La politica del fare antidoto alla politica immobile

26 settembre 2012 in Italia dei Valori, Politica

Diceva De Gasperi che “politica vuol dire realizzare”. Ma era il 1949: c’era un’altra politica, un’altra classe politica, un’altra idea della politica. Oggi, invece, emerge una politica che tutto vuol dire meno che realizzare. E’ chiaro che le generalizzazioni sono sempre sbagliate, ma è innegabile che mai la distanza tra i cittadini e chi dovrebbe rappresentarli è stata così grande, che il sentimento comune nei confronti di chi siede in Parlamento o nelle istituzioni locali è di totale sfiducia quando non di comprensibile rabbia.

Dei vari scandali Lusi, Penati, Belsito, Formigoni, Fiorito, dell’anomalia di una Minetti consigliera regionale in Lombardia, degli sprechi della Sicilia targata Lombardo, si è già detto tutto, ne ho scritto anche io su questo blog e credo ci sia poco da aggiungere: da destra e da sinistra è un coro unanime nel dire che è uno schifo, un’indecenza. Il punto, ora, è come andare oltre. Perché sulla necessità di cambiare sembra che siamo tutti d’accordo, ma poi tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare. Un oceano di chiacchiere in cui si perde ogni progetto di riforma.

Io sono in Senato e vedo con rabbia come il Senato sia incartato su ogni provvedimento: legge elettorale, corruzione, parità di genere, perfino l’introduzione nel nostro ordinamento del reato di tortura. Nulla si muove, mentre la legislatura corre veloce verso la fine. Eppure testi su cui confrontarsi ci sono, l’Italia dei Valori ha presentato disegni di legge per tagliare drasticamente i costi della politica, per ridurre il numero dei parlamentari, per combattere la corruzione, per un Parlamento pulito in cui non possano sedere i condannati, per un governo al di sopra di ogni sospetto di cui non possa far parte nemmeno chi ha avuto solo un avviso di garanzia. Sono lì, depositati nelle commissioni, ma, tra ostruzionismo e melina di questa o di quella parte politica, non arrivano mai in Aula.

Sulla rifroma della legge elettorale ci siamo rivolti direttamente ai cittadini, raccogliendo le firme per cancellare il Porcellum attraverso il referendum. Lo stesso avevamo fatto un anno prima per i quesiti che hanno poi sancito il no al nucleare, al legittimo impedimento e alla privatizzazione dell’acqua. Lo stesso stiamo per fare con i referendum contro la casta e per la difesa dei diritti dei lavoratori.

Insomma, se si vuole fare, si fa. Vogliamo combattere la corruzione? Facciamolo, perché è una questione di civiltà e non solo perché ce lo chiede l’Europa. Vogliamo tagliare i costi della politica? Facciamolo. Oggi il ministro Patroni Griffi ha detto che il governo è orientato a presentare un ddl costituzionale che intervenga sulle competenze e sui controlli delle Regioni, bene. Ricordo però che l’IdV ha presentato nel giugno 2009 un ddl costituzionale che, tra le altre cose, prevede la diminuzione dei componenti delle giunte e dei consigli regionali.

Procediamo, ma sul serio. Le dichiarazioni di facciata alimentano solo l’esasperazione e accrescono la tensione già fortissima nel Paese. Servono fatti, impegni precisi e vincolanti nell’interesse dei cittadini, di chi è al limite e non ne può più, e invece siamo a meno di zero. Si scherza irresponsabilmente col fuoco, perché se la politica, una certa politica, continua così altro che forconi…

La politica del fare antidoto alla politica immobile

2 Commenti

    1. Donato Michele MAZZEO scrive:

      A VASTO (CH) , 7° Convegno Nazionale , ai GIOVANI IDV abbiamo detto, consigliato e ribadito : Dire, Fare, Cambiare .
      E diciamo, e facciamo e CAMBIAMO!!!!!!!

      p. Comitato Spontaneo “No Porcellum & No Casta”-MELFI

    2. [...] La politica del fare antidoto alla politica immobile [...]

    3. morena scrive:

      come pensa di risolvere il problema della giustizia e delle carceri..con le chiacchiere ??? amnistia e indulto e l’unica soluzione a questa mattanza di incivilta..vergognaaaaaa
      http://www.abruzzoindependent.it/news/Strage-di-stato-nelle-carceri/2885.htm

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