Vasto: il giorno dopo…

24 settembre 2012 in Italia dei Valori, Politica

Si è concluso ieri il 7° incontro di Vasto, la nostra consueta assemblea programmatica. Quest’anno l’appuntamento ha avuto un sapore diverso rispetto al 2011: Berlusconi è caduto, anche se comanda ancora; contrariamente al PD, che governa con PDL e UDC, siamo all’opposizione del governo Monti dalle 34 fiducie; la trattativa STATO-MAFIA, ormai conclamata, è stata sbattuta in prima pagina grazie alle telefonate di Nicola Mancino al Quirinale; il paese è ormai in braghe di tela con famiglie sempre più in difficoltà e piccole e medie imprese al fallimento; disoccupazione, corruzione, evasione fiscale ancora più dilaganti; casta politica sempre più ingorda; all’orizzonte alleanze contro natura per le prossime politiche per difendere i potentati economici; Monti-bis che scompare e ricompare; Italia con poca sovranità rispetto alla BCE (Banca Centrale Europea), al FMI (Fondo Monetario Internazionale) alla Commissione Europea.

Potrei continuare, ma mi fermo qui, perché penso di aver messo in campo gli argomenti al centro della prossima campagna elettorale e, soprattutto, le scelte necessarie per il cambio di passo che gli elettori chiedono ad una classe politica sempre più delegittimata da comportamenti vergognosi e, proprio per questo, ancora più vergognosamente arrogante.

Da Vasto ripartiamo con un programma, certamente alternativo al governo Monti, tutto incentrato su sviluppo, solidarietà, legalità, tutela dei diritti civili. Cominciando dai referendum sul lavoro e contro i privilegi della politica.

Le nostre proposte sono chiare, come chiare sono le alleanze che vogliamo per un centrosinistra che, partendo dalle foto di Vasto, si allarghi a quei mondi vitali, rappresentati dai movimenti e che insieme a tanti singoli cittadini vogliono mandare a casa i politici disonesti e incapaci e il modo di far politica.

Per far questo l’IdV, come ha detto all’ultimo Esecutivo Nazionale, deve rigenerarsi, aprirsi all’aria nuova che viene dalla società, mandare a casa pezzi di classe dirigente – non molti per fortuna -che, specie sui territori, impediscono al partito di crescere, anzi lo trascinano in brutte logiche clientelari e correntizie che vanno spezzate.

Ora, subito!!!

Vasto: il giorno dopo…

3 Commenti

    1. oliarca raffaele scrive:

      ciao Felice,mi piace molto l’ultima parte del tuo discorso,purtroppo sono molti i dirigenti locali del partito che mendicano poltrone e prebende al “nostro alleato pd” dimenticandosi di fare gli interessi dei cittadini,allontanando i militanti che vogliono fare qualcosa di buono e chiudono le porte all’ingresso della società civile comitati e liste civiche,sono li ad aspettare i voti che porta il nazionale per i loro comodi, un’altra verità è che molti sindaci per non avere problemi fanno avere preferenze a candidati consiglieri infiltrati nel nostro partito o quantomeno a candidati ritenuti manovrabili.

    2. claudia michelesi scrive:

      Vorrei sapere cosa pensa l’IdV della democrazia diretta oppure dei referendum propositivi

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