Un Monti è già troppo

9 settembre 2012 in Economia, Politica

Non bastasse un Monti, ora vogliono imporci anche il Monti-bis. Lo vuole il Capo dello Stato, primo e principale sponsor del Professore, lo chiedono Casini e parte del Pd, e poi l’Europa, gli industriali, i banchieri, gli imprenditori e quei giornali impegnati sin dal primo momento a scrivere ‘quanto è bravo Monti’, anche quando non riusciva a fare di meglio che mettere tasse su tasse o quando lo spread schizzava oltre quota 500. Chissà però cosa ne pensano le famiglie, i pensionati, i lavoratori, i precari, quelli che il lavoro lo hanno appena perso o stanno per perderlo. Insomma, l’altra Italia, quella che, da quando Monti è stato calato dall’alto a Palazzo Chigi, si è ritrovata più povera, più fragile, più esposta alla crisi.

Sarebbe interessante sentire la loro voce, per sapere se sono pronti a proseguire su questa strada o se invece vogliono una svolta netta. Io dico che un governo Monti è già stato troppo, che quella parte del Paese ridotta allo stremo dalle politiche inique e recessive dei tecnici non sopravviverebbe a un Monti bis. Dico che è tempo di rimettere al centro dell’agenda politica le famiglie, il lavoro e la difesa dei diritti dei lavoratori, il welfare, la crescita, la lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, il sostegno alle piccole e medie imprese, il rilancio delle aree depresse.

Bisogna costruire un’Italia più giusta, serve un doppio salto per superare definitivamente sia il berlusconismo che il montismo. Per farlo si deve restituire al popolo la sovranità che gli è attribuita dalla Costituzione, si deve ridare ai cittadini il diritto di scegliersi da chi farsi governare perché se un governo tecnico è un’anomalia, un bis, sia pure mascherato, sarebbe la negazione della democrazia. Per questo la battaglia politica per una nuova legge elettorale veramente democratica è fondamentale.

Il Porcellum è un obbrobrio e va cancellato, ma i partiti della strana maggioranza vogliono sostituirlo con una legge anche peggiore, che non permetta agli elettori di conoscere prima del voto quali sono le coalizioni, quali i candidati premier e quali i programmi. No, loro vogliono una legge che gli lasci le mani libere per accordarsi dopo il voto, senza alcun rispetto per quel milione e 200mila italiani che hanno firmato per il referendum per cancellare il Porcellum e  tornare al Mattarellum.

Quella sulla legge elettorale è una partita decisiva nella grande sfida che attende l’Italia. Noi siamo pronti, con la differenza che mentre altri siedono al tavolo bluffando noi giochiamo carte scoperte. Ci presentiamo con un programma chiaro, di centrosinistra, dalla parte di chi ha di meno, chi ha già dato troppo, chi ha più bisogno. Vogliamo costruire  un progetto riformista basato sulla chiarezza, senza inciuci né compromessi, che porti il Paese fuori della crisi nel segno dell’equità. Questo offriremo a Vasto tra due settimane: vedremo chi ci sta e chi invece preferirà continuare sulla strada che ha messo l’Italia in ginocchio.

Un Monti è già troppo

2 Commenti

    1. pier scrive:

      Avete ragione. Gran parte degli italiani non sopportano più una situazione del genere, che ritengono catastrofica soprattutto per le famiglie. Non capisco come quei parlamentari abbiano il coraggio di continuare ad utilizzare la TV pubblica, dopo che hanno sostenuto e continuano a sostenere questo governo che nessuno ha eletto.
      Mi piacerebbe che almeno uno di loro desse l’esempio dimettendosi subito con questa lettera (immaginaria):

      “Ho pensato e riflettuto molto prima di fare questo passo. Concittadini io mi dimetto come parlamentare e vi chiedo scusa per tutto ciò che è successo.
      Tacitamente avevo appoggiato questo governo sperando di mantenere ancora stretta la mia poltrona. Quando cominciarono le prime manovre relative alla sconvolgente riforma pensionistica, io non mi sono comportato in modo trasparente: fingevo di oppormi durante qualche intervento mediatico, ma nell’aula parlamentare ho dato il mio appoggio, consapevole di aver contribuito anch’io, in questo modo, a privare dei sacrosanti diritti i poveri lavoratori che per anni hanno fatto tanti sacrifici. Sono anch’io colpa di questo grave misfatto perché non sono intervenuto per gridare all’ingiustizia. Io pensavo a mantenere le attuali retribuzioni ed i privilegi parlamentari, approvando qualche ritocco demagogico, molto insignificante rispetto a quello che in effetti percepivo.
      Concittadini, vi chiedo scusa anche per il mio silenzio allorché il governo introduceva nuove tasse depauperando le risorse dei lavoratori, i quali ora si trovano con salari e pensioni misere a causa della notevole perdita del loro potere di acquisto. Avevamo potuto proporre insistentemente di togliere ai ricchi risorse eccedenti tramite una seria patrimoniale, invece introducendo l’IMU anche sulla prima casa, aumentando vergognosamente le accise sulla benzina e l’IVA, non abbiamo rispettato assolutamente l’equità che questo governo tecnico si prefiggeva ufficialmente.
      Io mi dimetto anche perché non fatto praticamente nulla per evitare i tagli indiscriminati della “spending revew”, i quali hanno colpito numerosi servizi importanti del paese tra i quali la sanità, la scuola, la ricerca e la cultura.
      Non sopporto più che il mio partito continui a percepire i cosiddetti “rimborsi spese” a carico dei poveri cittadini traditi dai loro stessi amministratori. Anni fa un referendum aveva abrogato questo sovvenzionamento dello Stato.
      Con il nostro operato ma anche con il nostro silenzio abbiamo ulteriormente oliato questo perfido sistema che avvantaggia l’alta finanza, le banche e le multinazionali.
      Mi dimetto perché mi sento a mio disagio in questo contesto di ingiustizie, ipocrisie, corruzioni, discriminazioni. Cercherò di riparare restituendo parte del maltolto a lavoratori esodati o a pensionati che non ce la fanno ad andare avanti. Non mi ricandiderò più, statene certi. E se incontro qualche giovane onesto che vorrebbe rendersi politicamente utile proponendosi a servizio della collettività, impegnandosi su programmi seri e non a servizio dei partiti, io l’appoggerò informandolo bene anche dei perfidi e complessi meccanismi del sistema, affinché non vi incespichi anche lui insieme agli altri.”

    2. Romano scrive:

      Tutti i benpensanti vorrebbero una politica diversa che sul fronte interno non privilegiasse banche e classi superbenestanti ma aiutasse i medi e i piccoli. Queasto è sacrosanto. Ho però non pochi dubbi sul fatto che con un altro presidente (chiunque sia), data la forte disistima dei politici italiani in Europo e non solo,,si possa conservare quella buona considerazione che tutti riconoscono a Monti circa il suo agire sul fronte internazionale. Chi ci mabdiamo dalla Merks? Francamente oggi non vedo nessuno che ad ad incontri internazionali possa avere il suo carisma. Io dico: se ce la facciamo, sopportiamo ancora un po’ la sua odiosa politica pro ricchi, e quando la situazione europea si sarà riequilibrata, arrivederci e grazie. E NEL FRATTEMPO PREPARIAMO UNA NUOVA LEGGCI E ELETTORALE !

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