Facciamo parlare i fatti

12 settembre 2012 in Lavoro, Politica, Referendum

Un mio vecchio amico, storico elettore di sinistra, che negli anni ha seguito fedelmente il Pci in tutte le sue trasformazioni votando via via Pds, Ds, Pd, mi confessava ieri fa il suo totale smarrimento in vista delle prossime elezioni. Mi spiegava che nel 2008 non aveva avuto dubbi: c’era un polo di sinistra, attorno al Pd, in cui si riconosceva, di cui si fidava e a cui ha dato il suo voto certo di aver fatto la scelta migliore. Oggi, invece, si colloca in quel quasi 40% di incerti. Oggi si sente spiazzato dal quadro politico frammentario e contraddittorio che si ritrova davanti.

Si sente spiazzato, il mio amico, non tanto per vedere il Pd nella maggioranza di governo col Pdl, a suo dire una scelta necessaria per salvare il Paese visto il rischio default che correva l’Italia prima di Monti, ma per le capriole, a suo dire incomprensibili, che ha visto a sinistra su temi da sempre sensibili per chi si ritiene appunto di sinistra. Se vince il Pd, mi chiedeva, che farà per esempio sul lavoro? Proseguirà sulla linea Monti o rinnegherà le scelte fatte in quest’anno in cui ha sostenuto il professore? E l’Italia dei Valori che credibilità ha? Può mai essere Di Pietro un paladino della sinistra? E’ facile, aggiungeva, fare la protesta, è molto più difficile passare alla proposta. La solidità di un partito, spiegava ancora, si misura quando è chiamato ad assumersi responsabilità di governo: è qui che si vede se c’è solo fumo o c’è anche arrosto.

Al mio amico ho risposto di lasciar perdere le etichette tradizionali di ‘destra’ e sinistra’ e di guardare solo ai fatti e ai programmi, di valutare semplicemente chi fa cosa e a favore di chi, abbandonando schemi di una politica vecchia e superata. In questo senso l’IdV è una casa di vetro, assolutamente trasparente. E’ facile perciò giudicarci sui fatti e valutarci sui programmi. I fatti dicono che nel pieno di una crisi spaventosa, accanitasi in maniera durissima sulle famiglie e sul mondo del lavoro, siamo stati sempre e continuiamo a stare in prima linea dalle parte dei lavoratori. In Parlamento, con le nostre proposte di legge, e fuori, scendendo nelle piazze accanto agli operai, ai disoccupati, ai precari, ai sindacati.

I fatti dicono anche che ci siamo battuti con successo contro il ritorno al nucleare, per l’abolizione del legittimo impedimento e perché l’acqua sia e resti un bene pubblico, dicono che abbiamo depositato i quesiti referendari per ripristinare l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, abrogato dalla riforma Fornero, e i diritti universali previsti dal contratto nazionale di lavoro, cancellati dal governo Berlusconi. I fatti dicono che siamo impegnati per cancellare gli insopportabili privilegi della casta e per tagliare i costi assurdi della politica, dicono che stiamo conducendo una battaglia durissima per combattere la corruzione e per avere finalmente un Parlamento pulito, attraverso l’incandidabilità dei condannati in via definitiva.

I fatti dicono che abbiamo girato le carceri italiane per ottenere condizioni di vita e di lavoro degne di un Paese civile per i detenuti e per gli agenti, dicono che abbiamo devoluto l’ultima rata dei rimborsi relativa alle elezioni politiche del 2008 a favore dei terremotati dell’Emilia, dicono che abbiamo presentato il ddl per introdurre il reato di tortura e colmare così un grave vuoto normativo, dicono che ci siamo rivolti ai cittadini chidendo loro se vogliono cancellare il Porcellum per restituire all’Italia un sistema di voto democratico e ricevendo in risposta un sì plebiscitario.

La lista è lunga e se mi permetto di elencare alcuni tra i capitoli più rilevanti non è certo per autocompiacimento, ma perché ritengo che chi fa politica debba rispondere agli elettori di quello che ha fatto e assumersi la responsabilità di quello che non ha fatto. Da fare c’è ancora molto, noi siamo pronti. Abbiamo un programma chiaro, che presenteremo la prossima settimana alla festa di Vasto e su cui gli italiani potranno valutarci. Un programma nel segno di una politica pulita, dell’equità, della giustiza sociale, del sostegno alle fasce sociali più deboli. Vedremo presto chi ci sta e chi no.

Facciamo parlare i fatti

3 Commenti

    1. rosy scrive:

      Le etichette tradizionali di ” destra ” e ” sinistra”,non sono superate,ma destabilizzano una certa parte di elettori; ma sono concetti radicati nelle coscienze e non nei loghi dei partiti. Chi lotta in Parlamento per gli operai, i disoccupati e per tutte le categoria deboli é di sinistra e ne dovrebbe essere orgoglioso

    2. mazzarella mauro scrive:

      A me pare, come è sempre avvenuto all’interno delle rappreentanze progressiste, che riusciamo sempre a farci male da soli. Mi spieo meglio. Nelle varie coalizioni che si sono succedute al governo del Paese, insieme al PCI, PDS, DS ed ora PD, ci sono sempre stati partiti o rappresentanze politiche che hanno cercato di fare uno scatto per superare, a sinistra, questo Partito e in rare occasioni si è invece lavorato in sintonia, tanto da fare un favore al C.D., vedi B. ad accoliti.
      Se si vuole veramente dare una mano agli italiani nella crescita e all’Italia ad uscire fuori dalla crisi, dovete mettervi intorno ad un tavolo, parlare schiettamente e senza ambiguità di come farlo. 10 cose nel primo anno ma fatte bene che non siano criticabili ed in capo ad un quinquennio ne avremo fatte 50 ma poi andremo oltre a farne tante altre.
      I nostri concittadini non ci chiedono la luna ma: lavoro per tutti, investimenti per le piccole e medie aziende, una scuola che sia veramente al paso con i tempi, una sanità non in mano ai “raggionieri” ma persone che non pensano solo ai conti ma alla salute di tutti, risanamento dei plessi scolasici, energie rinnovabili, fonti alternative. Come vede ho accennato ad alcuni problemi che possono essere risolti nel primo anno, le pare poco?

    3. Giada scrive:

      Se si eseguiranno i programmi proposti dai vari partiti, si può dare loro fiducia, ma quando succede che come il governo Berluska i suoi propgrammi sono rimasti sulla carta, specialmente riguardo la pressione fiscale, allora si che la gente come il suo amico rimarrà delusa per sempre e crescerà il nuomero dei NO VOTO !!!

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  • rosy
    del 12 settembre 2012
  • mazzarella mauro
    del 12 settembre 2012
  • Giada
    del 13 settembre 2012