste imposte viene comunque applicata anche l’Iva e a nessuno dei professori al Governo viene in mente di sterilizzarla come previsto dalla legge: insomma, ancora una volta festeggiano le lobby e pagano imprese e cittadini.

 

La Francia, che non ha un governo moderato ma ha un governo politico progressista, ha già annunciato che taglierà le tasse sui carburanti. Monti, che doveva risollevare il Paese, contribuisce invece ad affossare i consumi e alimentare l’inflazione: l’Esecutivo sanguisuga continua a spremere i cittadini e ad ingrassare i petrolieri. La concorrenza nella distribuzione dei carburanti è fondamentale per garantire ai cittadini la possibilità di risparmiare, per questo il Gruppo IdV al Senato ha presentato un ddl contenente misure per la riorganizzazione e l’efficienza del settore petrolifero e per il contenimento del prezzo dei carburanti, attraverso l’introduzione di disposizioni finalizzate a promuovere l’accesso al mercato dei prodotti petroliferi. I partiti della maggioranza provvisoria, al contrario, hanno presentato agli italiani il conto del loro sostegno al Governo dei poteri forti.

 

D’altra parte, il premier e i ministri continuano a dire che vedono vicina l’uscita dal tunnel. Beati loro! Sul pianeta Terra un pieno costa 22 euro in più rispetto allo scorso anno, si spende più per fare benzina che per mangiare e ciò comporta anche costi più alti per i beni di consumo trasportati su gomma. Il Governo continua a fare cassa sulle fasce più deboli, invece di attaccare gli oligopoli che tarpano le ali della crescita, aggravando così i fattori di crisi e rendendosi complice delle speculazioni petrolifere. L’unico modo per far ripartire il Paese è quello di mettere al centro del dibattito i programmi, le politiche economiche al servizio dei cittadini e non le decisioni dettate dai grandi centri di potere. L’Esecutivo Monti sta facendo ingranare all’Italia una spaventosa retromarcia verso il baratro: prima lo rottamiamo, meglio è per tutti.

Prezzi record dei carburanti e il Governo sta a guardare: festeggiano le lobby, pagano cittadini e imprese

4 Commenti

    1. giacobino scrive:

      Le iniziative di questo governo di padroni e banchieri, promosso e sostenuto da Napolitano, sono una più controproducente dell’altra, la sua permanenza crea rabbia e angoscia. Da rottamare al più presto. Ma come fare?

    2. [...] Prezzi record dei carburanti e il Governo sta a guardare: festeggiano le lobby, pagano cittadini e i… [...]

    3. Giada scrive:

      Monti e tutto il governo tecnico si stanno dimostrando peggiori di Berlusconi. Monti sta facendo solo promesse, anche questo dell’assunzione di 1.200 insegnanti è una presa per i fondelli!!! innanzitutto si devono fare i concorsi poi quelli che lo vinceranno saranno assunti quando gli insegnanti più anziani man mano andranno in pensione, se no sarebbe una presa per i fondelli, assumere altre persone, mentre stanno tagliando i posti di lavoro statali. Le iniziative che sta proponendo, questo governo di furbacchioni sono solo fumo negli occhi, questa gentaglia pensa di avere a che fare con gente lobotomizzata. Ancora non si vuole capire che per fare partire la ripresa, bisogna tagliare le accise dei carburanti specialmente alle imprese, dato che le nostre imprese sono svantaggiate rispetto a quelle della Comunità Europea. Un altro intervento deve essere sull’IRPEF troppo alta per le famiglie per cui con tutti questi aumenti si contraggono i consumi, le aziende licenziano i dipendenti e di tasse ne entrano sempre meno. Allora iniziamo con le spese della politica a dimezzarle, fare pagare una patrimoniale a chi guadagna più di 200.000 euro l’anno, cercare di stringere i patti con la Svizzera come hanno fatto Germania e Gran bretagna in modo da fare pagare le tasse agli evasori fiscali che portano i loro soldi nei paradisi fiscali… dulcis in fundo una seria lotta all’evasione fiscale, ma non rivolgendosi solo ai pesci piccoli come si è fatto fino adesso, ma anche ai grandi capitali e a certe imprese di comodo che per non pagare l’IVA spariscono ed aprono sotto altro nome. Per i vari giochi d’azzardo che hanno il benestare dello stato, bisogna che lo stato guadagni almeno il 50% e non il 33% come succede adesso. Riguardo ad immobili di proprietà dello stato, che non hanno un valore storico, è meglio venderli in modo da diminuire gli interessi sui prestiti e fare diminuire il famigerato spread.

    4. antonio scrive:

      è tempo di RESISTENZA e che questo partito sia l’artefice di iniziative forti e abbia anche il caroggio di scelte politiche fuori dai percorsi tradizionali. Favorire il dibattito con uomini nuovi che hanno dimostrato di stare dalla parte del popolo e degli strati più deboli. Tutti noi siamo scoraggiati da questa aggressione del potere economico che con la complicità della classe politica sta mettendo in ginocchio tragurdi democratici raggiunti in tanti anni di lotta e vita democretica. Voi siete l’unica forza politica parlamentare che in questo momento sta reagendo, ma non basta. Bisogna unire tutti quelli che hanno dimostrato nei fatti di essere contro questa aggressione, ripeto anche a costo di dover venir meno a posizione di vantaggio personale, è il momento di salvare il Paese.

    5. Romano scrive:

      Quelle che sono servite, almeno per qualche tempo, a modificare lo strapotere dei forti a danno della maggioranza dei deboli, è doloroso ammetterlo, sono state le rivoluzioni. Sentiamoci pronti a scendere nelle piazze sospinti da ferme determinazioni Il resto sono chiacchiere, ragionevoli fin che vogliamo, ma alla fine inutili. Formuliamoci propositi, non tranquillizzanti, in tal senso.

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